• USA

    Morte di George Floyd, processo all'America "bianca"

    Minneapolis, processo a Derek Chauvin, il poliziotto accusato di aver ucciso George Floyd, il 25 maggio 2020. L’uomo, un afro-americano, è morto mentre l’agente Chauvin gli schiacciava la gola col ginocchio, durante l’arresto. Si annuncia un processo molto politicizzato. Alla famiglia del defunto è già stato promesso il risarcimento più grande della storia.

    • MYANMAR

    Massacro birmano. Russia e Cina appoggiano i militari

    Sabato 27 marzo è stato un giorno nero per il Myanmar: il più alto numero di vittime della repressione in un solo giorno, almeno 90 morti. Quel giorno si celebrava il giorno delle forze armate, con la parata nella capitale Naypyidaw. L'esercito spara a zero. Condanna di tutti i Paesi democratici, ma Russia e Cina appoggiano sempre più esplicitamente il regime militare.

    • GOLFO

    La guerra navale segreta fra Israele e Iran

    Il 25 marzo una nave mercantile israeliana è stata colpita da un nemico sconosciuto mentre era in navigazione nel Mare Arabico. Non è la prima volta che accade, è solo l'ultima di una lunga serie di attacchi attribuiti all'Iran. E non è una guerra di corsa univoca. Anche l'Iran ha subito attacchi a 12 navi dal 2019, attribuiti a Israele.

    • MEDIO ORIENTE

    Netanyahu vince ma non governa. Israele al bivio

    Come era stato ampiamente previsto dai sondaggi, Netanyahu e la sua coalizione di destra ha ottenuto la maggioranza relativa, ma non ha i numeri per governare. Neanche la coalizione di centrosinistra, guidata da Lapid, ha i numeri e deve trattare con i partiti arabo e russofono. L'opposizione vuole spodestare Netanyahu, già sotto processo.

    • COMUNISMO CINESE

    Cina, guai a denunciare la repressione degli uiguri

    Cina, il marchio di abbigliamento svedese H&M è sotto pesante attacco sui social e boicottaggio. Sanzioni sono state applicate su politici ed entità dell'Ue e britanniche. Perché osano denunciare la violazione dei diritti umani nello Xinjiang, la regione autonoma a maggioranza uigura duramente repressa da Pechino. Che non vuol sentire critiche.

    • NUOVE MISURE

    Danimarca, giro di vite su ghetti e immigrati

    Il governo danese, a guida socialdemocratica, ha annunciato nuove misure per limitare le “società religiose e culturali parallele”. Si punta innanzitutto a ridurre la percentuale di immigrati “non occidentali”. Preoccupa la non integrazione dei musulmani e l’ingerenza dell’islam politico, che rischia di fare della Danimarca una nuova Francia.

    • UN NEMICO STORICO

    Biden vs Putin e le paure dei dem americani

    Biden ha dato del killer a Putin. Cosa c'è dietro? Perché i democratici Usa non combattono contro la Cina, estremamente più pericolosa della Russia? Le ragioni riguardano il passato storico ma anche gli interessi economici e geopolitici della sinistra americana.

    • BOULDER DOPO ATLANTA

    Stragi in Usa, troppo facile parlare di armi e razzismo

    Strage a Boulder, Colorado, 10 persone assassinate. Il killer, Ahmad Al Aliwi Al Issa, di origine siriana, è stato arrestato. Pochi giorni prima, Robert Aaron Long aveva compiuto una strage in tre centri benessere di Atlanta, 8 morti. Cortocircuito dei media: parlano di razzismo, ma non sanno spiegare il caso Al Issa. Risposta facile della politica: basta armi. 

    • L'INCONTRO IN ALASKA

    L'America che odia se stessa, in difficoltà con la Cina

    Il primo incontro di alto profilo fra l’amministrazione Biden e la Cina è finito con una rissa verbale. Tenutosi ad Anchorage, ha visto protagonisti i ministri degli Esteri. I cinesi hanno usato contro l'amministrazione Biden i suoi stessi argomenti retorici, accusando l'America di razzismo e di arroganza (quel che i Dems dicevano contro Trump)

    • MEDIO ORIENTE

    Elezioni in Israele, la grande sfida per la stabilità

    Domani si terranno le elezioni parlamentari in Israele, le quarte in appena due anni. Competono 39 liste. Finora Netanyahu è un protagonista indiscusso ed è riuscito sempre a galleggiare. Ma quel che va osservato, soprattutto, è il cambiamento dell'elettorato arabo e dei partiti che esprime, molto più integrati con il sistema Israele. 

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    • CONTINENTE NERO

    Magufuli addio, il presidente che non voleva il lockdown

    John Magufuli, dal 2015 presidente del Tanzania, è morto il 17 marzo. Soffriva da tempo di problemi di cuore. La sua gestione della crisi del Covid è diventata famosa in tutto il mondo per il suo rifiuto della strategia di lockdown, che avrebbe avuto un impatto ancora peggiore. La stampa si accanisce contro di lui e inventa una sua morte per Covid-19.

    • INCIDENTI DIPLOMATICI

    Biden su Putin e i migranti non soppesa le parole

    Il presidente degli Usa Joe Biden ha rilasciato un’intervista a tutto campo al giornalista George Stephanopoulos, sul network televisivo ABC. Ha praticamente dato dell'assassino a Putin, provocando un incidente diplomatico. Ed ha dato un'imprevista svolta sovranista sull'immigrazione ("state a casa").