• VERSO IL 25 SETTEMBRE

    Programmi e candidati, su questo sarà giudicato il centrodestra

    Mentre appare evidente la deriva radicale del centrosinistra, si deve ancora dimostrare che nei programmi e nelle intenzioni del centrodestra ci sia attenzione ai princìpi non negoziabili. E in questi giorni in cui si scelgono i candidati sarà importante che i partiti mandino un segnale chiaro in questo senso.
    - ELEZIONI, UN'OCCASIONE PER COLPIRE IL SISTEMA, di Stefano Fontana

    • VERSO IL VOTO

    Elezioni 25 settembre, un'occasione per colpire il sistema

    La situazione politica appare confusa, ma in realtà è chiara. Con la caduta del governo Draghi non è caduto solo un governo ma un sistema politico – che unisce partiti , settori della magistratura, intellettuali, media, associazionismo dei "nuovi diritti" e dell'ambiente – che governa da molto tempo l’Italia e che continuerà a governarla in eterno se il 25 settembre non subirà un indebolimento.

    • CAMPAGNA AVVELENATA

    A sinistra tutti contro tutti, addio solidarietà nazionale...

    La sinistra dichiara che avrebbe proseguito la stagione della “solidarietà nazionale” con la guida di Draghi, ma intanto continua a usare toni offensivi sia verso il centrodestra (attuali alleati di governo compresi) che al suo interno. E non può ancora presentare un programma elettorale perché Letta ha tante gatte da pelare nel suo ex “campo largo”.

    • IL GARANTE

    Al voto con una par condicio vecchia e da rivedere

    Nessun partito ha battuto i pugni sul tavolo nei quattro anni e mezzo di legislatura per provare a riformare la legge sulla par condicio, una normativa fatta nel 2000 dal centrosinistra per limitare la sovraesposizione di Berlusconi e oggi assolutamente inadeguata a regolamentare la comunicazione politica. L'allarme del garante con le elezioni alle porte.

     

    • IMMIGRAZIONE

    Non appena il governo cade, ricominciano gli sbarchi

    I numeri del Viminale parlano chiaro: da gennaio a ieri sono sbarcati in Italia illegalmente 37.950 clandestini, di cui oltre un quarto nel solo mese di luglio. Il paragone è impressionante con i 27.474 dello stesso periodo dello scorso anno e rappresenta il triplo dei 12.473 sbarcati nel 2020. Il motivo è solo la politica delle porte aperte. E i trafficanti sono molto attenti alle tendenze politiche italiane vista la caduta di Draghi. È stato così anche nel 2019. Per questo il prossimo governo dovrà cambiare rotta, drasticamente. 

    • IL VERTICE

    Centrodestra: chi avrà più voti indicherà il premier

    Dopo il vertice di coalizione, il centrodestra ha fissato le regole per le prossime elezioni. Il prossimo premier, in caso di vittoria, sarà indicato dal partito che prende più voti. Il maggior numero di seggi uninominali andrà a Fratelli d'Italia, seguito da Lega, Forza Italia e centristi. Il Pd dovrà mettere assieme tutti gli altri partiti per farvi fronte.

    • NUOVE ELEZIONI

    Il 25 settembre si vota, dopo il ritiro (voluto) di Draghi

    Draghi avrebbe potuto continuare a governare fino alla fine della legislatura, ma ha preferito uscire di scena. Scaricando la colpa sui partiti che lo hanno sfiduciato. La campagna elettorale, la prima condotta in piena estate, sarà tutta fra "responsabili" e "irresponsabili". Ma l'elettorato potrebbe non crederci. 

    • DRAGHI CADE

    Il governo dei migliori fugge prima di crollare sotto le macerie

    La realtà si può occultare sotto la coltre dell'"assolutismo illuminato", ma prima o poi le conseguenze di politiche imposte dall'alto cominciano a farsi sentire. E anche il leader tecno-competente Draghi, elevato a “salvatore della patria” si rende conto che il disagio economico e sociale causato dalle sue politiche è prossimo a trasformarsi in una valanga di proteste. E nasce anche nel “salvatore della patria” l'intenzione di fuggire prima di rimanere sotto le macerie dell'edificio da lui stesso minato. Ieri ha pronunciato uno tra i più provocatori discorsi mai ascoltati da un Presidente del Consiglio, chiaramente puntando ad acuire i contrasti piuttosto che a ricucirli.
    - CAPOLINEA, ELEZIONI VICINE di Ruben Razzante

    • IL PUNTO

    Governo Draghi al capolinea, elezioni più vicine

    Dopo il surreale dibattito di ieri, il Senato ha rinnovato la fiducia a Draghi con 95 sì e 38 no, ma con il resto dei senatori che non hanno votato. Oggi anche la Camera dovrebbe confermargli la fiducia, ma sembra comunque scontato che il premier rassegni le dimissioni. L’altissima conflittualità interna ai partiti apre le porte alle urne anticipate.

    • GOVERNO DRAGHI

    Ritorno alle urne? L'occasione del centrodestra

    Mercoledì, Draghi tornerà a parlare alle Camere. Potrebbe rinunciare all'incarico, nonostante abbia ottenuto la fiducia da Camera e Senato, perché non intende proseguire senza il M5S in maggioranza. Occasione per il centrodestra: chiedere, compatti, di tornare al voto in ottobre. 

    • CRISI POLITICA

    Il governo Draghi se ne va. Anzi torna. Inizia il mercato

    Da qui a mercoledì sarà un tira e molla. Il voto di ieri in Senato dimostra che il governo Draghi può fare a meno del M5S. Ma Draghi vuole averli all'opposizione, rafforzando così la Lega nell'esecutivo? A premere per il voto è soprattutto la Meloni. Salvini è tentato. Letta e Berlusconi vogliono restare. Nei prossimi giorni sarà mercato (delle vacche).

    • CRISI POLITICA

    Politici avanti al centro! Lontano dal Paese reale

    Come ogni volta che si avvicinano le elezioni, si torna a parlare di centro. Un gruppo eterogeneo di politici che va da Toti a Tabacci, da Di Maio a Calenda, vuole aggiudicarsi la posizione del centrista. Ma il "centro" è un concetto vuoto. E Draghi, sempre meno popolare, ne ha bisogno? Intanto i problemi degli italiani sono reali e urgenti.