• SINISTRE AL POTERE

Nuovo attacco alla vita nella Spagna socialista

I quattro anni di governo di Pedro Sanchez hanno fatto della Spagna un “modello” di aggressione legislativa contro la vita, la libertà di educazione e la stessa Chiesa cattolica. L'ulteriore liberalizzazione dell'aborto, appena approvata, è solo l'ultimo atto di un’azione sistematica volta a sradicare ogni memoria e antropologia cristiana. «Tremendo» commentano i vescovi spagnoli. Che ne pensa mons. Paglia?

sanchez

Il governo del socialista Pedro Sanchez è in carica, di fatto, dal 2018 ad oggi, dopo la vittoria in due elezioni successive (giugno 2018 e aprile 2019) e la sua autorevolezza nel Partito Socialista Europeo è dimostrata dalla nomina di Josep Borrell (Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza) e da quella di Iratxe García Pérez (capogruppo socialista al Parlamento europeo). La coalizione di governo è un “insalata russa” dove secessionismo politico e populismo marxista sono cementati dal potere socialista.

In questi quattro anni, Sanchez ha imposto le peggiori normative del continente nei confronti della vita umana, della famiglia, della civiltà cristiana, della educazione e della memoria del paese: anticristianesimo allo stato puro.

Il governo Sanchez è erede naturale dell’aggressività “iconoclasta” impersonata da Zapatero che, dal 2004 al 2011, introdusse il divorzio sprint, liberalizzò l’aborto, promosse l’omosessualità e adozioni per coppie gay e impose un laicismo anti-cattolico. Più volte e con dovizia di particolari, La Bussola ha seguito le incivili decisioni prese dal Socialista Sanchez e dalla sua cricca al potere: un esempio concreto di quel che potrebbe accadere in Italia con la coalizione di centro sinistra al governo.

Sin dall’inizio Sanchez ha messo in chiaro la sua predilezione per l’ideologia LGBTI e ogni “diritto” sui temi di bioetica (utero in affitto) e della vita umana (aborto). Con l’entrata in pianta stabile di Podemos (l'altro partito si sinistra radicale) nell’esecutivo, in seguito all'accordo di governo del novembre 2019, l’azione devastatrice dei socialisti ha preso ulteriore slancio. Si è approfittato del Covid 19 per imporre divieti alle celebrazioni liturgiche cattoliche, vietandole sin dall’aprile del 2020, ma non alle celebrazioni per il Ramadan.

Nel giugno 2020 inizia l’assalto alla libertà di educazione e alle scuole paritarie, con scontri duri tra l’Esecutivo ed Associazioni di scuole, genitori e la stessa Chiesa Cattolica che rimane l’unica, nella “vecchia Europa”, capace di difendere con intelligenza i fedeli, la fede e la civiltà del proprio Paese. Contemporaneamente, nel giugno 2020, l’Osservatorio sulla libertà religiosa nel paese registra una impressionante crescita di atti vandalici e blasfemi contro chiese e simboli cristiani. Si delibera definitivamente nel marzo 2021 la legge sull'eutanasia, nonostante l’opposizione di Chiesa, Comitato di Bioetica, Ordini dei Medici e forze di minoranza in Parlamento.

Nei mesi successivi, a ridosso della ripresa scolastica dello scorso anno, le nuove linee guida educative e la riforma della Legge Celaà, tratteggiano il cuore della nuova dottrina: matematica “gender”, scoperta della “sessualità” da zero a 12 anni, ridotto sostegno all’insegnamento della religione cattolica e minaccia di azzeramento delle convenzioni per le scuole paritarie. In novembre l’esecutivo modifica le norme sulla fecondazione medicalmente assistita e le estende, gratuitamente, anche alle persone transessuali. Lo stesso mese si riducono le ore di insegnamento di religione cattolica, garantite da un’intesa tra Chiesa, Vaticano e Regno di Spagna.

La Chiesa protesta e Sanchez istituisce una Commissione di indagine parlamentare sugli abusi (1° febbraio 2022), ma solo quelli di chierici e sacerdoti! Avanti popolo! Sanchez fa approvare la prima legge europea contro la recita di preghiere fuori dalle cliniche abortive, ennesimo attacco alla libertà religiosa. Delle scorse settimane è la “Legge della Memoria Democratica” che impone una revisione del passato franchista e una rilettura rivoluzionaria e comunista della storia insegnata nelle scuole.

Il 27 giugno, con l’approvazione in Consiglio dei Ministri della “Legge Trans, inizia l’iter parlamentare di una norma che prevede: diritto all'autodeterminazione di genere e cambio sesso, anche per i migranti, a partire dai 12 anni. Intanto, in  questi giorni, si pubblicano i dati ad un anno dal entrata i vigore della eutanasia: 180 gli assassinati con l’eutanasia e, mentre si predispone l’indottrinamento di tutti gli studenti di ogni età attraverso l’“Agenda 2030” dell’ONU, il “Soviet spagnolo” ha deciso la completa riforma e sostituzione dei componenti del Comitato di Bioetica Nazionale, reo di essersi opposti alla ‘Legge eutanasia’.

Negli ultimi giorni, si è data  attuazione alla legge sul consenso nei rapporti sessuali (Ley Orgánica de Garantía Integral de la Libertad Sexual) nella quale, oltre alla presunzione di colpevolezza del maschio, si criminalizzano le pubblicità che appaiono “omofobiche o transfobiche”, educazione femminista nelle scuole ed università e ri-educazione  per giudici, polizia e militari.

Infine ieri, dopo l’annuncio di maggio, il Consiglio dei Ministri ha approvato la nuova legge di liberalizzazione dell’aborto, perché «le donne posano vivere meglio» e grazie alla quale: le donne tra i 16 e i 17 anni potranno interrompere volontariamente la gravidanza senza bisogno del consenso dei genitori (già previsto dalle norme di Zapatero nel 2010, poi modificate da Rajoy), sono aboliti i tre giorni di riflessione, è previsto il congedo dal lavoro obbligatorio, viene distribuita gratuitamente la pillola del giorno dopo (ora 20 euro) e garantita la copertura del servizio sanitario per quelle contraccettive. Inoltre è introdotta la schedatura dei medici obiettori di coscienza, ogni tipo di ospedale dovrà garantire il diritto all’aborto, si introducono il  congedo mestruale (pagato) e la riduzione Iva su assorbenti.

Rimane il divieto della maternità surrogata ma ora c’è l’obbligo di indottrinamento dell’educazione sessuale completa nelle principali fasi educative dei bambini, per insegnanti, agenti penitenziari e operatori pubblici. La Chiesa? «Veramente tragico e tremendo» in un Paese nel pieno della crisi demografica – così ha commentato il segretario dalla conferenza episcopale spagnola. Ma forse mons. Paglia non sarà dello stesso avviso...
 

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