• L'INTERVISTA

Così in Spagna il governo rosso perseguita i cattolici

«Chiese bruciate e un sistematico piano di cacciata della fede dalla vita pubblica: così il governo Podemos-Psoe sta trasformando la Spagna in luogo di martirio per i cattolici». La Nuova Bussola Quotidiana intervista Maria Garcia, presidente dell'Osservatorio sulla libertà religiosa. «La Chiesa non vuole scontrarsi, teme la chiusura delle scuole, ma l'accordo di governo tra Sanchez e Iglesias prevede modifiche alla libertà della Chiesa». I cattolici bersaglio di anarchici, comunisti, satanisti e attivisti di estrema sinistra. Denunciare? «Sì, ma con la Polizia che interrompe le Messe come possiamo sentirci tutelati?».

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«L’Europa è diventata una terra di martirio per i cristiani e la Spagna è uno degli avamposti di questa persecuzione crescente». Non si tratta – per ora – di piangere delle vite umane, ma il martirio ai cattolici è chiesto sotto forma di una testimonianza in termini di libertà di opinione sempre più limitata e incolumità degli edifici di culto messa a repentaglio. E la pandemia ha accresciuto queste limitazioni di libertà.

Quando l’Osservatorio per la libertà religiosa in Spagna ha documentato che i casi a danno dei cattolici sono aumentati anche solo rispetto al 2018, ci si è resi conto che l’allarme non è uno spauracchio ingiustificato, a maggior ragione adesso che al governo ci sono tre partiti, Podemos, Psoe e Izquierda Unida, che mostrano un atteggiamento di “laicismo belligerante” contro la Chiesa e i cattolici.

Maria Garcia presiede l’Osservatorio che da 14 anni documenta e sensibilizza su tutte le forme di persecuzione subite dai cattolici spagnoli e come prima cosa mette in guardia noi italiani, che un osservatorio non ce l’abbiamo neanche, ma di casi di libertà di culto limitata cominciamo a vederne diversi: «Sta accadendo anche a voi, le avvisaglie si sono viste con le Messe interrotte durante il lockdown».

Maria, lei parla di laicismo belligerante dei tre partiti di governo. Di che attacchi si parla?
Podemos, Psoe e Izquierda Unida si stanno rendendo responsabili di pericolosi attacchi verbali che fomentano facinorosi e violenti nelle strade.

Quali parole usano contro i cattolici?
Podemos è il partito che più attacca la libertà religiosa, è implicato in 19 casi, Psoe e IU in 14 casi.

Che tipo di attacchi sono?
La maggior parte è quello che definiamo “laicismo belligerante”, cioè tentare di limitare la religione nell’ambito pubblico, soffocare i simboli religiosi, tentare di spegnere il ruolo pubblico dei religiosi, limitare la libertà delle scuole. C’è un caso paradigmatico di un attivista di Podemos che si è recato in una scuola a tenere una conferenza.

Sì…
Ha brandito un crocifisso, lo ha rubato e si è fatto fotografare sui social con atteggiamenti offensivi.

Sono attacchi estemporanei o c’è una regia?
Una strategia ben chiara che è politica e anticattolica: tutto nasce con il pre-accordo di governo che ha sancito la nascita dell’alleanza di Podemos con il Psoe. Il partito di Iglesias (in foto) ha preteso dal presidente Sanchez di mettere nero su bianco un accordo in cui eliminare l’articolo del codice penale che protegge i sentimenti religiosi dagli attacchi.

E Sanchez gliel’ha accordato, pur di fare il governo che rischiava di non nascere?
Esatto. Storicamente il Psoe ha sempre portato avanti una politica che eliminasse gli accordi dello Stato con le confessioni religiose. Queste sono le cornici politiche dentro cui si sviluppa la persecuzione.

Siamo propensi a sentir parlare di cattolici perseguitati in Africa o in Medio Oriente, non in Europa…
Abituatevi a vedere la persecuzione anche qui. Qui in Spagna gli attacchi vandalici e politici alle chiese sono ormai all’ordine del giorno, già oggi si cerca di ostacolare al credente un pieno diritto di manifestare la fede nella vita pubblica. L’obiettivo principale di queste politiche è quello di arrivare alla persecuzione per via soft, facendo sì che la religione sparisca dall’ambito pubblico.

