• LA LETTERA

    Se per le ingiustizie dovessimo scioperare...

    Se dovesse passare il principio che dobbiamo scioperare per ogni ingiustizia esistente nel mondo, sarebbero pochi i giorni lavorativi nel corso dell’intero anno: aborto, maltrattamenti di minori, terrorismo, persecuzione religiosa. Perché i sindacati riservano solo alle donne il privilegio dello sciopero?

    • ORFANOTROFIO DI TUAM

    Irlanda: non un "Olocausto", ma una tragedia di povertà

    Pare che i media abbiano parlato di una sorta di “Olocausto irlandese”: la scoperta di una fossa comune con i corpi di 800 bambini nel terreno di un orfanatrofio cattolico a Tuam, nel nordovest dell’Irlanda. Ma non c'è alcuna strage, bensì la quotidiana tragedia della povertà di allora. Ce ne parla David Quinn, dell'Irish Independent.

    • INCHIESTA SULLA LOBBY CATTOGAY

    Manifesti, convegni e pastorale: dilaga l'omoeresia

    Un'associazione cattogay studia come contrastare "la propaganda contro gli omosessuali da parte dei movimenti cristiani fondamentalisti". E' la deriva pastorale dell'Omoeresia, pensiero che si è ormai affermato nella Chiesa a discapito dello stesso Magistero che metteva in guardia proprio da queste "infltrazioni". Un'inchiesta del mensile Il Timone svela le tappe, i manifesti, gli ideologi e gli appoggi ecclesiastici della più influente delle lobby cattoliche: quella omosessualista. Che punta a derubricare omosessualità e gender come semplici varianti della sessualità, scardinando il progetto creatore di Dio. 

     

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    • LA SENTENZA

    Utero in affitto, sì dei giudici: famiglia condannata a morte

    Un'altra sentenza di condanna a morte della famiglia. Trento: due uomini sono entrambi genitori legittimi, nonostante uno dei due uomini non sia ovviamente genitore biologico dei due minori. Per il giudice la doppia paternità è giustificata perché sennò il padre non biologico non potrebbe esercitare il diritto di paternità: un'illogicità assurda. Così come lo sdoganamento della pratica dell'utero in affitto, che resta ancora reato. 

    • IL FILM

    «Prima il sesso, poi ci conosciamo»

    L'ufficio scolastico regionale lombardo promuove il film Nè Giulietta, Nè Romeo, manifesto moderno di tutte le depravazioni del mondo gay declinate in positivo. Nella pellicola ci stanno tutti gli stereotipi di cui si nutre il mito omosessualista. Come il fatto che tra i gay prima si fa sesso e poi ci si conosce. 

    • DUE MILITANTI E LA LORO "PATERNITA'"

    In parrocchia arriva lo spot dell'utero in affitto

    Parroci complici delle lobby gay. Due militanti hanno scritto sul bollettino di una parrocchia romana la loro storia “da "cattolici“. Non solo si sono sposati in Canada, ma hanno persino avuto tre bambini con l'utero in affitto. Uno di loro è noto alle cronache: aveva detto in tv che la madre è un concetto antropologico. Ecco la ricaduta pastorale dell'omoeresia, ormai dilagante nella Chiesa.

    • UNA TENDENZA NUOVA

    La galleria degli orrori non si ferma: l'automatrimonio

    Dagli Stati Uniti arriva l’auto-matrimonio. Il punto ultimo, ma non finale, della parabola discendente della concezione della vita coniugale. È la celebrazione del proprio io, dell’egocentrismo elevato a valore, della solitudine individualistica auto-compiacente. E tutto questo senza passare da un manicomio.

    • IL CASO UNAR

    Una fetida e costosa dark room di Stato

    Dopo il servizio delle Iene si dimette il direttore Spano e la Boschi blocca i finanziamenti. Ma il caso delle dark room nei circoli affiliati all'associazione Andoss svela il vaso di pandora dell'ipocrisia di Stato che finanzia con la scusa della discriminaizone di gay e lesbiche un ingentissimo indotto dove circoli culturali mascherati si dedicano in realtà alla vita gay con dark room, promiscuità sessuale e saune di copertura. Un bel modo di usare i soldi pubblici che oggi è sotto gli occhi di tutti e che mostra lo squallore di un ufficio governativo che ha stanziato oltre 400mila euro per la causa omosessualista. 

    • LA TESTIMONIANZA

    «Così dopo 6 anni abbiamo sconfitto il divorzio grazie a nostro figlio»

    Dirsi addio e riprendersi dopo 6 anni di separazione.  E' la testimonianza di perdono di Letizia e Massimo Marinangeli che hanno rimesso insieme i cocci del loro matrimonio naufragato. Perché il divorzio se lo affronti lo puoi sconfiggere. Come dimostrano le ormai tante storie di chi si affida a Retrouvaille, che dal 2001 in Italia aiuta le coppie in frantumi a risorgere.  

    -SEPARATA E FEDELE, LA STORIA DI ELENA di Maria Angela Masino

    • LA STORIA

    Separata e fedele, la storia di Elena

    Il racconto di una separata che è rimasta fedele al marito anche nella nuova condizione: «Nelle nozze Gesù Sposo si unisce ai coniugi rendendoli un corpo solo e un’anima sola e che, pur non ricevendo l’amore del mio coniuge, Colui che si era donato a noi nel Sacramento del matrimonio avrebbe continuato ad accompagnarmi anche nella situazione di abbandono da parte di mio marito».

    • LO STUDIO

    Matrimonio e convivenza: per i figli non sono così uguali

    Uno studio su convivenze e matrimoni. Da cui traspare un'ovvietà non accettata: i bambini vivono una vita prospera quando sono in un contesto stabile e quando i genitori portano avanti relazioni stabili. Perché ai fini della stabilità dei figli il matrimonio è ben diverso dalla convivenza. 

    • SEMPRE, COMUNQUE E OVUNQUE

    Adozione a gay, morsa di Camera e Ue usando Schengen

    Alla Camera un Ddl per estendere alle coppie omosessuali anche l'adozione dei bambini non nati biologicamente da uno dei due semi. Le coppie gay verrebbero equiparate a quelle naturali. Anche l'Ue si muove e dispone un regolamento che introduce il principio della non discriminazione da uno Stato all'altro. Così con la libera circolazione delle persone si legittima la libera circolazione degli orrori giuridici.