• IL CASO UE E ITALIA

    Dopo tanta "pace", in Ucraina diventiamo belligeranti

    Dopo decenni di missioni all’estero rigorosamente “di pace” molti stati membri Ue invieranno armi agli ucraini attaccati dai russi, inclusi noi italiani solitamente indecisi quando si tratta di inviare armamenti “letali” a chi ne ha bisogno per difendersi. Se è davvero questa la strada che i leader politici in l’Italia ed Europa intendono percorrere, sarà meglio che si preparino a raddoppiare le spese militari e a mantenere anche in tempi più difficili l’approccio bellicoso che oggi sembrano mostrare con tanta e inconsapevole baldanza.

    - FINE EMERGENZA MAI di Ruben Razzante

    • PER LA PACE

    Preghiamo per tutte le 27 guerre nel mondo

    In tutte le diocesi italiane si prega per la pace in Ucraina. A ben vedere sarebbe giusto che queste iniziative diventassero un appuntamento periodico, che ad esempio ogni mese i fedeli fossero invitati a momenti di preghiera per la pace. Tantissime infatti sono le guerre che devastano il pianeta: 27 secondo una stima aggiornata.

    • PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

    Un Sacro Manto per l’Italia e la pace

    Mentre nel nostro Paese continuano gravi restrizioni della libertà, perfino di lavorare, e sul piano internazionale preoccupa la crisi ucraina, rimane una sola via: chiedere l’aiuto del Cielo. In vista del mese di marzo, ricorriamo allora alla potentissima protezione di san Giuseppe, onorandolo con la recita del Sacro Manto.

    • LA CRISI DELL'EST

    Ucraina, vescovi nei bunker. E il Vaticano sceglie la diplomazia

    In un videomessaggio da un bunker, monsignor Svjatoslav Ševčuk, arcivescovo maggiore di Kiev-Halyč, ha detto che ieri, nell'impossibilità di usare le chiese, i sacerdoti sono stati mandati nei rifugi sotterranei a celebrare la messa domenicale. Duri interventi degli altri vescovi cattolici, mentre a Roma prevale un approccio diplomatico: nuovo appello all'Angelus di papa Francesco per la pace, ma senza mai nominare la Russia. Si cerca di non spezzare il filo con il patriarcato ortodosso di Mosca, ma il patriarca Kirill non ricambia e corre in soccorso di Putin.
    - LA CHIESA È PACIFICATRICE, NON PACIFISTA, di Stefano Fontana

    • DOPO L'INVASIONE

    Crisi ucraina, alcuni punti fermi

    Con l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, puntuale è cominciato lo scontro tra “tifoserie”: pro o contro Putin, filo-russi o filo-ucraini. Un modo riduttivo e distorto di guardare alla realtà. Proponiamo allora alcuni punti guida per giudicare quanto sta avvenendo, partendo dalla preoccupazione per le persone coinvolte loro malgrado e che pagano cara la guerra con morte e sofferenza.
    - SI APRE LA PROSPETTIVA DI DUE UCRAINE, di Gianandrea Gaiani

    • COVID-19

    Vaccini e indennizzo per danni, un riconoscimento tardivo

    Il terzo presupposto stabilito dalla Corte costituzionale per imporre un trattamento sanitario è la previsione di un equo indennizzo. Solo dopo oltre un anno di vaccinazione anti-Covid, raccomandata o imposta direttamente o indirettamente, il Governo ha adeguato - su questo punto - la sua azione alla normativa in materia. Ma l’indennizzo riguarderà solo i danni post D.L. 4/2022.

    • INTERVISTA A GIOVANARDI

    «Senza logica la quarta dose: combatte un virus mutato»

    «La stessa Pfizer ha ammesso che il vaccino non copre contro Omicron». Sospeso dall'Ordine («ma ho tre esenzioni che non mi riconoscono»), il medico Daniele Giovanardi alla Bussola. «Per la prima volta nella storia della medicina il sistema immunitario viene stimolato con ripetute inoculazioni ravvicinate per fabbricare munizioni contro un virus che non è più dentro di noi. Se è il governo a dire ai medici come devono curare, allora la medicina in Italia è morta». 

    • DIRITTI VIOLATI

    Green pass, centinaia di avvocati dicono no

    Iniziative, “scioperi della fame”, tentativi di dialogo con le istituzioni e anche almeno una denuncia formale verso il Governo, presentata a organi nazionali e internazionali. Nelle ultime settimane è cresciuta la mobilitazione degli avvocati, riunitisi a centinaia in vari nuovi gruppi, a difesa dei diritti (violati) di milioni di italiani.   

    • IL CASO

    Mediterraneo, lo schiaffo dei vescovi alla Calabria

    Nessun vescovo titolare di diocesi calabresi è stato invitato a Firenze dove domani comincia il Convegno “Mediterraneo frontiera di pace” organizzato dalla Conferenza Episcopale Italiana. Nonostante la Calabria sia una delle principali regioni italiane per numero di sbarchi. 

    • VERITà E LIBERTà

    Hanno creato la pazzia della divisione. Ma è ora di guarire

    «“La “pazzia” più grande è la divisione tra le persone; siamo stati messi gli uni contro gli altri, si sono create discriminazioni sulla fede o no in un farmaco. Gli “atei” sono stati banditi dalla vita sociale: è segno di un potere diabolico. Però noi siamo qui a dimostrare che la pazzia non ha intaccato tutti, è curabile, che esistono persone che hanno reagito e sono divenute immuni. Immuni al virus e immuni alla pazzia». L'intervento coraggioso del medico Bellavite in uno dei tanti comizi per la libertà.

    - E L'INDIA RIFIUTA PFIZER E MODERNA di Paolo Gulisano

    • LA STORIA

    "Mia moglie morta post vaccino, conteggio Aifa errato"

    L'escamotage di Aifa per escludere i decessi vaccino-correlati è di restringere la morte entro i 14 giorni dall'inoculo. Ma così sono esclusi i tantissimi decessi successivi, ma i cui sintomi iniziali si sono verificati subito. Come il caso di Antonella da Foligno, morta a 55 anni per vasculopatia due mesi dopo l'inoculo, ma che ha accusato i primi sintomi subito. E ora il marito, documenti alla mano, punta il dito contro il metodo di conteggio: "Esami ok prima dell'iniezione, subito dopo invece è stato un disastro. Devono dimostrare perché il vaccino non c'entra, non il contrario". 

    • L'ANALISI

    Abolire il super green pass: ce lo chiede l'Europa

    Le norme italiane che hanno introdotto il green pass rafforzato e l'obbligo per gli over 50 contrastano con il regolamento UE n. 2288/2021 in materia di certificazione verde, in quanto incidono sulla libera circolazione delle persone. Ragion per cui qualsiasi giudice, investito della questione, ha il potere-dovere di non applicare queste norme.