• EUTANASIA

    RS lasciato morire di fame e di sete in un ospedale inglese

    Dopo 12 giorni di agonia è morto RS, il cittadino polacco tenuto ostaggio dell'ospedale di Plymouth, in Inghilterra, dove era in stato vegetativo da due mesi. Neanche l'intervento del governo polacco che sei giorni fa gli aveva concesso lo status diplomatico per poterlo rimpatriare in Polonia, ha avuto esito. Il governo del Regno Unito non ha ceduto e non ha revocato l'ultima sospensione di nutrizione e idratazione, iniziata il 14 gennaio. Kiska (Christian Legal Centre): «La pratica di disidratare e far morire di fame è un processo disumano, degradante e terribile».
    - VOGLIONO UCCIDERE L'AMORE, di Riccardo Cascioli
    - DOSSIER: IL CASO RS

    English
    • NUOVI TOTALITARISMI

    RS, un'altra vita eliminata. Ma è l'amore che vogliono uccidere

    RS, il cittadino polacco "prigioniero" di un ospedale inglese, è morto. Un’altra vita se ne è andata. Soppressa da un nuovo totalitarismo che non tollera la vita. È lo Stato che decide chi ha diritto di vivere e chi deve morire, ma che soprattutto non tollera l'amore gratuito di persone che si prendono cura dell’altro non per un interesse o per un tornaconto, ma solo perché l’altro esiste. È l’amore che si vuole bandire dalla società tecnocratica, la gratuità dell’amore.

    • REGNO UNITO

    ++++ RS è morto. La barbarie vince ancora ++++

    RS è morto questo pomeriggio dopo 12 giorni di agonia provocati dalla decisione dei giudici britannici di togliergli l'alimentazione e ridurre gradualmente l'idratazione. Per il cittadino polacco residente in Inghilterra, in stato vegetativo dallo scorso novembre come conseguenza di un infarto, a nulla è valsa la concessione dello status diplomatico decisa quattro giorni fa dal governo polacco nell'estremo tentativo di riportarlo in patria dove avrebbe avuto garantite le cure del caso.
    - DOSSIER: IL CASO RS

    • CORSA CONTRO IL TEMPO

    Scontro tra Polonia e Regno Unito per la sorte di RS

    RS, il cittadino polacco "ostaggio" di un ospedale inglese, ha ricevuto lo status diplomatico da Varsavia, per poterne facilitare la liberazione dall'ospedale, ma lo stallo nel negoziato tra i due governi impedisce ancora il suo rientro in Polonia. 
    - DOSSIER: IL CASO RS

    English
    • UNA LUCE NEL BUIO

    C'è un paese senza aborti? Sì ed è pure negli Usa

    In Missouri non è materialmente più possibile abortire, poiché non c’è alcuna struttura che esegua tali interventi. La politica ha fatto la sua parte dato che nel maggio 2019 il Senato dello Stato approvò una norma che vieta l’aborto dopo le 8 settimane di gravidanza, rispetto al precedente limite di 22. A dire che la battaglia pro life non è perdente.

    • REGNO UNITO

    Caso RS, entrano in campo anche i vescovi

    Corsa contro il tempo per salvare la vita a RS, il cittadino polacco a cui da 7 giorni i sanitari inglesi hanno tolto l’alimentazione. Su richiesta del presidente dei vescovi polacchi, Gadecki, i vescovi inglesi chiedono l’intervento del ministro della Sanità. Intanto il governo polacco offre a RS lo status diplomatico per poterlo riportare in patria.

    English
    • IL DOVERE DI MORIRE

    Ontario: spinta all'eutanasia che cresce del 33%

    In un anno i decessi on demand sono cresciuti da 1.789 a 2.378 (33%), nel periodo 2017-2020 la crescita è addirittura del 183%; altri tre anni così e i decessi saranno oltre 4.000 annui (più di 10 al giorno). Dai dati emerge che più che situazioni di accanimento terapeutico ce ne fossero di abbandono, mentre il «periodo di riflessione» fino a 10 giorni non viene rispettato.

    • IL CASO RS

    «Il mondo deve sapere che mio fratello vuole vivere»

    «A Natale quando ci ha visti si è messo a piangere e seguiva i nostri movimenti con gli occhi. Ma da quando siamo ricorsi ai tribunali per salvargli la vita ci proibiscono di visitarlo». In questa intervista esclusiva alla Bussola parla la sorella di RS, l’uomo polacco disabile che il sistema sanitario e giuridico britannico sta facendo morire di fame e sete.

    English
    • EUTANASIA

    RS muore di fame, condannato da un giudice di Soros

    Sono ormai le ultime ore di agonia per RS, a cui l'ospedale di Plymouth, in Inghilterra, ha tolto nutrizione e idratazione. Ma un estremo appello urgente alla Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) rivela che il giudizio definitivo della CEDU che condanna alla morte il cittadino polacco, è stato emesso da un giudice, Yonko Grozev, attivista pro-eutanasia che ha militato nelle organizzazioni di George Soros. E torna fuori il dossier che denunciava come negli ultimi dieci anni ben 22 giudici della CEDU siano stati "figli di Soros".
    - REGNA LA CULTURA DELLA MORTE, MA SIAMO ANESTETIZZATI, di Riccardo Cascioli
    - CANADA, SFRATTO PER L'HOSPICE CHE RIFIUTA L'EUTANASIA, di Ermes Dovico

    English
    • DIETRO IL CASO RS

    Regna la cultura della morte, ma siamo anestetizzati

    Ormai casi come quello di RS non fanno più notizia e non interessano l'opinione pubblica. Eppure avremmo motivo di preoccuparci molto seriamente: se malati, rischiamo di essere ostaggi di paesi che ci possono mettere a morte. E la Corte Europea dei Diritti Umani è una "filiale" di Soros.

    • DOCUMENTO DA RILEGGERE

    Vaccini non etici, nel 2005 la PAV chiamava alla battaglia

    Dall’opposizione esplicita alla produzione di vaccini legati a cellule di feti abortiti la Chiesa è pressoché arrivata, con le note dal 2017 in poi, al “liberi tutti”. Ma il documento del 2005 della Pontificia Accademia per la Vita ha ben altra vis combattiva. Esso sottolinea che la cooperazione al male va valutata sia in relazione all’aborto che agli atti successivi. L’uso è ammesso solo per condizioni gravi e circoscritte. Ma i fedeli sono chiamati all’obiezione di coscienza e a chiedere l’uso di vaccini etici, senza dimenticare le cure alternative.
    - RICORDARE IL 2020, di Augusto Pessina

    • VITTORIA DI TRUMP

    Aborto, la Corte Suprema vieta la “kill pill” via posta

    Con un voto di 6-3, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha fermato la distribuzione via posta delle pillole abortive e senza visita in presenza, ristabilendo la normativa della Food and Drug Administration. Ribaltata dunque la decisione di un giudice distrettuale, grazie alla tenacia dell’Amministrazione Trump, che aveva presentato ricorso.
    LE RAGIONI MORALI, di T. Scandroglio