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Il Papa ha traslocato, termina l’abbandono dell’Appartamento

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Sabato pomeriggio Leone XIV è tornato a vivere nella Terza Loggia del Palazzo apostolico negli spazi rimasti disabitati per tutto il pontificato di Francesco. Conclusi i lavori, Prevost compie un altro passo verso la “normalizzazione”.

Ecclesia 16_03_2026
La Presse (AP Photo/Andrew Medichini)

La giornata di sabato 14 marzo ha chiuso definitivamente una stagione che si era aperta esattamente 13 anni fa. Appena eletto, Francesco aveva annunciato agli altri ospiti di Casa Santa Marta che sarebbe rimasto a vivere lì scusandosi per la presenza un po' ingombrante. Dopo il gran rifiuto di Ratzinger al pontificato, era arrivato subito un altro rifiuto dal suo successore: quello dell'appartamento pontificio. 

«Non vado lì per motivi psichiatrici. Ho la necessità di vivere tra la gente», rispose qualche mese dopo ad una bambina che gli aveva chiesto la motivazione di quella scelta.  Ne è seguito più di un decennio di incredibile abbandono che a maggio scorso ha costretto Leone XIV a rimanere nel suo appartamento da cardinale anche dopo l'elezione. Fino a questo sabato, quando la Santa Sede ha fatto sapere che Prevost nel pomeriggio avrebbe preso «possesso dell’appartamento nel Palazzo Apostolico, trasferendosi, con i suoi più stretti collaboratori, negli spazi a disposizione dei suoi predecessori».

Nel tardo pomeriggio di sabato le Guardie Svizzere e gli uomini della Gendarmeria hanno lasciato la postazione occupata in questi dieci mesi al Palazzo del Sant'Uffizio: il segnale che il Papa si era trasferito al Palazzo Apostolico. Ha lasciato così la casa al terzo piano "ereditata" dal cardinale tedesco Paul Josef Cordes (di cui ieri ricorreva il secondo anniversario del ritorno alla casa del Padre). 

La sera dell'elezione di Prevost, in un piccolo brindisi sulla terrazza di Santa Monica, alle domande su come sarebbe stato quel Papa agostiniano alcuni suoi confratelli mi replicarono senza incertezze: «sicuramente tornerà a vivere nell'appartamento, lui ha molto a cuore la tradizione». Già nei giorni successivi al mondo fu chiara la volontà del nuovo Papa di ritornare nell'appartamento dei suoi predecessori. Ci sono voluti però mesi e mesi di lavori commissionati dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. In particolare, i problemi maggiori erano stati causati da alcune infiltrazioni nel lato nord-est del Palazzo che avevano danneggiato seriamente mura e interni, così come avvenuto altre volte anche negli anni di Benedetto. 

Si trasferiscono con lui anche il segretario particolare, monsignor Edgard Ivan Rimaycuna Inga e il secondo segretario don Marco Billeri. Altre figure centrali nella vita quotidiana del Papa restano gli aiutanti di Camera: il confermato Piergiorgio Zanetti e la new entry Anton Kappler che lo affianca. Leone ha voluto vicino a sé nella struttura della Casa Pontificia anche un fedelissimo del periodo al Dicastero per i Vescovi, l'ex usciere Cristiano Raimondi.

Il trasferimento del Papa a Palazzo Apostolico è destinato a "normalizzare" ulteriormente la vita in Vaticano. I residenti del Palazzo del Sant'Uffizio forse saranno un po' dispiaciuti per la partenza dell'illustre vicino di casa (sebbene non fosse facile incrociarlo, lavorando già fino a sera nello studio in Terza Loggia a differenza di Bergoglio che preferiva fare tutto a Santa Marta) ma riacquisteranno una maggiore libertà nei movimenti senza il servizio di sicurezza ai due ingressi del complesso. In questi mesi, inoltre, era stato aggiunto un cancello nell'ingresso che dà su piazza del Sant'Uffizio.

Il sentimento che prevale in Vaticano è la gioia nel sapere che il successore di Pietro torna a stare nell'appartamento in Terza Loggia abitato dai suoi predecessori a partire da Pio X fino a Benedetto XVI. E soprattutto nel sapere che vi si tornerà a celebrare Messa nell'Appartamento papale.