Immigrazione, il "modello Albania" prevale nell'Ue. Una votazione storica
Al Parlamento Europeo passa la nuova norma sui rimpatri, caldeggiata dal governo Meloni. È il "modello Albania": espulsioni più facili degli immigrati illegali, anche verso paesi terzi extra-Ue che abbiano stipulato accordi per la costruzione di centri di rimpatrio. La norma è votata a maggioranza e forma, nei fatti, una coalizione di tutti i partiti di centro-destra, Ppe e sovranisti.
- E gli islamici italiani hanno votato No di Lorenza Formicola
Terremoto nel centrodestra dopo la sconfitta referendaria
La maggioranza è in piena bufera con dimissioni a catena e ripercussioni sugli equilibri interni. E le nuove inchieste giudiziarie, come quella che coinvolge il ministero della Difesa, alimentano il sospetto che una parte delle toghe abbia colto l'occasione della vittoria del No al referendum. Nella difficoltà generalizzata emerge e sorprende la compattezza del Carroccio dopo la fine dell'era Bossi.
E gli islamisti si intestano la vittoria del NO
I soliti Baya e Piccardo esultano per la vittoria del NO e attribuiscono all'Islam politico un ruolo nel risultato. A braccetto con la Sinistra inneggiano alla shari’a e festeggiano la bocciatura della riforma costituzionale.
Santanchè si dimette. Ora Meloni apra una nuova fase, oltre il "cerchio magico"
Dopo Andrea Delmastro e Giusy Bartolozzi, si dimette anche Daniela Santanchè, ministro del Turismo. Ora però si pone un problema di selezione della classe dirigente, perché quella di FdI si è rivelata troppo mediocre e compromessa.
La vittoria del NO apre una crepa nel Governo
Difficile pensare che la Meloni riesca a condurre in porto entro l’anno prossimo altre riforme come il premierato o l’autonomia. Prevedibile invece che si trovi costretta a vivacchiare per evitare ulteriori rischi. La vittoria del NO al referendum sulla Riforma Costituzionale apre la lunga stagione della campagna elettorale in vista delle Politiche.
- Il NO non cura il grande malato: la Giustizia di Andrea Zambrano
Il NO non cura il grande malato: la Giustizia
L'esultanza da stadio dei magistrati, l'Anm che si presenta come partito politico, il correntismo, l'aria da purghe che si sente fino in Cassazione, la politicizzazione delle toghe rimangono tutti sul tavolo: il NO alla Riforma ha vinto, ma non ha curato nessuno dei mali della Giustizia di oggi. E che resteranno a lungo, ancora di più sotto gli occhi.
«Votare Sì per ridare alla Giustizia la credibilità persa con gli scandali»
«Lo scandalo Palamara è stato una grande sofferenza per noi giudici perché ha mostrato che il funzionamento della giustizia ha perso credibilità ai loro occhi. Votare Sì aiuterà a riacquisirla». Così il magistrato Giacomo Rocchi a "I Venerdì della Bussola". All'interno il video della puntata.
- Meno se e più realtà, lo dice anche l'IA, di Giulio Montali
Bossi, buone intuizioni ma senza una visione culturale
La lotta al centralismo, la famiglia, la comunità locale veicolavano valori solidi e un concetto di fondo, la sussidiarietà, che avrebbe potuto fare da collante alla cultura politica di Bossi e del suo partito. Intuizioni interessanti rimaste però prive di una visione chiara che permettesse di andare al di là della contingenza.
Il lascito del leader e la promessa incompiuta del federalismo
Intuizioni, battaglie e scelte controverse del leader del Carroccio, dalla secessione a un più pragmatico obiettivo federalista mai pienamente realizzato. La sua morte chiude una stagione politica che ha imposto la questione territoriale alla politica italiana e potrebbe aprire un dibattito interno alla Lega che oggi appare affaticata proprio nelle sue roccaforti storiche.
Sì alla Riforma, meno "se" e più realtà. Lo dice anche l'IA
Abbiamo provato a sottoporre il quesito all'intelligenza artificiale. Dalle fonti risulta che nessun articolo riformato introdurrebbe poteri di nomina, controllo o indirizzo politico dell’esecutivo sui magistrati. Provare per credere.
Lo scontro pre-referendum culmina col caso Delmastro
La campagna referendaria avvelenata si conclude con la bufera sul sottosegretario alla Giustizia, coinvolto nella costituzione di una società ristoratrice con elementi controversi. Schlein attacca, mentre il governo è impegnato a mobilitare un elettorato poco motivato. Sarà un voto incerto ma dalle conseguenze pesanti.
Referendum, tra sì e no c'è chi si schiera per convenienza
Scelte di campo interessate in vista del voto. Più che la separazione delle carriere dei magistrati per alcuni nomi di spicco sembra in gioco la propria carriera politica: chi per avanzare, magari puntando al Colle, chi per sopravvivere. L'opportunismo è bipartisan e i quesiti passano in secondo piano.












