«Votare Sì per ridare alla Giustizia la credibilità persa con gli scandali»
«Lo scandalo Palamara è stato una grande sofferenza per noi giudici perché ha mostrato che il funzionamento della giustizia ha perso credibilità ai loro occhi. Votare Sì aiuterà a riacquisirla». Così il magistrato Giacomo Rocchi a "I Venerdì della Bussola". All'interno il video della puntata.
- Meno se e più realtà, lo dice anche l'IA, di Giulio Montali
Bossi, buone intuizioni ma senza una visione culturale
La lotta al centralismo, la famiglia, la comunità locale veicolavano valori solidi e un concetto di fondo, la sussidiarietà, che avrebbe potuto fare da collante alla cultura politica di Bossi e del suo partito. Intuizioni interessanti rimaste però prive di una visione chiara che permettesse di andare al di là della contingenza.
Il lascito del leader e la promessa incompiuta del federalismo
Intuizioni, battaglie e scelte controverse del leader del Carroccio, dalla secessione a un più pragmatico obiettivo federalista mai pienamente realizzato. La sua morte chiude una stagione politica che ha imposto la questione territoriale alla politica italiana e potrebbe aprire un dibattito interno alla Lega che oggi appare affaticata proprio nelle sue roccaforti storiche.
Sì alla Riforma, meno "se" e più realtà. Lo dice anche l'IA
Abbiamo provato a sottoporre il quesito all'intelligenza artificiale. Dalle fonti risulta che nessun articolo riformato introdurrebbe poteri di nomina, controllo o indirizzo politico dell’esecutivo sui magistrati. Provare per credere.
Lo scontro pre-referendum culmina col caso Delmastro
La campagna referendaria avvelenata si conclude con la bufera sul sottosegretario alla Giustizia, coinvolto nella costituzione di una società ristoratrice con elementi controversi. Schlein attacca, mentre il governo è impegnato a mobilitare un elettorato poco motivato. Sarà un voto incerto ma dalle conseguenze pesanti.
Referendum, tra sì e no c'è chi si schiera per convenienza
Scelte di campo interessate in vista del voto. Più che la separazione delle carriere dei magistrati per alcuni nomi di spicco sembra in gioco la propria carriera politica: chi per avanzare, magari puntando al Colle, chi per sopravvivere. L'opportunismo è bipartisan e i quesiti passano in secondo piano.
UE, svolta sui rimpatri: oggi il voto in aula al Parlamento
Grazie al voto compatto in Commissione LIBE di una coalizione di parlamentari di centrodestra, è stato approvato un nuovo regolamento che comporta una stretta sui rimpatri degli immigrati irregolari. Oggi il voto in aula, ma l’esito appare scontato.
Meloni presta il suo volto al referendum. Ma così rischia grosso
La premier Giorgia Meloni si spende personalmente per promuovere il SÌ al referendum sulla giustizia. Prende le distanze (non seguendo l'esempio di Renzi) annunciando che non si dimetterà in caso di vittoria del NO. Ma comunque si assume un rischio.
L'imam chiama alle urne, il fronte del no si estende all'islam
Musulmani compatti per bocciare la riforma della giustizia: l'appello viene dall'ormai noto Roberto Hamza Piccardo, passato dalla militanza politica (a sinistra) a quella religiosa. Gli fa eco a Torino il predicatore Brahim Baya. Il voto del 22-23 marzo diventa l'occasione per testare il "peso" politico della mezzaluna in Italia.
Iran, aumentano i rischi di coinvolgimento dell'Italia
«L'Italia non è parte del conflitto e non intende diventare parte del conflitto», ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ma l'invio di una fregata a Cipro e l'eventuale fornitura di missili da difesa aerea a Emirati o Qatar, aumenta il rischio di diventare bersaglio dell'Iran.
Cala l'attenzione sul referendum, italiani più attenti all'Iran
La crisi mediorientale monopolizza l'opinione pubblica, ben più della campagna referendaria. E intanto l'Agcom richiama due emittenti sbilanciate per il No, che secondo i sondaggi prevarrebbe in uno scenario di scarsa affluenza alle urne. Ma la partita è ancora aperta e imprevedibile.
Cattolici divisi in vista del referendum sulla giustizia
L'appuntamento referendario ripropone la pluridecennale divisione del mondo cattolico. Da un lato c'è chi invita votare sì anche per scongiurare le invasioni di campo della magistratura sui temi etici, dall'altro c'è chi invita velatamente a vota no e chi lo fa in modo esplicito, rispolverando la retorica dossettiana sempre più lontana dalla realtà.












