• GLI EFFETTI DELL'EMILIA

    La maggioranza minoritaria dei 5 Stelle pesa sul governo

    Era evidente che i risultati dell'Emilia Romagna non sarebbero stati ininfluenti sulla politica italiana. Il governo è formato da un Movimento 5 Stelle che è ancora, in Parlamento, forza di maggioranza relativa, ma che non rappresenta più il suo elettorato. Di qui una serie di liti e scissioni in vista. Ma se Atene piange, il centrodestra non ride

    • DEM RINGALLUZZITI

    Il paradosso del Pd: ha perso le elezioni, ma comanda il Paese

    Alle politiche del 2018 il Pd era stato severamente punito dai suoi elettori, scendendo al 18.7%. Eppure oggi i dem, abituati a occupare tutti i gangli vitali dello Stato, hanno in mano le sorti della legislatura. E Zingaretti programma di annettere i 5 Stelle, per formare una sorta di Ulivo 2 che diriga le azioni per la successione a Mattarella.

    • L'ANALISI/1

    Il protagonismo di Matteo è stato un boomerang

    Il mancato trionfo di Salvini è figlio soprattutto dell'eccessiva personalizzazione della campagna elettorale. Non solo ha frenato la conquista dell'Emilia Romagna, ma ha infastidito anche i suoi alleati, al punto da ritenere credibili le voci di possibili voti a Bonaccini da parte di esponenti di Forza Italia.

    • L'ANALISI/2

    Il voto in Emilia aiuta la strategia del PD

    La netta affermazione di Bonaccini in Emilia-Romagna salva il governo e lo rafforza. Ma soprattutto aiuta la strategia di Zingaretti, che intende unificare diversi pezzi della sinistra compresi i 5Stelle, o una parte di essi.

    • DOPO IL VOTO IN EMILIA

    L'errore di Salvini, la strategia del PD

    La crescita della Lega in Emilia Romagna non è bastata per vincere le elezioni: l'eccessivo protagonismo di Salvini e l'aver trasformato le elezioni regionali in un referendum sul governo non ha giovato. Sull'altro fronte il leader del PD Zingaretti si vede rafforzato nella sua idea di creare una Grande sinistra.
    - IL PROTAGONISMO DI MATTEO È STATO UN BOOMERANG, di Ruben Razzante
    - IL VOTO IN EMILIA AIUTA LA STRATEGIA DEL PD, di Romano l'Osservatore
     

    • ELEZIONI REGIONALI

    Emilia a sinistra, Calabria a destra, 5 Stelle distrutti. Torna il bipolarismo

    Rispettate in larga parte le previsioni della vigilia. Il centro-sinistra si conferma alla guida dell’Emilia Romagna, regione simbolo del potere rosso, e cede al centrodestra il timone della Calabria. Ma questa tornata di elezioni regionali passerà alla storia per una serie di elementi assai importanti per il sistema politico. E' aumentata l'affluenza, è tornato il bipolarismo, i grillini escono distrutti. Ora resta da vedere come reagirà Salvini a un risultato che segna la sua prima sconfitta dal 2018. Ma anche il governo, la cui principale forza, i 5 Stelle, è ormai sovra-rappresentata in Parlamento. 

    • IL VOTO DI OGGI

    Regionali, il premier Conte non vuol metterci la faccia

    Oggi si vota in Emilia Romagna e Calabria, dopo una campagna elettorale che ha reso evidente a tutti che si vota anche pensando al governo nazionale. Per questo, anche in seguito alle ultime sconfitte locali, il premier Conte si è chiamato fuori. Incerto fino all'ultimo sull'esito, teme di perdere il posto.

    • ELEZIONI REGIONALI

    Emilia Romagna, la posta in gioco è il governo

    Domenica 26 gennaio elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria: soprattutto la prima è decisiva anche se il centrodestra ha sbagliato a non dare importanza alla seconda. Ecco gli opposti scenari che si prefigurano a seconda dell'esito del voto nella regione "rossa" per eccellenza.

    • IL VOTO IN EMILIA

    Il Pd teme di perdere e usa due pesi e due misure

    I casi Mihajlovic e Porta a Porta mostrano il nervosismo che serpeggia negli ambienti della sinistra che rischia di perdere altre due regioni che attualmente amministra e teme un'ennesima sconfitta che si scarichi sul governo, facendolo cadere. Due pesi e due misure di fronte a endorsement e a violazioni della par condicio avvenute anche in favore della sinistra.

    • LO SCENARIO

    Di Maio lascia la guida 5 Stelle, de profundis per il governo

    La decisione di Di Maio di lasciare la guida politica dei 5 Stelle è la riprova dell’agonia che stanno vivendo i grillini e conferma il disorientamento delle forze politiche che sostengono il governo. Zingaretti aveva annunciato lo scioglimento del Pd. Ora i 5 Stelle perdono il loro leader politico.

    • IMMIGRAZIONE

    Salvini sfida la sinistra: la Lega vota per il processo

    La Giunta per le immunità del Senato ha ieri dato via libera a procedere contro l'ex ministro dell'Interno per il blocco della nave Gregoretti con immigrati a bordo. Voti decisivi quelli della Lega mentre le forze della maggioranza hanno disertato la riunione. Ora parola all'Aula il 17 febbraio.

    • BOCCIATURA DEL REFERENDUM

    Il proporzionale non è il male. Il problema è nei partiti

    La Corte Costituzionale ha bocciato la richiesta di referendum avanzata dalla Lega, per una legge elettorale interamente maggioritaria. Adesso si spiana la via, in Parlamento, per un ritorno del proporzionale. Il sistema ha funzionato bene nella prima Repubblica. Ma i partiti di oggi non sono responsabili come quelli di ieri.