Meloni in conferenza stampa annuncia la riforma elettorale
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Appuntamento annuale con i giornalisti per la premier che critica parte della magistratura, accusata di depotenziare Parlamento e forze dell'ordine, e lascia intendere che difficilmente le prossime politiche si svolgeranno con l'attuale sistema di voto.
Di fronte a un fuoco incrociato di domande durato quasi tre ore, Giorgia Meloni ha trasformato la conferenza stampa di inizio anno in una lunga esposizione politica che ha attraversato crisi internazionali, sicurezza interna, rapporti istituzionali, economia e prospettive di riforma, restituendo l’immagine di una premier intenzionata a rivendicare la solidità del proprio governo e la coerenza della propria linea.
La presidente del Consiglio ha indicato crescita e sicurezza come le priorità del 2026, escludendo al tempo stesso qualsiasi ambizione personale diversa dal ruolo attuale: il futuro, ha chiarito, dipenderà esclusivamente dal giudizio degli elettori, mentre il Quirinale non rientra nei suoi obiettivi. Ha rivendicato un rapporto franco e collaborativo con il presidente della Repubblica, fatto di confronti anche duri ma sempre orientati alla tutela dell’interesse nazionale, sottolineando come la capacità di trovare soluzioni condivise abbia finora evitato fratture istituzionali.
Sul fronte interno, Meloni ha insistito sul tema della sicurezza come banco di prova dell’azione di governo, sostenendo che anni di sottovalutazione del problema non possono essere cancellati in poco tempo e annunciando un cambio di passo con nuovi interventi, in particolare contro la violenza giovanile e il fenomeno delle gang. In questo quadro ha ribadito una critica esplicita a una parte della magistratura, accusata di assumere decisioni che finiscono per depotenziare il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento, delineando così uno scontro istituzionale che si intreccia con il referendum sulla giustizia, per il quale ha indicato come probabile la data del 22 e 23 marzo.
Sulla riforma elettorale ha parlato di un confronto avviato in Parlamento, auspicando un dialogo con le opposizioni ma chiarendo che, in assenza di intese, la maggioranza andrà avanti.
È escluso, quindi, che le prossime politiche si svolgano con l’attuale sistema di voto.
In politica estera la premier ha mantenuto una linea di prudenza e fedeltà agli alleati: ha escluso scenari militari avventurosi, come un’azione statunitense sulla Groenlandia, annunciando invece una strategia italiana sull’Artico, e ha rivendicato un rapporto leale ma non subalterno con Washington, ricordando che l’ancoraggio dell’Italia resta l’Unione europea insieme all’Alleanza atlantica. Sull’Ucraina ha ribadito il no all’invio di soldati italiani, sostenendo che la vera garanzia di sicurezza per Kiev risiede nella Nato e non in missioni improvvisate, mentre sul dibattito interno alla maggioranza ha minimizzato le differenze, difendendo il diritto al confronto e respingendo l’idea di un governo attraversato da tensioni destabilizzanti soprattutto a causa dell’atteggiamento della Lega.
Nel quadro mediorientale ha confermato l’impegno italiano a favore della sicurezza e della stabilizzazione, annunciando il contributo diretto dell’Italia alla formazione delle forze palestinesi.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai casi che hanno colpito l’opinione pubblica: sulla vicenda Trentini Meloni ha assicurato un impegno quotidiano e costante di tutti i canali dello Stato fino alla liberazione, mentre sulla tragedia di Crans-Montana ha promesso piena assistenza alle famiglie e la ricerca delle responsabilità, escludendo che possa essere archiviata come una semplice fatalità.
Sul piano economico la presidente del Consiglio ha rivendicato segnali positivi sulla crescita, sottolineando la necessità di sostenere occupazione, investimenti e riduzione dei costi energetici, respingendo le accuse di aumento delle tasse e ricordando le risorse stanziate per alleggerire il carico fiscale. Ha annunciato l’imminente presentazione di un piano casa di ampio respiro, con l’obiettivo di mettere a disposizione centomila abitazioni a prezzi calmierati nel prossimo decennio, e ha ribadito che il governo non intende avallare operazioni speculative sull’ex Ilva.
Anche sul risiko bancario e sul dossier Mps ha difeso l’operato dell’esecutivo, escludendo interferenze indebite e confermando che eventuali cessioni di quote avverranno senza fretta.
Nel complesso, la conferenza ha restituito l’immagine di una leadership che punta a controllare l’agenda e il racconto politico più che a entrare nei dettagli tecnici, utilizzando il confronto con i giornalisti come strumento per rafforzare l’idea di stabilità, determinazione e continuità dell’azione di governo, in un contesto interno e internazionale che la premier descrive come complesso ma governabile.
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