• MORTO A 60 ANNI

    Maradona, icona di una società senza ideali

    Genio nel pallone, disastro nella vita. Diego Armando Maradona è diventato un mito proprio per la tensione tra le sue qualità sportive inarrivabili e i vizi, dipendenze e degrado della sua vita privata. È l'icona dei nostri tempi: quando si eclissano i valori, sorgono gli idoli.
    - IL BELLO NON SI MACCHIA di Andrea Zambrano

    • IL CASO

    Suarez l'italiano... per inchino e sudditanza

    C'è corruzione nel caso Suarez-Juventus? Di sicuro la causa di questo pasticcio su cui sta indagando la Procura sono l’accondiscendenza e la sudditanza verso gruppi sociali, come le squadre di calcio, che esplicano una moral suasion. Dire «passerà, perché guadagna 10 milioni» è sintomatico di un atteggiamento psicologico che vuole chinare il capo di fronte a realtà che si percepiscono più rilevanti delle proprie.

    • IL FENOMENO

    Non è un calcio per giovani: le big attaccate ai "nonni"

    Le grandi danno la caccia ai grandi vecchi, campioni in là con gli anni, per vincere subito si cerca l’usato sicuro, ma forse superato. Suarez (34), Ibra (39), Ronaldo (35), Dzeko (34), Vidal (33), Ribery (37). Le carriere si sono allungate, eppure non sono infinite. Prendere i migliori del momento, ma datati, espone poi a flop economici. E non si hanno più i soldi per importare campioni sui 25 anni, l’età in cui i più sono al top.  

    • INTERVISTA A Spanò

    "Io speciale? No, è normale per un ragazzo studiare"

    La Bussola incontra Spanò, il capitano della Reggiana che ha lasciato il calcio dopo la promozione in Serie B per proseguire gli studi di Economia: “Ai giovani dico: ognuno ha il suo percorso. Prendete le vostre scelte senza curarvi dei giudizi altrui. Ma una volta scelto, date tutto per raggiungere i vostri obiettivi".

    • L'ANNIVERSARIO

    Italia Germania 4 a 3, la notte che cambiò il calcio degli italiani

    Come può una partita diventare mito? Italia-Germania è la gara del secolo, scorso, tramandata ai posteri, intanto perché è calcio, lo sport più amato nel nostro Paese. Italia-Germania è sempre stata fantasia contro pragmatismo, acuti azzurri contro la continuità dei bianchi. Italia-Germania fece epoca anche perché si giocò da mezzanotte e allora non era così consueto che le famiglie facessero le ore piccole per seguire avvenimenti sportivi.

    • L’ANNIVERSARIO

    Bartali, lo sport come scuola spirituale

    Il 5 maggio di vent’anni fa moriva uno dei più grandi ciclisti di sempre, Gino Bartali. Terziario carmelitano, era un fervente cattolico. La sua figura ricorda che il ciclismo, come altri sport, è una metafora della nostra battaglia spirituale. Che può aiutare la crescita della persona, come spiegava Benedetto XVI.

    • QUANDO ARBITRO FISCHIA

    VAR, il problema non è la tecnologia ma gli uomini

    Il calcio in Italia, da sempre, pare più importante dell’economia e della politica, non è una novità. Le polemiche scatenate dalla VAR ci ricordano che non è la tecnologia a risolvere i problemi, quanto la preparazione della classe arbitrale che deve saper anche usare meglio la VAR. Per non farla diventare uno strumento da BAR.

    • VERSO I MONDIALI 2022

    Maratona da morire a Doha, nel Qatar indegno dello sport

    Il Qatar, se non altro per il suo clima, è inadatto a certe competizioni. Nella maratona dei Mondiali di atletica leggera, in corso a Doha, sono quasi morte delle atlete. La prossima sfida saranno i Mondiali di calcio del 2022. Gli stadi con aria condizionata, oltre a costare molto, sono lastricati di scandali multi-miliardari e costruiti da schiavi. 

    • LUTTO

    Felice Gimondi, ricordo di un campione

    Ieri pomeriggio, all'età di 77 anni, è morto Felice Gimondi, indimenticabile campione di ciclismo. È stato colto da malore mentre era in vacanza a Giardini Naxos. Pubblichiamo la testimonianza di un altro campione, Gianbattista Baronchelli, che, sebbene più giovane, ha avuto modo di correre per diversi anni insieme a Gimondi.

    • INTERVISTA AL CAPPELLANO GRANATA

    "Tradizione e eternità: perché il Grande Torino ci commuove"

    «Il tifoso del Toro si confronta con la morte e la trascendenza». Il cappellano granata don Riccardo Robella racconta alla Nuova BQ perché ricordare Superga è un rito di speranza cristiana. «Tradizione, eternità e bellezza: nel Grande Torino ritroviamo gli archetipi evangelici. Ma non paragonate quella squadra alla Juve di oggi o ai campioni strapagati. Mazzola guadagnava poco più di un operaio e aveva un negozio di articoli sportivi: eppure quella squadra incarnava un'Italia che con tenacia stava risorgendo dalle macerie della guerra». 

    • GENDER FOLLIE SPORTIVE

    Ora in squadra gioca "lui" e le avversarie si scansano

    In Argentina una legge permette di fare attività sportiva secondo "l’identità di genere autopercepita". E a vigilare sull'applicazione sarà l'istituto apposito che si preannuncia repressivo. Un'assurdità, come si evince da una partita di hockey femminile in cui “lei” in realtà è un “lui”. E le avversarie...

    • IL CASO

    Ronaldo e il conformismo dell'indignazione a comando

    Qual è la differenza tra Ronaldo e i vari Brizzi, Kavanaugh, Trump e Weinstein? Perché il primo ha avuto un balzo di popolarità dopo le accuse di stupro e gli altri hanno affrontato la gogna mediatica? E' l'indignazione a comando eterodiretta di una società talmente conformista, che aspetta di sapere dai media cosa deve pensare di questo e di quello.