• LA MAMMA NEGATA

    Ricky Martin e la menzogna dei figli con “due papà”

    Il cantante portoricano annuncia la nascita di Renn e su social e giornali è tutto un complimentarsi per il quarto figlio di Martin e del “marito”, nuovamente “diventati genitori”. Nessuno ricorda che il bambino è nato attraverso utero in affitto, trattato come un oggetto e deliberatamente privato della madre. A proposito di deontologia, l’Ordine dei Giornalisti non ha nulla da dire?

    • IL CANDIDATO È ABORTISTA

    Niente comunione a Biden: l'esempio di padre Morey

    Un sacerdote della Carolina del Sud si è trovato davanti per la comunione nientemeno che il candidato presidente Biden. Riconosciuto, gliel'ha rifiutata perché pubblicamete favorevole alla legge sull'aborto. Ha sfidato così un possibile inquilino della Casa Bianca, ma anche il clerically correct. E ha ricordato che sul diritto alla vita la Chiesa non scherza. E, soprattutto, non transige.

    • LA DICHIARAZIONE CONGIUNTA

    Religioni monoteiste e fine vita, c’è qualche nota stonata

    La Pav pubblica la «Dichiarazione congiunta delle religioni monoteiste abramitiche sulle problematiche del fine vita», firmata da rappresentanti cattolici, ebrei e musulmani. Il documento è apprezzabile in più punti, come quando rigetta l’eutanasia e incoraggia le cure palliative. Ma c’è qualche imprecisione e ambiguità linguistica, sia a livello teologico che morale. Soprattutto il riferimento astrattamente buono alle Dat rischia di confondere, essendo queste un’invenzione dei pro eutanasia.

    • LA TESI SULL'ABORTO

    Il concepimento è l'inizio della vita. Lo dicono i biologi

    La tesi di dottorato del ricercatore Steve Jacobs, Università di Chicago, ha attirato l'attenzione dei media negli Usa. Perché raccoglie il parere dei biologi di tutto il mondo sul momento in cui inizia la vita umana. Inizia con la fertilizzazione, cioè dal concepimento, per il 97% di loro. Non si può fingere di non saperlo, quando si parla di aborto.

    • ONU

    I gruppi pro vita banditi dal summit sulla popolazione

    L’imminente vertice di Nairobi (12-14 novembre), organizzato dall’Unfpa nel 25° anniversario della Conferenza del Cairo su Popolazione e Sviluppo, sarà dominato da una cultura antinatalista, pro aborto e gay. Non gradite le idee pro vita e gruppi come C-Fam, Citizen Go e altri ancora, la cui registrazione non è stata approvata. Segno di un piano sempre più totalitario.

    • REGNO UNITO

    «Sono donna». E gli stupratori vanno nelle carceri femminili

    È divenuta pratica comune per la polizia britannica permettere agli stupratori di essere registrati come donne, finendo in prigioni femminili (e gli abusi non mancano). Se si tratta di indicare il sesso, si accettano sulla parola «i dettagli che una persona fornisce» e ci si comporta di conseguenza, come ammette il National Police Chiefs’ Council. L’ennesima follia, figlia dell’accettazione supina del transessualismo.

    • STATI UNITI

    La battaglia per salvare James, il bimbo ostaggio dell’ideologia trans

    Con una decisione a sorpresa, dopo la mobilitazione dei gruppi pro vita, il tribunale di Dallas ha riaffermato la doppia responsabilità genitoriale sul piccolo James Younger, bambino di 7 anni che la madre tratta come femmina, malgrado la volontà contraria del marito e dello stesso figlio. Che è nato attraverso fecondazione artificiale e compravendita di ovuli. A conferma che quando si accetta la manipolazione dell’uomo, rifiutando la legge naturale stabilita da Dio, ogni violenza diventa possibile.

    - «SONO DONNA». E GLI STUPRATORI FINISCONO IN CARCERI FEMMINILI, di E. Dovico

    - TRANS AVVANTAGGIATI NELLE GARE FEMMINILI. LO DICE LA SCIENZA, di G. Guzzo

    • I DATI

    Molta contraccezione, molti aborti. Succede (anche) in Svezia

    Nel Paese scandinavo, solo nel 2018 sono stati uccisi quasi 36.000 bambini nel grembo materno, secondo i dati ufficiali diffusi dal National Board of Health. Eppure, la Svezia ha un’altissima percentuale di uso dei contraccettivi, tra preservativi e pillole. Un paradosso solo apparente. Ecco perché.

    • IRLANDA DEL NORD

    Aborto e “nozze gay”, passa l’imposizione di Londra

    Scaduto l’ultimatum di Westminster per la formazione di un nuovo governo, da ieri l’aborto è formalmente legale in Irlanda del Nord addirittura per le prime 28 settimane di gravidanza, con i nascituri ora esposti a uno dei sistemi più estremi d’Europa. Via libera anche per i “matrimoni” tra persone dello stesso sesso, sebbene con un diverso regime transitorio.

    • NUOVO CASO

    Aborto forzato su disabile, il Regno Unito odora di Cina

    In estate il tentativo di aborto forzato su una disabile mentale, con la sentenza poi ribaltata in appello e il suo bambino nato pochi giorni fa. Ma nel frattempo, sempre in Gran Bretagna, ecco un giudice sentenziare contro il bimbo di un’altra disabile incinta. E stavolta, visto il consenso della famiglia affidataria, l’ordine pare definitivo. Una barbarie che ricorda i peggiori regimi.

    • NUOVO RAPPORTO

    I “paletti” per l’eutanasia? Bugia per l’autodistruzione

    Un’indagine del National Council on Disability dimostra che la morte di Stato non introduce la libertà di scelta ma spinge i malati a uccidersi, facendoli sentire un peso e non offrendo loro opzioni di vita. È una contagiosa mentalità mortifera (con cui fa i conti anche l’Italia), figlia di un razionalismo materialista che non riconosce l’infinito e disprezza il limite.

    • BELGIO/STORIA DI KELLY

    Bella, fidanzata, sana, ma un po' timida: chiede l'eutanasia

    Kelly è giovane, ha un fidanzato, è bella e sana: ma dice di non piacersi e di essere timida. Per questo chiede l'eutanasia. Il Belgio è spaccato su un caso che svela le bugie sull'eutanasia, mentre i numeri della dolce morte si impennano: oltre 2300 decessi nel 2018. Una volta che un Paese accetta l’idea che talune vite non siano degne di essere vissute, la morte si manifesta per l’influencer che è, con le «vite indegne» che crescono continuamente di numero.
    - LA LETTERA/ A FLORES D'ARCAIS: NESSUNO VUOLE LA MORTE, di Marco Berchi