• CINA

    Hong Kong: scontro brutale, il popolo è contro la polizia

    Un poliziotto ha sparato a bruciapelo ad un manifestante disarmato. L’enclave è al suo quinto mese di proteste. Intanto è scontro brutale fra filo-democratici e filo-regime. Un cinese pro-Pechino è stato dato alle fiamme. I cattolici pregano per lo studente Chow Tsz-lok morto lo scorso 8 novembre, il vescovo ausiliare Ha Chi-shing chiede di indagare. La polizia fa irruzione in una parrocchia.

    • CRISTIANOFOBIA A SANTIAGO

    In Cile saccheggiano le chiese...e la chiamano libertà

    Mentre il presidente Conferenza episcopale cilena “solidarizza” con la causa dei manifestanti cileni puntando l’indice contro il “malessere sociale” che provoca “rabbia”, a Santiago fanno rabbrividire le immagini di una chiesa saccheggiata. Nel silenzio dei media che raccontano la vulgata di una protesta pacifica per la libertà. 

    • IRAQ

    Soldati italiani feriti. Non si combatte ma i rischi restano

    Cinque soldati italiani sono rimasti feriti ieri sulla strada per Kirkuk a causa di un ordigno esplosivo improvvisato. Non è chiaro se gli italiani fossero l'obiettivo o l'incidente sia casuale. Ai 1.100 soldati italiani in Iraq è vietato partecipare ad azioni di combattimento, ma questo non elimina i rischi.

    • ELEZIONI

    In Spagna vince Vox. Non è il fantasma di Franco, ma la reazione al laicismo

    La Spagna ha votato per la quarta volta in quattro anni. I Socialisti di Sanchez perdono ancora terreno e non potranno formare un governo di minoranza. Perdono anche Ciudadanos (liberali) e Podemos (estrema sinistra), mentre crescono lievemente i Popolari. Ma l'unico partito veramente vincitore di queste elezioni è Vox, che raddoppia il numero dei suoi deputati. Descritto dai media come "estrema destra", è invece un partito ben ancorato sui valori non negoziabili che i Popolari stanno trascurando. Ed è fermamente opposto al secessionismo catalano. Quindi viene votato da sempre più spagnoli, nel nome dell'unità e dei valori non negoziabili di vita e famiglia. 

    • SVOLTA MILITARE

    Macron seppellisce la Nato e si intesta l'elmo europeo

    Il presidente francese ha dichiarato che "stiamo vivendo la morte cerebrale della Nato". Decisivo il paradosso turco e l'opportunità della solidarietà nel caso in cui la Siria dovesse attaccare Erdogan. Ma sul disimpegno dall'Alleanza soffia anche la volontà di intestarsi la guida di un "patto" tutto europeo. Che però non sarà facile da far digerire ai tedeschi. 

    • L'ANALISI

    Latinoamerica, le urne e il caos contro i partiti al potere

    Altro che rinascita della sinistra, quello in Latinoamerica è un voto di castigo contro i partiti al potere. Ne è convinto il politilogo argentino Daniel Zovatto. Che individua un unico comune denominatore degli ultimi risultati elettorali in Argentina, Bolivia, Colombia e Uruguay: tutti - seppur in forme diverse - contro il partito al potere. Ma questo fa aumenbtare il caos.
    -ARGENTINA, PRO LIFE IN SALITA di Germàn Masserdotti

    • DOPO IL VOTO

    Argentina, strada in salita pro life nel nuovo congresso

    La battaglia pro vida in Argentina dopo le elezioni: la Camera è in mano agli abortisti, Senato a maggioranza "celste" anche se molto fragile. 

    • INTERVISTA A STEFAN BIELANSKI

    Il 9 novembre di 30 anni fa il comunismo morì sotto le macerie del Muro

    1989, il 7 ottobre la Repubblica Democratica Tedesca, la Germania Est comunista, festeggiava il suo 40mo anniversario della fondazione. Un mese e due giorni dopo, il 9 novembre di 30 anni fa, la popolazione di Berlino Est iniziava a scavalcare impunemente il Muro di Berlino. Era l'inizio della fine, rapidissima, dei regimi comunisti dell'Europa centrale e orientale. Contrariamente alle tragedie dei decenni precedenti in Ungheria e Cecoslovacchia, fu una rivoluzione pacifica. Una quiete e una rapidità che restano un grande mistero della storia. Ne parliamo con Stefan Bielanski, storico e politologo professore presso l'Istituto di Politologia dell'Università Pedagogica di Cracovia.

    • FRANCIA

    Macron, gaffe sui migranti. E la Le Pen lo raggiunge

    Favorire l'immigrazione dall'Africa piuttosto che quella dall'Est Europa. La gaffe di Macron agita i governi bulgaro ed ucraino. Mai così in crisi l'Eliseo nel rapporto con la popolazione: pesa l'affaire immigrazione. Il 61% dei francesi teme l'Islam. E la destra di Marine Le Pen lo insidia: secondo i sondaggi sono ormai alla pari. 

    • LA CRISI

    La Francia profanata nel silenzio dei media europei

    È una Francia che non viene immortalata, quella delle ultime settimane. Ancora profanazioni, saccheggi e atti vandalici. Nel cimitero di Breuil a Cognac divelte croci e immagini religiose. La notte di Halloween un'ondata di violenza con incendi e veicoli dati a fuoco: oltre una dozzina gli episodi. E nelle banlieue parigine la rivolta contro le forze dell'ordine è all'ordine del giorno. 

    • BAGHDAD

    Iraq, la ribellione contro la corruzione (e contro l'Iran)

    Gli iracheni si ribellano, soprattutto a Baghdad e nel Sud sciita. Affrontano la violenza delle milizie: già 260 i morti. La protesta è contro la corruzione del governo, ma di fatto è rivolta contro l'Iran e la sua pesante ingerenza. La Chiesa è al fianco dei manifestanti. Mons. Sako chiede al governo di "ascoltare il grido legittimo" della protesta.

    • TERRORISMO

    Sconfitto in Siria, l'Isis passa al contrattacco in Africa

    Schiacciato da forze nemiche preponderanti in Medio Oriente, lo Stato Islamico ha rafforzato e ampliato le sue capacità insurrezionali e terroristiche in Africa, soprattutto in Libia e nel Sahel ma anche nell’Africa Nera, dal Congo al Mozambico. Uno scenario ampiamente previsto fin da dopo la caduta di Raqqa e Mosul.