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GUERRA ECONOMICA

Grano ucraino, accordo saltato. Ma gli ottimi raccolti compenseranno

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Il 17 luglio, la Russia si è ritirata unilateralmente dall'accordo per l'esportazione del grano nel Mar Nero. Che è diventato zona di guerra. Le analisi sull'impatto futuro alimentare, comunque, non sono così pessimistiche. 

Economia 25_07_2023
Silos del grano nel porto di Odessa

In un suo recentissimo report (Importance of Ukraine and Russian federation for global agricultural production and risk associated with the war), la FAO evidenzia che la Federazione Russa e l'Ucraina sono tra i più importanti produttori agricoli del mondo e rivestono un ruolo primario sui mercati mondiali di prodotti agricoli e alimentari. Più specificamente tra il 2017/18 e il 2021/22 i due Paesi hanno garantito l'8,8% della produzione globale di orzo, frumento e mais, con la Federazione Russa che ha rappresentato il 5,4% e l'Ucraina il 3,4%. Rilevantissimo è inoltre il contributo dei due paesi alla produzione globale di semi oleosi che si manifesta soprattutto con riferimento al girasole, che vede i due paesi responsabili di oltre il 50% della produzione mondiale. Il report FAO evidenzia inoltre che la Federazione Russa è uno dei principali esportatori mondiali di fertilizzanti, mezzi tecnici indispensabili per garantire elevate rese delle colture a livello mondiale. A tale riguardo si deve considerare che il mercato mondiale dei fertilizzanti annovera un piccolo numero di paesi esportatori, il che lo rende particolarmente vulnerabile a shock di varia origine quali quelli legati al costo dell’energia o alle limitazioni al commercio.

L’invasione da parte dalla Russia, iniziata il 24 febbraio 2022, ha determinato il blocco delle esportazioni marittime di grano da parte dell’Ucraina, intrappolando secondo al BBC circa 20 milioni di tonnellate di grano destinato all'esportazione. Ciò ha causato un aumento dei prezzi alimentari mondiali e ha minacciato di creare carenze nei paesi del Medio Oriente e dell'Africa che importavano quantità significative di prodotti agricoli ucraini. Per ovviare a tale problema il 21 luglio 2022 è stato attivato l’accordo sul grano tra Russia e Ucraina, raggiunto sotto l’egida delle Nazioni Unite e grazie alla mediazione della Turchia. Tale accordo ha permesso alle navi mercantili di navigare lungo un corridoio marittimo nel Mar Nero aperto in data 1 agosto 2022. Tale corridoio è lungo 310 miglia nautiche e largo tre miglia nautiche ed interessa i porti ucraini di Odessa, Chornomorsk e Yuzhny/Pivdennyi. L’accordo ha consentito inoltre alla marina russa di controllare le navi nello stretto del Bosforo, all'ingresso del Mar Nero, al fine di  verificare l’assenza di armi destinate all’Ucraina.

L’accordo sul grano è da considerare un esempio positivo di gestione da parte della comunità internazionale di una situazione potenzialmente critica per la sicurezza alimentare globale. Infatti secondo la FAO esso ha permesso di spedire 33 milioni di tonnellate di grano dall'Ucraina e, di conseguenza, di far diminuire del 20% circa i prezzi mondiali dei prodotti alimentari. Al contempo la Russia ha potuto esportare prodotti agricoli e fertilizzanti senza subire sanzioni. Inoltre secondo il Centro di coordinamento congiunto delle Nazioni Unite, il 43% dei prodotti alimentari esportati dall'Ucraina nel quadro dell’accordo sul grano è andato ai Paesi sviluppati (con maggiori beneficiari  Cina, Spagna, Turchia e Italia) mentre il restante 57% è andato ai paesi in via di sviluppo. Inoltre  725mila tonnellate sono state inviate come aiuto umanitario a Afghanistan, Gibuti, Etiopia, Kenya, Somalia, Sudan e Yemen nell’ambito del Programma alimentare mondiale.

Il 17 luglio scorso, alla scadenza naturale dell’accordo sul grano, la Russia ha deciso di sospenderlo unilateralmente. Quando le Nazioni Unite mediarono l'accordo, avrebbero promesso di aiutare la Russia ad aumentare le sue esportazioni di cereali e fertilizzanti, il che non si sarebbe verificato in quanto - pur in assenza di sanzioni dei Paesi occidentali sui prodotti agricoli russi - le restrizioni in atto avrebbero dissuaso compagnie di navigazione, banche internazionali e assicuratori dal trattare con i russi.

La Russia aveva chiesto che la sua banca agricola statale, Rosselkhozbank, fosse riconnessa al sistema di pagamento veloce Swift, da cui le banche russe furono escluse nel giugno 2022. Le Nazioni Unite hanno suggerito alla Russia di istituire una filiale della banca a cui si sarebbe consentito di utilizzare Swift, ma la Russia ha rifiutato il piano ed ha rifiutato anche altri schemi proposti, come la gestione dei pagamenti per prodotti agricoli e fertilizzanti tramite la banca statunitense JPMorgan Chase o tramite l'African Export-Import Bank.

