• COMUNISMO CINESE

    Stazioni di polizia cinese all'estero: record in Italia

    L’Italia è penetrata dall’apparato di sicurezza cinese e non è neppure consapevole della sua vastità. L'inchiesta pubblicata dall’Ong Safeguard Defenders dimostra come siamo stati i primi ad aprire le porte alla polizia cinese, con Renzi e Gentiloni. Abbiamo il maggior numero di avamposti in Europa e siamo fra i pochi che non indagano.

    • boicottaggio

    I poteri forti accerchiano il governo Meloni

    Messaggi incrociati e sospetti verso l’esecutivo in carica da parte di Bankitalia, Confindustria, sindacati e magistratura. Con una ulteriore incognita sulle toghe – cui il guardasigilli Nordio ha toccato nervi scoperti – che potrebbero replicare la reazione già vista ai tempi di Berlusconi.

    • IL ROTTAMATORE

    Renzi punta alla crisi di governo, ma non ha voti

    Non ci sta l’ex premier ed ex segretario PD a fare l’eterno ex e continua a ritagliarsi il ruolo di mina vagante. Dopo aver fatto cadere due esecutivi, Letta e Conte, ora punta sulla Meloni, con scarse truppe ma con un invincibile spirito di rivalsa.

    • MEDITERRANEO

    Caso Soumahoro, riflettore sull'immigrazione illegale

    Il caso Soumahoro, deputato dei Verdi-SI la cui famiglia è sotto attenzione della Procura di Latina per la gestione di due cooperative di migranti, non è (ancora) giudiziario, ma solo politico. Tuttavia fa scalpore perché accende un riflettore, di nuovo, sull'immigrazione illegale. Soprattutto nel periodo di duro braccio di ferro con l'Ue e con la Francia sulla Ocean Viking.

    • IPOCRISIE POLITICHE

    Reddito di cittadinanza, il teatrino dei suoi nuovi tifosi

    La legge di bilancio del Governo Meloni ha cambiato il reddito di cittadinanza. Ma ora, anche chi osteggiava il sussidio, lo difende a spada tratta pur di attaccare l’esecutivo, con una falsa retorica sui poveri. Eppure sono evidenti le criticità del meccanismo.

    • UN RICORDO

    Maroni e quell'autunno caldo della riforma del lavoro

    Un ricordo personale di Roberto Maroni, il numero 2 della Lega, ministro e poi presidente della Lombardia, morto ieri di malattia. Nei giorni convulsi della riforma del lavoro, con la Cgil che mandava un milione di persone in piazza, Maroni aprì la strada a nuovi rapporti fra governo e parti sociali e alle successive riforme del lavoro. 

    • EMERGENZA

    Sanità devastata. E Draghi ci ha lasciato altri tagli per il 2023

    La gestione del Covid ha solo dato il colpo di grazia a un Sistema sanitario già in grave crisi: dal 2010 al 2020 sono stati chiusi 111 ospedali e 113 punti di Pronto Soccorso; tagliati 37mila posti letto e 29mila sanitari. Drastico calo anche delle attività di day hospital e day surgery. E malgrado ciò i costi della sanità sono aumentati. E per il 2023 il governo Draghi ha già previsto un ulteriore taglio di 15 miliardi di euro.

    • RIFORME

    La democrazia italiana non reggerebbe il presidenzialimo

    Nel programma di governo di Giorgia Meloni c'è anche, notoriamente, la riforma semi-presidenziale, introducendo un sistema simile a quello francese. Ma la democrazia italiana è ancora troppo debole per permettersi un sistema semipresidenziale forte in stile francese. Significherebbe solo lo svuotamento del Parlamento e della politica. 

    • TRAMONTI POLITICI

    Fine dei vecchi partiti. De Benedetti liquida il Pd

    Due partiti sono usciti da queste elezioni con le ossa rotte: il Pd e Forza Italia. Nella sua intervista rilasciata al Corriere della Sera, la tessera numero 1 del Pd, Carlo De Benedetti, di fatto suggerisce di liquidare il partito. E per la Lombardia dichiara di preferire la candidatura di Letizia Moratti. Forza Italia, invece, si spacca in Sicilia. 

    • IL LIBRO

    Ricolfi: la sinistra è divenuta autoritaria. Ma lo è sempre stata

    Il sociologo e politologo smonta alcuni miti sulla sinistra (da cui lui stesso viene), affermando che sostiene i forti, è impositiva e mira alla diseguaglianza. Un'analisi onesta e significativa ma con una carenza: quelle caratteristiche sono presenti sin dalle origini, non a seguito di una "mutazione".

    • IMMIGRAZIONE

    Contro la Meloni, il solito asse Ue-Pd

    Non c'è solo la Francia che attacca il governo italiano per la gestione dei flussi migratori. C'è anche la sinistra italiana che, divisa e boccheggiante dopo la sconfitta, fa sponda con la Francia e con l'Ue in generale, per cercare di spaccare il governo Meloni. E già Berlusconi sembra prestarsi al gioco. Un film già visto tante volte. 

    • IMMIGRAZIONE

    Se una sola nave di migranti mette in crisi la Francia

    La dura reazione della Francia alla nuova politica migratoria dell'Italia è dovuta, soprattutto, ad una crisi interna alla politica francese. Infatti, di fronte alla notizia dell'arrivo della Ocean Viking a Tolone, ha fatto insorgere le opposizioni (che sono maggioranza) a Macron. Il problema di fondo è la mancanza di una strategia comune in Ue.