• AUDIZIONE IN SENATO

    I social network orgogliosi di censurare Trump

    Ogni volta che Trump pubblica qualcosa su Facebook, gli admin avvertono i lettori che sta dicendo il falso sulle elezioni del 2020. Quasi ogni volta che pubblica qualcosa su Twitter, viene direttamente censurato. Gli amministratori delegati delle due compagnie, Mark Zuckerberg e Jack Dorsey, convocati in Senato per un'audizione, hanno ammesso la censura con orgoglio, nel nome della lotta alla disinformazione (di una sola parte).

    • ETIOPIA

    Il premio Nobel per la Pace fa la guerra al Tigray

    Abiy Ahmed Ali, premier dell'Etiopia, premio Nobel per la Pace per aver posto fine al conflitto con l'Eritrea, ha reagito con la forza alla spinta secessionista del Tigray, regione settentrionale confinante con gli eritrei. La crisi politica è iniziata due anni fa, ma da inizio novembre è diventata un conflitto vero e proprio. E si preannuncia già una grave crisi umanitaria. 

    • ELEZIONI USA

    Grazie a Trump: elette 17 pro life senza compromessi

    Da queste elezioni emerge una vittoria poco evidenziata: (sino a venerdì) il numero di donne pro life alla Camera dei Rappresentanti è raddoppiato. Sono 17 (più altre 5 possibili ancora in corsa) le nuove guerriere a difesa della vita. La metà ha ribaltato i seggi occupati dai Democratici puntando sulla loro contrarietà all'aborto e al socialismo.

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    • PEGGIO DEI COMUNISTI

    La Cina svolta e incentiva le nascite ma l'Ue fa spallucce

    Dopo 400 milioni di nascite impedite a colpi di aborti forzati e "femminicidi" in culla, il 1° novembre in Cina si è iniziato il nuovo censimento: sotto il profilo demografico sta attraversando un momento difficile, segnato da arretramenti preoccupanti. Perciò pare che il partito sia vicino ad «una svolta storica», che lo vedrà proteggere «il diritto di avere figli». Ma l'Europa rimane comunque sorda.

    • USA

    Trump, a Washington marciano i "deplorables"

    Mentre Trump continua la sua battaglia legale contro le presunte frodi elettorali di Joe Biden, a Washington i suoi sostenitori hanno manifestato per appoggiarlo. La Million Maga March (così è stata battezzata) ha attirato su di sé il solito scontro sui numeri, con i media che danno una stima esageratamente bassa dei partecipanti. Gli Antifa li attaccano. Ed AirBnb li boicotta. 

    • L'ALTRO VOTO DEL 3 NOVEMBRE

    Usa: sui 120 referendum si infrange l'onda progressista

    Negli Stati Uniti, il 3 novembre, non si è votato solo per il presidente e per il Congresso, ma anche per 120 referendum, in 32 Stati. In queste consultazioni poco reclamizzate, gli umori e le tendenze politiche degli americani si rivelano molto più conservatori di quanto si creda, specie su tasse e lavoro.

    • INTERVISTA/ LORENZO MONTANARI

    Oltre Trump: il trumpismo è in salute e fa crescere gli Usa

    “Comunque vadano le elezioni, alla fine, il trumpismo non è affatto stato sconfitto”, dice a La Nuova Bussola Quotidiana Lorenzo Montanari, vicepresidente, Affari Internazionali, di Americans for Tax Reform (Atr). L'eredità del presidente Trump è molto importante. Perché "ha fatto votare il Partito Repubblicano da operai e minoranze etniche, segmenti dell’elettorato che nessun candidato, dai tempi di Nixon, era mai riuscito a conquistare". All'atto pratico "l’eredità più grande del trumpismo è la riforma fiscale". Tant'è vero che nei referendum economici del 3 novembre hanno vinto le politiche "trumpiane". "La causa pro-life è l’altra grande eredità che lasceranno Trump e Pence"

    • LA PROTESTA

    L'Aventino anticomunista dei democratici di Hong Kong

    Il regime comunista di Pechino ha imposto per la prima volta il licenziamento di quattro deputati d'opposizione nel parlamento locale di Hong Kong. Per protesta, tutti i deputati democratici hanno rassegnato le dimissioni, lasciando per la prima volta il Consiglio Legislativo senza un'opposizione. Ma il regime cinese tira dritto e ritiene che la sua sia una giusta applicazione della legge

    • CAUCASO

    Nagorno Karabakh, armeni costretti ad accettare la pace

    La pace fra Armenia e Azerbaigian, negoziata dalla Russia, si conclude con una vittoria strategica dell'Azerbaigian. Pur non conquistando tutto il territorio del Nagorno Karabakh, la presa di Shusha e il controllo dei distretti al confine con l'Armenia pongono la regione sotto il controllo di Baku. Proteste della popolazione armena, il cui esercito è stato sfiancato dagli attacchi azeri

    • FATTO RIVELATORE

    Se i Fratelli Musulmani gioiscono per Biden

    Dopo che i media mainstream hanno annunciato la (presunta) vittoria di Joe Biden, i Fratelli Musulmani hanno esultato. L’organizzazione terroristica internazionale e gli organi di stampa ad essa legati vedono in un’eventuale presidenza Biden una nuova era Obama-Clinton, la stessa durante la quale furono fomentate le cosiddette “Primavere arabe”.

    • BOLIVIA

    Luis Arce presidente, con i primi segni di autoritarismo

    Domenica c’è stato l’insediamento del socialista Luis Alberto Arce Catacora a nuovo presidente della Bolivia. Il Mas continua a pesare, ma i numeri sono più risicati che ai tempi di Morales. Perciò la maggioranza ha cambiato le norme del parlamento per centralizzare il potere. La Nuova Bussola intervista il politologo Franklin Pareja.

    • USA

    Dopo la festa di Biden, le elezioni continuano e Trump può vincere

    Il balletto delle dichiarazioni e delle celebrazioni per la vittoria di Biden continua ininterrotto da due giorni. Eppure le elezioni non sono ancora finite, Biden è ancora un candidato, per quanto molto avvantaggiato dai voti contati finora. Donald Trump è ancora il presidente degli Stati Uniti. E può ancora vincere le elezioni. Non è normale che altri governi riconoscano già un vincitore che non c'è ancora.