Schegge di vangelo a cura di don Stefano Bimbi
San Bonaventura a cura di Ermes Dovico

Economia


Se la guerra in Ucraina causa una nuova primavera araba
EFFETTI COLLATERALI

Se la guerra in Ucraina causa una nuova primavera araba

La guerra in Ucraina priva gran parte del Medio Oriente e del Nord Africa del principale granaio. Paesi che dipendono, in larga misura, dai raccolti in Russia e Ucraina, ora contano i mesi che restano per le loro scorte di pane. E temono lo scoppio di una nuova primavera araba. 

- ISRAELE TRA PACE E ATTENTATI di Stefano Magni


Lo statalismo climatico entra nella Costituzione
MINACCIA ALLA LIBERTÀ

Lo statalismo climatico entra nella Costituzione

L’8 febbraio 2022, la Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge di riforma costituzionale che introduce importanti modifiche agli articoli 9 e 41 della nostra Carta fondamentale. L’ingresso dell’ideologia verde al livello più alto della legislazione italiana iscrive un’ipoteca molto pericolosa per il nostro futuro.

- TRANSIZIONE VERDE di Ernesto Pedrocchi


L'inconsistenza del bio messa a nudo dall'Ucraina
CONSEGUENZE DEL CONFLITTO

L'inconsistenza del bio messa a nudo dall'Ucraina

Fra i tanti settori colpiti dall'invasione russa dell'Ucraina vi è il mercato globale dei cereali e dei semi oleosi. Come risponderà l'Ue a questo nuovo imprevisto? Le linee guida dei padri fondatori, che miravano all'autosufficienza, sono state dimenticate. Ora il biologico fa la parte del leone. Ciò vuol dire dipendere maggiormente dall'import.


La guerra pesa sulle bollette. Urge diversificare le fonti
INTERVISTA/ANDREA GIURICIN

La guerra pesa sulle bollette. Urge diversificare le fonti

Quanto dipendiamo dal gas? Quanto dipendiamo dal gas russo in particolare? E quanto sarebbe possibile renderci energeticamente indipendenti dalla Russia? Ne parliamo con Andrea Giuricin, economista, docente presso l’Università di Milano Bicocca di Economia dei Trasporti. Occorre diversificare le fonti: non è impossibile. 


Il costo della guerra che l'Ue ci sta facendo pagare
DANNI COLLATERALI

Il costo della guerra che l'Ue ci sta facendo pagare

I prezzi erano già alle stelle ed ora ci si mette la guerra. Le sanzioni che l'Europa ha messo in campo contro la Russia come risposta alla guerra in Ucraina, ci costano care. In settori in cui le politiche ecologiste avevano fatto lievitare le bollette. Aiutare il popolo ucraino non deve tradursi in scelte auto-lesioniste per gli europei. 


Caro bollette, effetto di una strategia energetica suicida
TRANSIZIONE VERDE E DIPENDENZE

Caro bollette, effetto di una strategia energetica suicida

Ieri sera, dalle 20 alle 21, circa 8mila comuni italiani hanno spento le luci sulle loro sedi amministrative e su alcuni dei monumenti principali. Lo hanno fatto per protestare contro il caro bollette. Il governo prova a metterci una pezza, con sgravi e sussidi. Ma è la strategia energetica che lascia a desiderare.


La ripresa che non c'è. Ma Draghi resta saldo al potere
CRISI ECONOMICA

La ripresa che non c'è. Ma Draghi resta saldo al potere

I segnali della crisi economica sono molto gravi, con l'inflazione più alta dagli anni Ottanta, l'impennata dei costi dell'energia e le industrie che cessano l'attività per l'aumento delle spese. In altri tempi sarebbe caduto il governo. Al contrario, l'esecutivo Draghi regge bene, perché i partiti sono troppo lacerati al loro interno. 


Le banche centrali ce l'hanno fatta. È arrivata l'inflazione
IL PREZZO DI TEORIE SBAGLIATE

Le banche centrali ce l'hanno fatta. È arrivata l'inflazione

A forza di iniettare fiumi di liquidità creata dal nulla, è esplosa l’inflazione, la “medicina” che le Banche centrali stanno somministrando per abbattere il valore reale dei debiti fuori controllo. Il conto lo paga la classe media e medio-bassa, dai piccoli risparmiatori ai titolari di redditi fissi: salari, stipendi e pensioni. Il “socialismo finanziario” fa un ulteriore passo in avanti.

- LA RIPRESA CHE NON C'È di Ruben Razzante


La compagnia aerea: Ita, così giovane e già così in perdita
DOPO ALITALIA

La compagnia aerea: Ita, così giovane e già così in perdita

Ita è la nuova compagnia di bandiera dopo la fine di Alitalia. In due mesi e mezzo di vita ha perso 170 milioni di euro, più di 2 milioni al giorno. La quarta ondata di Covid ha quasi del tutto fermato i viaggi e il carburante è rincarato. I vertici dell'azienda ostentano ancora ottimismo, ma temono una class action degli ex dipendenti Alitalia.


Ma quale ripresa? È un lockdown mascherato
ECONOMIA IN GINOCCHIO

Ma quale ripresa? È un lockdown mascherato

Esercizi commerciali aperti, ma vuoti. Sono gli effetti del terrorismo psicologico alimentato dai media, delle assurde regole su green pass, conteggio dei casi, quarantene, autosorveglianze. Siamo a un lockdown di fatto, come denunciano Confesercenti e le altre associazioni di categoria.


Omicron è meno pericolosa? Intanto ha atterrato il Natale
COVID E TURISMO

Omicron è meno pericolosa? Intanto ha atterrato il Natale

Omicron è una variante che, dai suoi stessi scopritori in Sudafrica, viene considerata più contagiosa, ma meno pericolosa rispetto alle precedenti. Ma la paura di Omicron sta provocando, sotto Natale, danni immensi al turismo. 


Dopo la crisi pandemica, arriva il "socialismo benevolo". E non va tutto bene
COVID E POTERE

Dopo la crisi pandemica, arriva il "socialismo benevolo". E non va tutto bene

I media italiani evidenziano con toni compiaciuti e adulatori la forte ripresa economica in atto nel nostro Paese. Ma non va tutto bene. Il settore turistico, alberghiero e, in generale, il mondo delle piccole e medie imprese e delle partite IVA sta attraversando ancora una fase di grande affanno. I conti pubblici sono ancor meno in equilibrio, con l'esplosione del debito pubblico. E per la ricostruzione? I piani europeo e italiano prevedono una fase di ripresa diretta dalla politica, con criteri dirigisti e paternalisti.

- NON CI SONO SOLDI PER CURARSI di Riccardo Cascioli