• LO SCANDALO

    Qatargate, socialisti e Ong tremano. Silenzio dai media di Soros

    Il Ppe denuncia l’ipocrisia del Gruppo S&D sullo “Stato di diritto”. Ma il caso che sta scuotendo Bruxelles appare la punta di un iceberg. Nessuno dei tre grandi network informativi controllati direttamente o indirettamente da Soros ha dato rilievo allo scandalo. E addirittura l’Open Society del magnate affiancherà l’Usaid per contrastare i Paesi conservatori europei. E l’Ue tace?

    • LO SCANDALO

    Il Qatargate segna la fine della credibilità dell'Ue

    Quanti parallelismi tra il Qatargate e Tangentopoli. Il Pd trema, ma due riflessioni si impongono già: la retorica sul sovranismo e sui rubli di Mosca si infrange contro le trame agghiaccianti di Panzeri & co. Le istituzioni europee così perdono di credibilità nell'imporci vincoli e divieti. 

    • QATARGATE/2

    Doppia morale e ipocrisia: il partito-Stato Pd vacilla

    L'ipocrisia stucchevole sul contante e sulle azioni di contrasto all’immigrazione si schianta sulla Sinistra alle prese col Qatargate. Il più in difficoltà è il Pd, reduce dalla batosta elettorale e dilaniato dalle divisioni tra correnti. Ora teme che lo scandalo europeo possa allargarsi e coinvolgere anche suoi parlamentari.

    • UE

    Qatar-gate, svelati gli altarini della sinistra pro-islam

    Sindacati, partiti di sinistra, Ong, tutti coinvolti in un giro di tangenti del Qatar. Parlamentari europei ed ex parlamentari ricevevano valanghe di denaro in contanti (fra i 600mila e 750mila in totale) per promuovere il Qatar presso le istituzioni europee. La sinistra italiana è nel bel mezzo della bufera. Ma nessuno può dirsi sorpreso. 

    DOSSIER QATAR E FRATELLI MUSULMANI

    • COMUNISMO CINESE

    Stazioni di polizia cinese all'estero: record in Italia

    L’Italia è penetrata dall’apparato di sicurezza cinese e non è neppure consapevole della sua vastità. L'inchiesta pubblicata dall’Ong Safeguard Defenders dimostra come siamo stati i primi ad aprire le porte alla polizia cinese, con Renzi e Gentiloni. Abbiamo il maggior numero di avamposti in Europa e siamo fra i pochi che non indagano.

    • boicottaggio

    I poteri forti accerchiano il governo Meloni

    Messaggi incrociati e sospetti verso l’esecutivo in carica da parte di Bankitalia, Confindustria, sindacati e magistratura. Con una ulteriore incognita sulle toghe – cui il guardasigilli Nordio ha toccato nervi scoperti – che potrebbero replicare la reazione già vista ai tempi di Berlusconi.

    • IL ROTTAMATORE

    Renzi punta alla crisi di governo, ma non ha voti

    Non ci sta l’ex premier ed ex segretario PD a fare l’eterno ex e continua a ritagliarsi il ruolo di mina vagante. Dopo aver fatto cadere due esecutivi, Letta e Conte, ora punta sulla Meloni, con scarse truppe ma con un invincibile spirito di rivalsa.

    • MEDITERRANEO

    Caso Soumahoro, riflettore sull'immigrazione illegale

    Il caso Soumahoro, deputato dei Verdi-SI la cui famiglia è sotto attenzione della Procura di Latina per la gestione di due cooperative di migranti, non è (ancora) giudiziario, ma solo politico. Tuttavia fa scalpore perché accende un riflettore, di nuovo, sull'immigrazione illegale. Soprattutto nel periodo di duro braccio di ferro con l'Ue e con la Francia sulla Ocean Viking.

    • IPOCRISIE POLITICHE

    Reddito di cittadinanza, il teatrino dei suoi nuovi tifosi

    La legge di bilancio del Governo Meloni ha cambiato il reddito di cittadinanza. Ma ora, anche chi osteggiava il sussidio, lo difende a spada tratta pur di attaccare l’esecutivo, con una falsa retorica sui poveri. Eppure sono evidenti le criticità del meccanismo.

    • UN RICORDO

    Maroni e quell'autunno caldo della riforma del lavoro

    Un ricordo personale di Roberto Maroni, il numero 2 della Lega, ministro e poi presidente della Lombardia, morto ieri di malattia. Nei giorni convulsi della riforma del lavoro, con la Cgil che mandava un milione di persone in piazza, Maroni aprì la strada a nuovi rapporti fra governo e parti sociali e alle successive riforme del lavoro. 

    • EMERGENZA

    Sanità devastata. E Draghi ci ha lasciato altri tagli per il 2023

    La gestione del Covid ha solo dato il colpo di grazia a un Sistema sanitario già in grave crisi: dal 2010 al 2020 sono stati chiusi 111 ospedali e 113 punti di Pronto Soccorso; tagliati 37mila posti letto e 29mila sanitari. Drastico calo anche delle attività di day hospital e day surgery. E malgrado ciò i costi della sanità sono aumentati. E per il 2023 il governo Draghi ha già previsto un ulteriore taglio di 15 miliardi di euro.

    • RIFORME

    La democrazia italiana non reggerebbe il presidenzialimo

    Nel programma di governo di Giorgia Meloni c'è anche, notoriamente, la riforma semi-presidenziale, introducendo un sistema simile a quello francese. Ma la democrazia italiana è ancora troppo debole per permettersi un sistema semipresidenziale forte in stile francese. Significherebbe solo lo svuotamento del Parlamento e della politica.