• IMMIGRAZIONE

    Il ritorno di Sophia. Ma Austria e Ungheria si oppongono ai traghetti del Mediterraneo

    In teoria per rafforzare l'embargo sulle armi alla Libia, ma in pratica per traghettare clandestini, l'Ue vorrebbe ripristinare l'Operazione Sophia, fornendole anche una componente navale. Ma Austria e Ungheria si mettono di traverso, opponendosi a qualunque piano di redistribuzione dei rifugiati. E se gli altri Paesi dell'Ue si dichiarano pronti a fornire le loro navi, è perché il governo Conte ha dato chiari segnali di voler accogliere di nuovo tutti

    • CRISI DI GOVERNO

    I "corrotti prescritti", mostri immaginati dai manettari

    Il governo rischia di cadere sul blocco della prescrizione, ma nel frattempo arrivano dati che sembrano dare torto ai giustizialisti. Per Eurispes, i reati di corruzione che si prescrivono sono meno dell’1% rispetto al totale. Renzi potrebbe rompere col governo votando assieme a Forza Italia.

    • EFFETTO BENETTON

    Sardine, è già tempo di crisi

    Sta facendo discutere l’incontro tra i fondatori bolognesi delle Sardine e Benetton, su cui Santori cerca di minimizzare. Eppure, rimane l’imbarazzo per un movimento che si propone come spontaneo. Ogongo (ala romana), oltre a tentare invano una scissione, ha parlato di censura all’interno del gruppo. Che ora, archiviata l’Emilia Romagna, pare snobbato dalle forze che sostengono l’esecutivo.

    • DESTRA ED EUROPA

    Perché è giunta l'ora che la Lega entri nel Ppe

    Nonostante la sconfitta in Emilia, i sondaggi danno il centrodestra in crescita. È il momento di fare scelte strategiche, prima di pensare a prossimi voti: in quale gruppo schierarsi nel Parlamento europeo? La Meloni è già con i Conservatori, ma Salvini è in un gruppo misto. È ora che entri nel Ppe per diventare il leader riconosciuto del centrodestra. 

    • GLI EFFETTI DELL'EMILIA

    La maggioranza minoritaria dei 5 Stelle pesa sul governo

    Era evidente che i risultati dell'Emilia Romagna non sarebbero stati ininfluenti sulla politica italiana. Il governo è formato da un Movimento 5 Stelle che è ancora, in Parlamento, forza di maggioranza relativa, ma che non rappresenta più il suo elettorato. Di qui una serie di liti e scissioni in vista. Ma se Atene piange, il centrodestra non ride

    • DEM RINGALLUZZITI

    Il paradosso del Pd: ha perso le elezioni, ma comanda il Paese

    Alle politiche del 2018 il Pd era stato severamente punito dai suoi elettori, scendendo al 18.7%. Eppure oggi i dem, abituati a occupare tutti i gangli vitali dello Stato, hanno in mano le sorti della legislatura. E Zingaretti programma di annettere i 5 Stelle, per formare una sorta di Ulivo 2 che diriga le azioni per la successione a Mattarella.

    • L'ANALISI/1

    Il protagonismo di Matteo è stato un boomerang

    Il mancato trionfo di Salvini è figlio soprattutto dell'eccessiva personalizzazione della campagna elettorale. Non solo ha frenato la conquista dell'Emilia Romagna, ma ha infastidito anche i suoi alleati, al punto da ritenere credibili le voci di possibili voti a Bonaccini da parte di esponenti di Forza Italia.

    • L'ANALISI/2

    Il voto in Emilia aiuta la strategia del PD

    La netta affermazione di Bonaccini in Emilia-Romagna salva il governo e lo rafforza. Ma soprattutto aiuta la strategia di Zingaretti, che intende unificare diversi pezzi della sinistra compresi i 5Stelle, o una parte di essi.

    • DOPO IL VOTO IN EMILIA

    L'errore di Salvini, la strategia del PD

    La crescita della Lega in Emilia Romagna non è bastata per vincere le elezioni: l'eccessivo protagonismo di Salvini e l'aver trasformato le elezioni regionali in un referendum sul governo non ha giovato. Sull'altro fronte il leader del PD Zingaretti si vede rafforzato nella sua idea di creare una Grande sinistra.
    - IL PROTAGONISMO DI MATTEO È STATO UN BOOMERANG, di Ruben Razzante
    - IL VOTO IN EMILIA AIUTA LA STRATEGIA DEL PD, di Romano l'Osservatore
     

    • ELEZIONI REGIONALI

    Emilia a sinistra, Calabria a destra, 5 Stelle distrutti. Torna il bipolarismo

    Rispettate in larga parte le previsioni della vigilia. Il centro-sinistra si conferma alla guida dell’Emilia Romagna, regione simbolo del potere rosso, e cede al centrodestra il timone della Calabria. Ma questa tornata di elezioni regionali passerà alla storia per una serie di elementi assai importanti per il sistema politico. E' aumentata l'affluenza, è tornato il bipolarismo, i grillini escono distrutti. Ora resta da vedere come reagirà Salvini a un risultato che segna la sua prima sconfitta dal 2018. Ma anche il governo, la cui principale forza, i 5 Stelle, è ormai sovra-rappresentata in Parlamento. 

    • IL VOTO DI OGGI

    Regionali, il premier Conte non vuol metterci la faccia

    Oggi si vota in Emilia Romagna e Calabria, dopo una campagna elettorale che ha reso evidente a tutti che si vota anche pensando al governo nazionale. Per questo, anche in seguito alle ultime sconfitte locali, il premier Conte si è chiamato fuori. Incerto fino all'ultimo sull'esito, teme di perdere il posto.

    • ELEZIONI REGIONALI

    Emilia Romagna, la posta in gioco è il governo

    Domenica 26 gennaio elezioni regionali in Emilia-Romagna e Calabria: soprattutto la prima è decisiva anche se il centrodestra ha sbagliato a non dare importanza alla seconda. Ecco gli opposti scenari che si prefigurano a seconda dell'esito del voto nella regione "rossa" per eccellenza.