I prodotti esportati dall’Ucraina sarebbero andati soprattutto ai paesi ricchi anziché a quelli poveri. La Russia ha anche affermato che l'accordo sarà riattivato se e quando le problematiche da essa evidenziate saranno superate.

Sospeso l’accordo, la Russia ha anzitutto lanciato una serie di attacchi aerei contro i porti dell'Ucraina che secondo la BBC avrebbero provocato la distruzione di 60mila tonnellate di grano. La Russia ha inoltre dichiarato che tratterà tutte le navi dirette in Ucraina come potenziali vettori di forniture militari. Il governo ucraino ha dal canto suo risposto affermando che il Mar Nero è da considerare "zona di pericolo" per le navi dirette ai porti controllati dalla Russia. Con entrambe le parti in conflitto che minacciano di prendere di mira il naviglio civile, le prospettive per gli armatori stranieri che operano nell’area si sono improvvisamente fatte molto difficili, il che non potrà non avere ripercussioni sul commercio mondiale di prodotti agricoli e fertilizzanti.

Della mutata prospettiva hanno immediatamente risentito i mercati che hanno reagito con aumenti del prezzo di grano, mais e soia sui mercati all'ingrosso europei e statunitensi. 

È utile a questo punto citare l’analisi del quotidiano francese Le Monde pubblicata il 17 luglio scorso e fondata su interviste a vari operatori del settore granario, settore che in Francia riveste un particolare importanza essendo quel paese il maggior produttore ed esportatore europeo di grano tenero.

Secondo Le Monde la sospensione dell’accordo sul grano è senza dubbio motivo di preoccupazione nel medio termine, ma potrebbe avere un impatto limitato nell'immediato poiché la situazione è molto diversa da quella che si ebbe all’inizio dell’invasione russa, allorché le esportazioni ucraine di prodotti agricoli attraverso il Mar Nero furono interrotte. A quel tempo infatti l'Ucraina era il principale esportatore mondiale di olio di girasole e il quarto maggior esportatore di grano e mais. L'apertura del corridoio marittimo in data 1 agosto 2022 ha pertanto portato sollievo ai Paesi importatori, in particolare del Mediterraneo e dell'Africa, facendo scendere i prezzi mondiali, che a maggio avevano raggiunto livelli senza precedenti.

L’ultimo rapporto dell’USDA (Dipartimento per l’Agricoltura degli USA) indica invece che l'Ucraina ha visto la sua produzione di grano quasi dimezzata per motivi bellici, con previsioni produttive di 25 milioni di tonnellate di mais e 17,5 milioni di tonnellate di grano per il 2023-2024 rispetto ai 42 milioni di tonnellate di mais e 33 milioni di tonnellate di grano nel 2021-2022. Nel 2023-2024, si prevede che l’Ucraina esporteà 6 milioni di tonnellate di grano in meno e 10 milioni di tonnellate di mais in meno rispetto alla stagione precedente. La situazione è dunque meno tesa da un lato per la minor quantità di prodotto da esportare e dall’altro perché l'emisfero nord è nel pieno del raccolto, per cui le eventuali carenze emergeranno solo alla fine del raccolto stesso. Sempre Le Monde segnala che alcuni analisti hanno evidenziato che negli ultimi mesi l’accordo sul grano stava già procedendo a rilento per effetto del collo di bottiglia del Bosforo, teatro di frequenti ispezioni russe alle navi che utilizzavano il corridoio.

Si noti infine che un alleggerimento del quadro delle esportazioni dei prodotti agricoli ucraini potrebbe venire dai corridoi terrestri e fluviali che l'Unione Europea ha istituito ancor prima dell’accodo sul grano per facilitare le esportazioni di prodotti agricoli ucraini verso l’Europa. Al riguardo si stima che oggi il 40-50% delle esportazioni ucraine passi attraverso tali corridoi che coinvolgono in primis la Polonia e la Romania. Occorre peraltro considerare che l’eventuale potenziamento di tali corridoi non è perseguibile nel breve termine.

La situazione che si sta determinando nel Mar Nero è potenzialmente critica per la sicurezza alimentare globale. Da una tale prospettiva paiono in ogni caso allontanarci le ottime rese globali di frumento, riso e mais stimate per la  campagna in corso (2022-23) e previste per quella 2023-24. Al riguardo segnaliamo ad esempio il raccolto record di mais che si è di recente registrato in Brasile e l’ottimo raccolto che si sta prospettando per il frumento in Russia.

Saggezza e umanità esigerebbero che si lanciasse una mediazione su basi condivise dei due belligeranti, il che pare ancor oggi di là dal concretizzarsi. Ricordiamo fra l’altro che la seconda estate di guerra volge ormai al termine e che con il ritorno del freddo la situazione per le popolazioni civili coinvolte nelle operazioni militari tornerà a farsi critica ponendo problemi di sicurezza alimentare e non solo.