• PROTESTE OPPOSTE

    Tra Francia e Polonia, in piazza per o contro la vita

    Dopo l’entrata in vigore della sentenza della Corte costituzionale che vieta l’aborto eugenetico, femministe, teppisti di estrema sinistra e gruppi Lgbt sono tornati in piazza tentando pure l’assalto agli edifici pubblici. Di diverso tenore le proteste in Francia, dove decine di migliaia di manifestanti pacifici hanno detto no al disegno di legge sulla “Pma per tutti”.

    • MONZA

    Pro life ferito da un medico, il prezzo salato della verità

    La preghiera per la vita davanti all'ospedale di Monza finisce con un'aggressione a due volontari e un ferito con dieci giorni di prognosi. Contrariamente a quanto scritto da Repubblica, però, a cercare lo scontro è stato un giovane medico che si è scagliato con veemenza contro un 72enne e poi contro il militante pro life Giorgio Celsi - intervenuto per dividere i due - che è rimasto ferito. La vicenda finisce in Procura, con le denunce dei protagonisti e un esposto all'Ordine dei medici da parte dei legali di Iustitia in Veritate, ma è un pessimo segnale sulla libertà di espressione nel Paese: testimoniare la verità sull'uomo, dopo l'ostracismo e gli insulti, può costare caro anche per la propria incolumità fisica.
    - PARAGONA ABORTO E OLOCAUSTO, SACERDOTE ALLA GOGNA

    • LA LETTERA

    Aborto e Olocausto, la verità che non si vuole riconoscere

    Per la Giornata della Memoria, padre Bruno de Cristofaro ricorda l’arbitrarietà di Mengele e la paragona a quella con cui si giustifica l’aborto. Scatta il linciaggio mediatico, ma nessuno risponde sul piano logico. Già san Giovanni Paolo II paragonava l’ideologia dell’aborto ai totalitarismi di stampo nazista e comunista. Che furono i primi a legalizzarlo. Un sacerdote ci scrive.

    • DOPPIA DERIVA

    Omogenitorialità, il diktat della Consulta al Parlamento

    I casi di due lesbiche (separate) e di due gay che hanno avuto dei figli all’estero rispettivamente attraverso fecondazione eterologa e utero in affitto. Con due comunicati stampa pubblicati giovedì, la Corte costituzionale, agendo come una terza camera, si è da un lato astenuta dal giudizio ma dall’altro ha chiesto al Parlamento di legiferare sulla «tutela» dei bambini nati attraverso tali tecniche. Ma ciò equivale a chiedere di legittimare la doppia "omogenitorialità". E sebbene la Consulta indichi che il divieto alla maternità surrogata rimanga in vigore, anche quest’ultimo paletto è destinato a cadere: è la triste conseguenza logica della Legge Cirinnà.
    - TORNA IN LIBRERIA IL LIBRO CHE ACCOMPAGNA GLI EX GAY

    • LA STORIA DI LISA

    Rischia il distacco del ventilatore. Ma si risveglia dal coma

    Stati Uniti, ottobre 2020. Il giorno prima che la famiglia decida se acconsentire al distacco del ventilatore, Lisa Martin, 49 anni e madre di quattro figli, si risveglia dal coma. A fine dicembre esce dall’ospedale sulle sue gambe. Oggi i suoi miglioramenti proseguono e lei e la sua famiglia ringraziano Dio. Dalla fede alla necessità di garantire le cure di base, una storia che insegna tanto.

    • EUTANASIA

    RS lasciato morire di fame e di sete in un ospedale inglese

    Dopo 12 giorni di agonia è morto RS, il cittadino polacco tenuto ostaggio dell'ospedale di Plymouth, in Inghilterra, dove era in stato vegetativo da due mesi. Neanche l'intervento del governo polacco che sei giorni fa gli aveva concesso lo status diplomatico per poterlo rimpatriare in Polonia, ha avuto esito. Il governo del Regno Unito non ha ceduto e non ha revocato l'ultima sospensione di nutrizione e idratazione, iniziata il 14 gennaio. Kiska (Christian Legal Centre): «La pratica di disidratare e far morire di fame è un processo disumano, degradante e terribile».
    - VOGLIONO UCCIDERE L'AMORE, di Riccardo Cascioli
    - MILITE IGNOTO RS di Andrea Zambrano
    - DOSSIER: IL CASO RS

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    • NUOVI TOTALITARISMI

    RS, un'altra vita eliminata. Ma è l'amore che vogliono uccidere

    RS, il cittadino polacco "prigioniero" di un ospedale inglese, è morto. Un’altra vita se ne è andata. Soppressa da un nuovo totalitarismo che non tollera la vita. È lo Stato che decide chi ha diritto di vivere e chi deve morire, ma che soprattutto non tollera l'amore gratuito di persone che si prendono cura dell’altro non per un interesse o per un tornaconto, ma solo perché l’altro esiste. È l’amore che si vuole bandire dalla società tecnocratica, la gratuità dell’amore.

    • REGNO UNITO

    ++++ RS è morto. La barbarie vince ancora ++++

    RS è morto questo pomeriggio dopo 12 giorni di agonia provocati dalla decisione dei giudici britannici di togliergli l'alimentazione e ridurre gradualmente l'idratazione. Per il cittadino polacco residente in Inghilterra, in stato vegetativo dallo scorso novembre come conseguenza di un infarto, a nulla è valsa la concessione dello status diplomatico decisa quattro giorni fa dal governo polacco nell'estremo tentativo di riportarlo in patria dove avrebbe avuto garantite le cure del caso.
    - DOSSIER: IL CASO RS

    • CORSA CONTRO IL TEMPO

    Scontro tra Polonia e Regno Unito per la sorte di RS

    RS, il cittadino polacco "ostaggio" di un ospedale inglese, ha ricevuto lo status diplomatico da Varsavia, per poterne facilitare la liberazione dall'ospedale, ma lo stallo nel negoziato tra i due governi impedisce ancora il suo rientro in Polonia. 
    - DOSSIER: IL CASO RS

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    • UNA LUCE NEL BUIO

    C'è un paese senza aborti? Sì ed è pure negli Usa

    In Missouri non è materialmente più possibile abortire, poiché non c’è alcuna struttura che esegua tali interventi. La politica ha fatto la sua parte dato che nel maggio 2019 il Senato dello Stato approvò una norma che vieta l’aborto dopo le 8 settimane di gravidanza, rispetto al precedente limite di 22. A dire che la battaglia pro life non è perdente.

    • REGNO UNITO

    Caso RS, entrano in campo anche i vescovi

    Corsa contro il tempo per salvare la vita a RS, il cittadino polacco a cui da 7 giorni i sanitari inglesi hanno tolto l’alimentazione. Su richiesta del presidente dei vescovi polacchi, Gadecki, i vescovi inglesi chiedono l’intervento del ministro della Sanità. Intanto il governo polacco offre a RS lo status diplomatico per poterlo riportare in patria.

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    • IL DOVERE DI MORIRE

    Ontario: spinta all'eutanasia che cresce del 33%

    In un anno i decessi on demand sono cresciuti da 1.789 a 2.378 (33%), nel periodo 2017-2020 la crescita è addirittura del 183%; altri tre anni così e i decessi saranno oltre 4.000 annui (più di 10 al giorno). Dai dati emerge che più che situazioni di accanimento terapeutico ce ne fossero di abbandono, mentre il «periodo di riflessione» fino a 10 giorni non viene rispettato.