• IL NUOVO PORTAFOGLIO

    Lo stile (sinistro) di vita europeo porta ai migranti

    Nelle competenze specifiche del nuovo Commissario c’è anche il portafoglio su “migrazioni e rifugiati”. Polemizzare sulla possibilità che esista un modo di vivere europeo è già sintomo di antieuropeismo sinistro, farlo con la scusa di non offendere i migranti è un cedimento allo straniero.

    • "AMERICA FIRST"

    Bolton ha fatto il suo tempo, perciò Trump l'ha licenziato

    Dietro la decisione di licenziare il consigliere per la Sicurezza nazionale degli Usa John Bolton, ci sarebbe un'affermazione della politica estera di Trump e Pompeo. Una linea basata sul concetto di "America First" che fa e disfa le alleanze in modo flessibile in un mondo mutevole. L'intransigenza di Bolton appariva anacronistica.

    • ELEZIONI

    Netanyahu contro Gantz, la sfida sul futuro di Israele

    Martedì prossimo gli israeliani tornano alle urne per le elezioni anticipate. Regna la completa instabilità politica e ci saranno sicuramente sorprese. Netanyahu, premier in carica, è sfidato soprattutto dall'ex generale Gantz. In gioco ci sono temi importantissimi, quali l'annessione della valle del Giordano e la laicità dello Stato ebraico

    • BRACCIO DI FERRO SUL BOSFORO

    O la "borsa" o i migranti. Erdogan ricatta l'Europa

    Incassati i sei miliardi di euro promessi da Angela Merkel (ma pagati dalla Ue) nel 2016 per impedire nuovi flussi il presidente turco Erdogan torna a battere cassa. Lo fa minacciando nuove “invasioni” di clandestini. Una prima apertura alle sue richieste è arrivata dal premier olandese Mark Rutte, per il quale la Ue deve "andare incontro all' insoddisfazione della Turchia e rinegoziare i termini dell'accordo". Meno morbido il premier greco Mitsotakis che parla di "minacce" del presidente turco.

    • TENSIONI

    Finlandia-Ungheria, scontro tra due idee di Europa

    Le relazioni diplomatiche tra ungheresi e finlandesi sono gelide. Con la presidenza di turno del Consiglio dell’Ue, la Finlandia vorrebbe legare il trasferimento dei fondi all’interpretazione dello “Stato di diritto”. Il problema è che si scontrano due opposte visioni: quella elitaria del “nuovo umanesimo” e quella intesa a rimettere al centro la famiglia e recuperare l’identità cristiana.

    • INTERVISTA A STEVEN MOSHER

    Hong Kong, la protesta guidata dai cattolici che resistono a Pechino

    Le proteste di Hong Kong sono scoppiate con l’emanazione della nuova legge sull’estradizione, che avrebbe permesso alla magistratura della Cina comunista di processare cittadini di Hong Kong. Anche dopo che la legge è stata revocata la protesta continua. E' un popolo spaventato da un regime comunista in piena espansione, che non conosce più i limiti fissati dai trattati e che rischia di fagocitare le loro vite. Le dimostrazioni sono state avviate e guidate dai cattolici di Hong Kong, molto attivi anche se sono meno di un decimo della popolazione. Nonostante il pericolo della repressione violenta sia concreto, la gente sfida il gigante e continua a manifestare. Intervista a Steven Mosher, presidente del Population Research Institute e autore di The Bully of Asia.

    ENGLISH VERSION

    • UE

    Regno Unito, il Parlamento chiude con la Brexit in sospeso

    Fra le proteste e i canti tradizionali dei gallesi, il Parlamento britannico ieri è stato chiuso e riaprirà solo il 14 ottobre, con il discorso della regina. Tutto fa pensare ad un autogol di Boris Johnson, che aveva “blindato” il dibattito parlamentare per arrivare al 31 ottobre con una Brexit senza altri accordi con l’Ue. Ma non è detta l'ultima parola

    • TURCHIA

    Il piano di Erdogan per stroncare l'opposizione

    La certezza di non poter più sfruttare il voto democratico per rendere perpetua la propria dittatura, ha spinto il presidente turco ad anticipare la corsa alla rielezione, rendendo ancora più feroce la sua campagna contro l'opposizione laica e moderata, condotta in maniera congiunta attraverso il potere giudiziario e il ministero dell'Interno. 

    • GUERRA INFINITA

    Afghanistan, fine prematura del processo di pace

    Dopo gli ultimi attentati dei Talebani, che hanno provocato anche la morte di un militare americano, il presidente Donald Trump ha sospeso i negoziati con i Talebani. Il processo di pace pareva sul punto di prendere avvio: riconoscimento reciproco di governo afghano e Talebani in cambio del ritiro americano. Ora è tutto da rifare.

    • GUERRA IN UCRAINA

    Kiev, scambio di prigionieri per scongelare la pace

    Storico scambio di prigionieri fra la Russia e l’Ucraina, 70 persone, 35 per parte. Fra gli altri, anche i 24 marinai catturati dalla guardia costiera russa lo scorso novembre e il regista ucraino Oleg Semtsov, insignito del premio Sakharov. Ma fra i russi c'è anche l'ufficiale dei separatisti sospettato di aver abbattuto il volo Mh-17 nel 2014.

    • AVEVA 95 ANNI

    È morto Mugabe, il dittatore di cui non conviene parlare

    È deceduto ieri, nel suo esilio a Singapore, Robert Mugabe. Prima di essere destituito dall’esercito, ha guidato lo Zimbabwe per 37 anni, vivendo tra lussi e sfarzi vari. Ha fatto crollare la produzione agricola, impoverito un Paese prospero e sterminato migliaia di avversari. Ma dei danni suoi e del suo modello comunista, in Italia, non si parla. Perché all’ideologia non giova.

    • REGNO UNITO E UE

    Brexit, scacco al governo. Ma la partita non è finita

    Londra, scacco al premier. Se la settimana scorsa, nello sconcerto generale, il primo ministro conservatore Boris Johnson annunciava la sua mossa d’azzardo (sospendere il Parlamento), adesso è chiaro che ha incassato una prima sconfitta: maggioranza perduta, niente Brexit al 31 ottobre e niente elezioni anticipate.