IL CASO ENZO BIANCHI CONTINUA
Un articolo critico di monsignor Antonio Livi sul priore della Comunità di Bose ha provocato una dura reazione del direttore del quotidiano Avvenire, e quindi un dibattito acceso con interventi del direttore di BQ, dello stesso Enzo Bianchi e ancora di Antonio Livi. In questo dossier tutti gli interventi, incluse le numerose lettere di solidarietà a monsignor Livi e a BQ.
Burke e Sarah chiedono al Papa di dire qualche "basta!"
Tra sperimentazioni sinodali, omosessualismo, lotta al celibato e Messe arcobaleno i processi avviati da Francesco sono andati fuori controllo ed è ora di fermarli. I due porporati si rivolgono a Leone XIV auspicando una correzione di rotta per il bene della Chiesa.
- Enzo Bianchi va alla Messa antica in segno di pace liturgica, di Nico Spuntoni
Guerriglia No Tav, non c'è spazio per le ambiguità
Il diritto a manifestare va difeso ma non c'entra nulla con quanto accaduto sabato in Val di Susa: è stata un'azione violenta organizzata da gruppi che usano la costruzione della linea ferroviaria Torino-Lione come pretesto per scatenare la guerra allo Stato.
Linguaggio non discriminatorio, quando il diritto perde il nome delle cose
Il disegno di legge n. 1752 presentato dalla senatrice Valeria Valente punta a revisionare il linguaggio delle PA e degli atti normativi per una questione di “parità” tra i sessi. Un tentativo irragionevole, che rovescia il rapporto tra realtà e linguaggio.
Scandalo Rupnik, il processo è diventato una farsa
La smentita della Sala stampa vaticana riguardo la notizia dell'assoluzione di padre Rupnik, accusato di aver abusato sessualmente di almeno venti religiose, fa nascere nuove domande. Il timore è che il sistema di protezione di Rupnik piloti il processo, di cui peraltro non si sa nulla.
DOSSIER: Il caso Rupnik
De Donno, cinque anni dalla morte del medico del Covid odiato dal sistema
Paolo GulisanoGiuseppe De Donno aveva provato a curare i pazienti di Covid con sangue iperimmune (prelevato da infetti guariti). Respinto dall'Aifa e "dimissionato" dal suo ospedale, la sua morte è stata rubricata come suicidio. Ma i dubbi restano.
Attentato al gay pride. Berlino "scopre" il terrorismo islamico
Stefano MagniL'attentato al gay pride di Berlino, del 25 luglio, è stato identificato subito come "terrorismo islamista". Perché l'attentatore, Abdul Ballout, affiliato all'Isis, era noto alle forze dell'ordine, condannato, ma a piede libero.
La benedizione della vecchiaia ne La scelta di Enea
Giovanni FigheraPresentando l'Eneide come opera fondante della cultura occidentale, don Luigi Epicoco nella figura di Anchise mostra come un anziano può farsi maestro: non fornisce nozioni, non insegna teorie, ma aiuta le nuove generazioni a rintracciare il bene nascosto nella realtà.
Padre Cirillo
di Riccardo Cascioli
Era l’estate 1980, Norcia era stata gravemente danneggiata pochi mesi prima da un violento terremoto e si cercava di avviare dei lavori di ricostruzione. Fu in quel contesto che mi ritrovai per alcuni mesi a risiedere nella patria di san Benedetto come parte di un progetto di solidarietà. Ma di quel periodo l’unica cosa vissuta veramente significativa fu l’incontro con una particolare comunità di monaci benedettini.Scopri di più
Sicurezza, quando la politica vuole il Far West
Il corretto uso della forza nell'intervento di Bologna, l'irresponsabilità delle forze politiche che fomentano le violenze o che giustificano la giustizia fai-da-te ben oltre la legittima difesa; il malessere delle forze dell'ordine, chiamate a lavorare con le mani legate e costantemente sotto accusa. Questo e molto altro nella puntata del Venerdì della Bussola con Ruben Razzante e Paolo Macchi, segretario generale a Varese del principale sindacato di polizia, SIULP.
Linguaggio non discriminatorio, quando il diritto perde il nome delle cose
Daniele TrabuccoIl disegno di legge n. 1752 presentato dalla senatrice Valeria Valente punta a revisionare il linguaggio delle PA e degli atti normativi per una questione di “parità” tra i sessi. Un tentativo irragionevole, che rovescia il rapporto tra realtà e linguaggio.
Obiettivi confusi e pace lontana nella nuova guerra USA-Iran
Gianandrea GaianiTeheran vuole veder rispettato il suo status di potenza regionale mentre le ultime dichiarazioni di Trump non lasciano ben sperare e il nucleare iraniano sembra solo un pretesto. Uno sviluppo prolungato del conflitto favorirà l’export petrolifero statunitense ma sarebbe un incubo per i Paesi del Golfo e per le economie asiatiche ed europee.
- I sauditi vogliono il nucleare, Trump può darglielo di Stefano Magni
Nella nuova Siria riprende la millenaria caccia agli alawiti
Elisa GestriIl governo di Ahmed al Sharaa visto dalla costa siriana. Il racconto di una giudice cristiana di Tartous su una collega declassata perché donna, un fenomeno all'ordine del giorno nei tribunali del Paese, e l'incontro con un alawita di Latakia che testimonia la recrudescenza di una persecuzione ancestrale, col pretesto di eliminare i sostenitori del vecchio regime.



















