Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
Sant’Agata a cura di Ermes Dovico
MINNESOTA

Da dove arrivano i fondi delle proteste anti-ICE e anti-Trump

Una pioggia di finanziamenti, da miliardari filantropi e contatti con la Cina: è questa l'origine delle manifestazioni, organizzatissime, contro l'ICE in Minnesota, contro Trump e pro-Pal. Nulla è spontaneo. 

Esteri 05_02_2026
Protesta anti-ICE in Minnesota (AP)

La solita sinistra miliardaria, con legami anche in Cina, paga i manifestanti per mettere a ferro e fuoco le città americane e organizzare l’insurrezione contro Trump, con la scusa di proteggere i migranti illegali. E chi finanzia e organizza i terroristi violenti in Italia?

Le proteste anti-ICE in Minnesota possono apparire alla stampa compiacente di sinistra come iniziative “popolari” organizzate da cittadini preoccupati, ma in realtà sono finanziate con ingenti somme di denaro da miliardari che non si capacitano della sconfitta dei Democratici lo scorso anno e non riconoscono la vittoria di Trump ed il voto democratico. Il New York Post e Breitbart, insieme a diverse organizzazioni professionali e think tank di investigatori, hanno dimostrato la vera natura delle violenze e proteste anti-democratiche in atto. Venerdì scorso, una marcia denominata “ICE Out” ha mobilitato circa 15mila attivisti e politici di sinistra a Minneapolis, con slogan come “ICE out now” (fuori l'ICE ora) e chiesto la fine delle operazioni federali di controllo dell'immigrazione nella città. In Italia gli sciommiottatori estremisti urlavano le stesse parole per presenza dell’ICE per la sicurezza delle autorità Usa alle Olimpiadi di invernali. 

Al di là delle belle narrative romantiche, la realtà è che anche stavolta le marce anti Trump si organizzano su forum radicali e app di messaggistica crittografata e sono sostenute da fondi creati da miliardari di sinistra radicale. Per il presidente del ‘think tank’ di indagini sociali e politiche Capital Reserch Center, Scott Walter, la rete di sostegno finanziario alle marce violente viena da «Neville Singham...ma non sono soli». Ci si riferisce al “People's Forum" e al “Party for Socialism and Liberation”, entrambi finanziati dall'ex dirigente di aziende di software cinesi Singham. Entrambi i gruppi hanno promosso le proteste “ICE Out”, insieme ad un altro gruppo chiamato “50501”,  attraverso i social media. Singham è diventato uno dei principali finanziatori delle reti di attivisti di sinistra, comprese le proteste in Minnesota e in altre città, tutte coordinate dalla sede della sua azienda a Shanghai.

Il Congresso si sta muovendo per verificare se il suo sostegno finanziario costituisca un'influenza straniera o una violazione del “Foreign Agents Registration Act”, verificando i legami tra la sua rete e gli sforzi di propaganda del Partito Comunista Cinese. Intanto la ”American Accountability Foundation”, ha individuato quasi due dozzine di accademici cinesi che lavorano in scuole e laboratori d'élite statunitensi «che hanno stretti legami con il settore della ricerca militare in Cina e/o dei chiari legami con il Partito Comunista Cinese, dovrebbero essere espulsi dagli Stati Uniti».

Al New York Post dei giorni scorsi, Ian Oxnevad, senior fellow per gli affari esteri presso la National Association of Scholars, ha rilasciato una illuminante dichiarazione:«Avete notato che non ci sono proteste pro-palestinesi e anti-ICE in corso contemporaneamente? Se fosse un fenomeno spontaneo, si vedrebbero più proteste contemporaneamente, ma non è così…non ci sono proteste di massa come questa contro ciò che sta accadendo in Iran...si tratta sempre di cause molto specifiche che sono essenzialmente anti-occidentali». La protesta di venerdì a Minneapolis si è svolta sotto l'egida della rete “50501”, che elenca sul suo sito web, tra i suoi “partner” senza scopo di lucro “Voices of Florida”, finanziata dalla Fondazione Ford, un'organizzazione pro-aborto “guidata da neri e queer” e l'ex PAC “Political Revolution” di Bernie Sanders. 

Altri importanti gruppi di attivisti di sinistra presenti in tutto il Minnesota dall'inizio delle massicce proteste, alla fine dello scorso anno includono: il network “Indivisible”, finanziato dalla “Open Society Foundation” di George Soros, il “Sunrise Movement” e “Unidos Minnesota”. Le dichiarazioni fiscali e altri documenti esaminati  la scorsa primavera dal New York Post già mostravano che dal 2016 il “Sunrise Movement” aveva ricevuto almeno 2 milioni di dollari dai finanziatori della cosiddetta rete “Arabella”, una rete progressista con sede a Washington, le cui donazioni in ‘nero’ hanno rimpinguato da sempre le casse dei Democratici e delle orgnanizzazioni pro aborto ed Lgbti. “Indivisible” ha ricevuto 107.000 dollari dalla rete “Arabella”, 6,5 milioni di dollari dal miliardario svizzero novantenne Hansjorg Wyss e 7,6 milioni di dollari dalla “Open Society Foundation”. II gruppo “50501”, abbreviazione di “Cinquanta stati, cinquanta proteste, un giorno”, è stata fondato subito dopo il secondo insediamento di Trump nel gennaio 2025. Si sa poco al riguardo, a parte il fatto che si dice sia organizzato da un misterioso utente anonimo di “Reddit” che si fa chiamare u/Evolved_Fungi. “50501” ha raccolto consensi sui social media grazie al suo piano di organizzare manifestazioni in tutta la nazione per “combattere il fascismo”, durante le sue prime tre settimane alla Casa Bianca. Si sa poco dell'account u/Evolved_Fungi leader e organizzatore di “50501”, compresa l'identità del proprietario e la sua nazionalità. La persona ha rilasciato una rara intervista a Newsweek nel febbraio 2025 vantandosi di avere una laurea in marketing e ingegneria e di amare la lettura di libri di psicologia.  Non solo pochi ragazzacci, intendiamoci, abbiamo a che fare con ben altro. È ora che anche in Italia, visto che conosciamo i danni della malapianta del terrorismo, si decida di intervenire con durezza e radicalità, a tutti i livelli e senza alcuna moderazione.