Il vostro Osservatorio nasce per denunciare tutto questo?
Non siamo gli unici in Europa, in Francia c’è una realtà simile e in anche a livello europeo c’è un osservatorio che registra i casi di tutto il Vecchio Continente.

Che cosa dice la Chiesa di questa lotta contro la religione?
La Chiesa come gerarchia ecclesiastica non vuole scontrarsi faccia a faccia con lo Stato, perché teme che le scuole cattoliche vengano chiuse e che il Governo faccia pagare alle realtà assistenziali cattoliche la tassa sugli immobili (IBI). In realtà sarebbe una discriminazione perché già oggi le associazioni che svolgono attività socialmente rilevanti, compresi sindacati e partiti, non la pagano. Sarebbe una discriminazione se devesse pagarla solo la Chiesa, ma i vescovi cercano di negoziare.

I dati si riferiscono al 2019, ma che cosa pensate accadrà con i numeri del 2020, dopo il lockdown?
Ci aspettiamo un incremento ulteriore. Durante lo stato di allarme la persecuzione è proseguita in crescendo.

Il decreto che regolava la quarantena in Fase 1 però non ha proibito le Messe…
Vero, il culto pubblico è stato permesso (a differenza che in Italia ndr), ma pochissimi vescovi hanno aderito favorevolmente (come ad esempio il vescovo di Alcalà, ndr).

Dove sta dunque il problema?
Che il fedele non era autorizzato a uscire di casa per nessun motivo, men che meno per andare a Messa. Hanno limitato la libertà di culto senza apertamente proibirlo. Così in tanti sono stati multati. Una contraddizione gravissima.

Avete protestato?
Abbiamo chiesto spiegazioni al Ministero degli Interni Fernando Grande-Marlaska…

Che cosa ha detto?
Ha giustificato la contraddizione.

Nel frattempo, però, abbiamo visto le forze dell’ordine interrompere le Messe con una sistematicità più violenta che in Italia.
La maggior parte dei vescovi non ha acconsentito al culto pubblico, così i pochi che lo hanno permesso sono finiti nella morsa della polizia che ha fatto irruzione durante la Messa: Granada, Madrid, Alcalà, ma la cosa più grave è accaduta a Siviglia.

Che cosa?
Non era un parrocchia, ma una casa religiosa, un prete stava celebrando quando la polizia è entrata è ha bloccato tutto. C’era stata una soffiata di un vicino. La domenica del Corpus Christi (Corpus Domini ndr) ci è stato impedito di scendere in strada con le processioni che in Spagna sono molto belle e colorate (in Italia è stato dato il permesso, ma fuori tempo massimo per organizzare e con limitazioni assurde ndr). Anche qui un’altra contraddizione e discriminazione: i concerti con limitazioni di gente si possono celebrare.  

Quali sono i partiti che invece difendono la Libertas ecclesiae?
Il PP (partito popolare ndr) e Vox.

Che cosa si può fare a livello europeo?
Abbiamo provato a coinvolgere i politici facendo conoscere il Report e anche l’OCSE che lavora sui delitti di odio. Siamo in collegamento con il Dipartimento di Stato negli Usa che utilizza i nostri rapporti e ci consulta per far conoscere la situazione.

Si può dire che la situazione è peggiorata negli ultimi anni?
Sì, gli attacchi alle chiese si sono moltiplicati per sette.

Chi sono gli autori?
Gruppi anarchici, comunisti, satanisti.

E i partiti di governo soffiano sul fuoco?
Sì, ogni 8 marzo un gruppo femminista attacca le chiesa durante manifestazioni promossa dai partiti di Sinistra. Urlano “andiamo a bruciare la conferenza episcopale”. Abbiamo denunciato tutti. In aprile abbiamo visto un caso paradigmatico di un assalto di gruppi Lgbt al vescovo Reig Pla in chiesa.

Se avete denunciato la polizia sta indagando…
C’è una commissione che dipende dal Ministero degli Interni. Sta indagando anche per gli attacchi durante la Settimana Santa.

Vi sentite tutelati dalle forze dell’ordine?
Si tratta della stessa polizia – locale o nazionale - che durante lo Stato di allarme ha interrotto le Messe. Dipende da quello che chiede il Governo di volta in volta. Lei si sentirebbe tutelato?

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