Attacco Usa in Venezuela: l'illusione che a risolvere sia la forza
Una vera guerra lampo quella lanciata da Trump sul Venezuela per arrestare il presidente Maduro e processarlo già oggi a New York. Nessuna simpatia per un dittatore criminale, ma la domanda fondamentale da porsi è se il fine giustifichi i mezzi. E la risposta è negativa.
- La strategia trumpiana alla prova del Venezuela, di Eugenio Capozzi
- Caduto Maduro ma non c'è un cambio di regime, di Stefano Magni
Dopo il Venezuela, il Libano teme l'invasione da Israele
Aria di guerra in Libano: il raid deciso da Trump in Venezuela distrae dal Medio Oriente, ma fino a un certo punto, perché il regime di Maduro era strettamente alleato di Hezbollah e Teheran. Contro Hezbollah, Israele può lanciare un nuovo attacco.
Dopo l'arresto di Maduro non c'è un cambio di regime
Venezuela, il blitz è stato un attacco a sorpresa. Ma Maduro, ricercato dagli Usa dal 2020, subiva già una pressione militare da mesi. Dopo il suo arresto, però, non è detto che ci sia spazio per l'opposizione democratica di Maria Corina Machado.
Strategia di sicurezza nazionale trumpiana, il test del Venezuela
Il raid americano nel Venezuela, conclusosi con la cattura del dittatore Nicolas Maduro è coerente con la nuova Strategia di sicurezza nazionale di Trump, per la quale il continente americano deve essere rimesso in sicurezza da ingerenze ostili.
Iran: il regime spara sui manifestanti. Trump minaccia l'intervento
Dilaga la protesta in Iran contro la disastrosa politica economica della Repubblica Islamica. Si contano i primi 7 morti, di cui 6 fra i manifestanti. Trump minaccia un secondo intervento armato, se la repressione dovesse inasprirsi.
La rivolta dei ceti commerciali in Iran si estende agli studenti
La rivolta dei bazaari in Iran dilaga e coinvolge gli studenti. Fra le cause principali: il crollo del rial (la valuta iraniana) e le continue esecuzioni capitali, entrambe conseguenze della guerra persa con Israele a giugno.
Piano di pace a rilento, le mosse dell'Europa irritano Trump
Le pressioni di Washington non risparmiano neppure l’Europa che con la decisione di finanziare Kiev con altri 90 miliardi di euro si è posizionata chiaramente a favore della continuazione della guerra suscitando non poca irritazione alla Casa Bianca. Lo scoglio sono ancora le cessioni territoriali ucraine per fermare l'avanzata russa.
Non è un buon anno per il Libano, fra crisi e bombe israeliane
Il 2025 si chiude in modo catastrofico per il Libano, ancora alle prese con una gravissima crisi economica e grandi proteste contro il sistema bancario. Il sud, inoltre, continua ad essere bersaglio dei raid israeliani contro Hezbollah.
Israele riconosce il Somaliland. Ipocrisia di chi condanna
Israele è l'unico Stato al mondo che ha riconosciuto l'indipendenza del Somaliland. Protestano Ue, Ua, Usa e Oci che chiedono il rispetto dell'integrità della Somalia. Ma non c'è alcuna integrità territoriale in Somalia.
Honduras: vince il conservatore Asfura, gradito a Trump
Dopo il riconteggio del 15% delle schede e un’attesa di diverse settimane, il Consiglio Nazionale Elettorale ha decretato l’elezione di Nasry Asfura alla presidenza dell’Honduras. Ma per governare avrà bisogno di scendere a patti con i liberali.
Trump bombarda i jihadisti in Nigeria. Un monito per Boko Haram e Stato Islamico
Raid missilistico americano contro un gruppo jihadista, Lakurawa, nel nord ovest della Nigeria, con la collaborazione del governo. Dichiaratamente il raid è stato lanciato per proteggere i cristiani perseguitati. Ma i Lakurawa colpiscono soprattutto altri musulmani meno radicali. È comunque un messaggio forte anche contro Iswap e Boko Haram, i veri flagelli del paese.
Natività in Palestina, tra speranze e nuove violenze
Gioia per i riti religiosi, ma anche dolore per la situazione odierna: questo il Natale dei cristiani in Palestina. Il cardinale Pizzaballa ha richiamato ad avere fede nel Salvatore. Intanto prosegue la spirale di violenza che coinvolge israeliani e palestinesi.












