• RUSSIA

    Darya Dugina uccisa, un attentato in cerca d'autore

    L’uccisione alla periferia di Mosca di Darya Dugina, figlia del filosofo politico Alexander Dugin, presenta ancora molte zone d’ombra soprattutto nei suoi possibili risvolti. Mosca accusa Kiev, l'Ucraina smentisce seccamente, nessuna pista (neppure quella interna) è esclusa, resta più probabile però l'ipotesi dell'attentato ucraino.

    • COLPI DI STATO

    In Mali partono i francesi e restano i jihadisti

    Si conclude la missione a guida francese che per otto anni ha contrastato i terroristi, con scarso successo. Al comando in Mali e Burkina Faso giunte militari che la popolazione sostiene aspettandosi maggiore sicurezza rispetto ai governi democratici. Speranza vana, perché aumentano i civili uccisi. I governanti dirottano il malcontento accusando Parigi.

    • RISCHIO ATOMICO

    Alta tensione sulla centrale di Zaporizhzhia

    Continua lo scambio di accuse sui bombardamenti che hanno sfiorato la centrale nucleare occupata dai russi. La Nato sollecita un’ispezione sul posto e il ritiro delle forze russe. Non è escluso che Zelenksy possa far leva su incidenti atomici per spingere i Paesi occidentali al suo fianco, rischiando però di perdere consenso internazionale se dovesse forzare troppo la mano.

    • ELEZIONI CONTROVERSE

    Ruto presidente (contestato) del Kenya

    Sull’elezione di William Ruto, annunciata dopo sei giorni dal voto, c’è l’ombra delle «questioni residue» che l’ambasciata Usa invita a superare. 4 membri su 7 della commissione elettorale hanno rifiutato di sottoscrivere l’esito, respinto apertamente dallo sconfitto Odinga.

    • UNIONE EUROPEA

    Varsavia accusa: dall'UE solo pretese e false promesse

    I polacchi puntano il dito contro l’Unione Europea: non funziona se l’uguaglianza dei singoli Paesi è solo nominale, mentre comandano i più forti. La reazione di Bruxelles, che stoppa i fondi e pretende riforme su aborto e lgbti, dimentica che è la “conservatrice” Polonia a farsi carico dei rifugiati ucraini.

    • VOTO CRUCIALE

    Kenya, perché le elezioni interessano oltreconfine

    Oltre a essere la potenza economica dell’Africa orientale, il Kenya conta nello scenario internazionale per il suo ruolo di mediatore nelle crisi degli Stati vicini. Anche il futuro del Paese, tra corruzione e debito con l’estero, è incerto e ha bisogno che le elezioni - tenutesi il 9 agosto - si concludano senza incidenti. Testa a testa tra Odinga e Ruto.

    • STATI UNITI

    L’assalto a Trump segna la fine del modello americano

    L’irruzione in casa dell’ex Presidente in realtà è il segno e il culmine del dominio di un’oligarchia (politica, finanziaria, mediatica, ecc.) che ha sovvertito l’ordine naturale e legale. Il rimedio, però, non consiste nel ritorno al cosiddetto modello americano, ai «princìpi dei Padri Fondatori», perché questi sono stati concepiti fin dall'inizio per consentire il dominio sociale e politico di una oligarchia.

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    • IL NEO PRESIDENTE

    Colombia, con Petro si insedia il castro-comunismo

    Il 7 agosto è iniziato il mandato presidenziale di Gustavo Petro, ex membro del gruppo di guerriglieri M-19 e primo leader di sinistra a prendere il potere nella storia della Colombia. Il forte simbolismo della cerimonia d’insediamento - culminata nello sfoggio della spada di Bolívar - rievoca l’ossessione chavista di imporre il socialismo del XXI secolo in tutta l’America Latina.

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    • MEDIO ORIENTE

    Accordo raggiunto a Gaza, ma il bilancio è tragico

    Cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, tra Israele e la Jihad palestinese, con la mediazione dell’Egitto. Destano preoccupazione sia le azioni preventive israeliane sia i nuovi missili lanciati dai jihadisti. E purtroppo si contano 50 morti, bambini compresi, e 300 feriti.

    • PRESIDENZIALI

    Il Brasile alle urne con l'incognita del voto cattolico

    Nonostante i difficili rapporti con la Chiesa, Bolsonaro punta sui principi cari all’elettorato cristiano, mentre lo sfidante Lula vanta un buon rapporto con il Papa, ma si rivela ondivago sulla difesa della vita. Ma nessuno dei due può eludere l’importanza del fattore religioso nel Paese con la più grande comunità cattolica.

    • MEDIO ORIENTE

    Israele e Gaza, tregua dopo la tempesta di fuoco

    Trentaquattro morti è il pesante bilancio della serie di attacchi punitivi di Israele nella Striscia di Gaza, dove sono stati colpiti anche due leader della Jihad Islamica. Pioggia di razzi su Israele. In serata annunciata una tregua grazie alla mediazione dell'Egitto.

    • L’INTERVISTA / LEE

    “Taiwan, le azioni della Cina sono irresponsabili”

    L’ambasciatore di Taiwan presso la Santa Sede, Matthew Lee, in questa intervista con la Bussola condanna a gran voce l’azione militare della Cina comunista. «È un tentativo unilaterale di creare una crisi». Lee ribadisce che la Repubblica di Cina (Taiwan) non fa parte della Repubblica Popolare Cinese e che Pechino non ha mai governato Taipei.

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