Fine vita alla veneta, è il suicidio del Centrodestra
Una Lega sempre più radicale con Zaia apre le porte alla legge regionale sul suicidio assistito. Il Veneto è la prima regione guidata dal Centrodestra a dotarsi di una norma, che rischia l'incostituzionalità e che viola la dignità umana. Il Patriarca Moraglia amareggiato: «Deriva difficilmente controllabile».
Sul fine vita Zaia ripete l'equivoco dell'autodeterminazione
Libertà e dignità senza fondamento nelle parole dell'ex governatore veneto sul suicidio assistito, in nome di una concezione che proclama la sovranità dell’io ma riduce a una cosa di cui disporre proprio quell'essere personale senza il quale non vi è scelta né volontà.
Canada, un’attrice per sdoganare l’eutanasia per malati mentali
Claire Brosseau, attrice di 49 anni con un disturbo bipolare, fa ricorso in tribunale per avere accesso al suicidio assistito. Al suo fianco la lobby Dying with dignity. Il solito caso “compassionevole” per far avanzare la cultura della morte. Un richiamo anche per l’Italia.
Suicida dopo la morte del figlio, il piano inclinato dell’eutanasia
Wendy Duffy, inglese di 56 anni, è morta per suicidio assistito in Svizzera. Una scelta nata dopo aver perso il figlio in un incidente e che desta sconcerto: ma se si accetta il criterio, sbagliato, che sia lecito uccidersi, il resto è una conseguenza. Ma c'è una via d'uscita.
Cappato archiviato, eutanasia in nome della qualità della vita
Nessun processo per l'attivista radicale che aveva accompagnato due malati a morire in Svizzera. Per il Gip non si tratta di riconoscere il diritto alla morte ma a una «morte dignitosa». Ed è questo il nodo: la dignità dell'esistenza ormai prevale sulla dignità della persona, fino a sopprimerla.
Appuntamento con la morte, il libro che svela l’inganno dell’eutanasia
Perché l’eutanasia è moralmente illecita? Qual è il retto significato di libertà e dignità della persona? Sofferenza inutile vs sofferenza salvifica. Gli errori della legge 219/2017. Intervista a Tommaso Scandroglio, autore di Appuntamento con la morte e Le armi del nemico.
Suicidio, la Consulta mutila la legge toscana e fa un assist al Parlamento
La Corte Costituzionale non annulla integralmente la legge regionale della Toscana sul suicidio assistito, ma ne boccia diverse parti salvando solo quelle «a carattere meramente organizzativo e procedurale». Il piano inclinato resta, ma dalla sentenza emergono due conferme: non occorre una norma procedurale statale e il Parlamento può modificare i principi stabiliti dalla Consulta stessa.
Suicidio assistito, “cercasi neurologo”: la Lombardia accelera
La sanità regionale lombarda cerca un neurologo esterno per valutare richieste di suicidio assistitio. Ma manca completamente il perimetro normativo, in assenza di una legge. E i contorni del "casting" sono fumosi, tanto che alcuni consiglieri regionali hanno già chiesto spiegazioni. Uno strappo e un'accelerata di Fontana e Bertolaso?
- Kessler, gemellaggio con la morte di Tommaso Scandroglio
Eutanasia = meno cure, la deriva del Canada è un monito per l’Italia
La legalizzazione di eutanasia e suicidio assistito ha portato in pochi anni il Canada a negare cure che prima forniva, costringere medici pro vita a cambiare lavoro, colpendo in primis i pazienti più vulnerabili e poveri. Una deriva che dovrebbe far riflettere la classe politica di casa nostra.
La Sardegna vara la legge sul suicidio, una provocazione politica
Dopo la Toscana, un’altra regione guidata dal centrosinistra ha approvato la sua legge sul suicidio assistito. Che però è incostituzionale, per difetto di competenza, e intempestiva, visto il Ddl all’esame del Parlamento. Pd e 5 Stelle lo sanno, ma usano il fine vita come provocazione politica e culturale.
"Regolare" il fine vita, l'illusione che accelera la deriva
Una norma più o meno permissiva non fa che sancire la legalizzazione della morte. Ecco perché i cattolici che vorrebbero "frenarla" con una legge finiranno per istituzionalizzarla.
Il “male minore” non trasforma in bene il voto sul fine vita
Cos’hanno in comune la proposta di legge Un cuore che batte e il ddl sul suicidio assistito? Nulla: la prima mira a limitare un danno voluto da altri, il secondo invece il danno lo permette, anche se vuole impedirne uno maggiore. Ma l’ingiustizia resta.












