• IL CASO

    Mario e Speranza, il ministro che aiuta a morire

    Speranza ha risposto in meno di 24 ore alla lettera aperta del tetraplegico “Mario”, che invoca il suicidio assistito. Una solerzia che il ministro della Salute non ha avuto con i medici proponenti le cure domiciliari anti-Covid. La “libertà” che Speranza difende è solo quella in linea con l’autoritarismo governativo, come mostrano tutte le restrizioni (infondate) verso i non vaccinati.

    • RICOMINCIA L'ITER

    Vogliono il suicidio assistito "naturale" come un infarto

    Approvato dalle Commissioni Giustizia e Affari sociali il testo base della proposta di legge sul suicidio assistito che recepisce in toto le condizioni indicate dalla Consulta. Nei fatti renderà l'aiuto al suicidio come una mera formalità. Il ricorso al sostegno psicologico diventa eventuale, si allarga la platea degli aspiranti suicidi anche ai cardiopatici e ai malati oncologici perché estende i trattamenti di sostegno vitale a farmaci e terapie. E l'articolo 5, addirittura, classifica il decesso non come suicidio, bensì come morte incorsa per cause naturali. Come un infarto. Con queste premesse siamo a un passo dall'approvazione dell'iniezione letale. 

    • Irlanda

    Vescovo contro l’eutanasia. Twitter lo censura

    Prosegue il suo iter al parlamento irlandese la proposta di legge “Morire con dignità”, che mira a legalizzare l’eutanasia. Molto critica la Conferenza episcopale e in particolare il vescovo Kevin Doran, che si è visto censurare un tweet contro il suicidio assistito con la “motivazione” che violerebbe le regole… contro il suicidio. In realtà, è la visione cristiana che si combatte.

    • BOMBE VATICANE

    Giuda e l'Inferno, Paglia scomunica anche Gesù

    Hanno fatto rumore le ultime esternazioni di monsignor Paglia, che ha definito “eretico” chi crede che Giuda sia all’Inferno. Ma i Vangeli, nonché molti santi e papi lo smentiscono. E anche sull’assistenza religiosa a chi si ostina al suicidio assistito le parole del vescovo contraddicono il Magistero.
    - E PER VATICAN NEWS LA VERGINE DI GUADALUPE È UNA LEGGENDA, di Giuliano Guzzo

    • NUOVO RAPPORTO

    I “paletti” per l’eutanasia? Bugia per l’autodistruzione

    Un’indagine del National Council on Disability dimostra che la morte di Stato non introduce la libertà di scelta ma spinge i malati a uccidersi, facendoli sentire un peso e non offrendo loro opzioni di vita. È una contagiosa mentalità mortifera (con cui fa i conti anche l’Italia), figlia di un razionalismo materialista che non riconosce l’infinito e disprezza il limite.

    • LEGGE ED ETICA

    Giudici cattolici nella Consulta, c'è un problema

    Da quanto riportato da alcuni organi di informazione, la sentenza della Corte Costituzionale che ha legittimato il suicidio assistito, sarebbe stata decisa all'unanimità. Compresi, quindi, i giudici cattolici, che non possono essere considerati al di sopra dell'etica naturale e dell'etica cattolica. Sarebbe il caso che i vescovi chiarissero che certi giudizi riguardano anche i giudici, non solo i politici.

    • VERSO IL SUICIDIO ASSISTITO

    Cattolici ed eutanasia, uno strano incontro

    L'11 settembre si riuniranno a Roma molte associazioni cattoliche, insieme al presidente della CEI, per decidere cosa fare contro la legalizzazione del suicidio assistito. Strano davvero: molte di queste associazioni sostengono con forza l'attuale maggioranza di governo. Si lavora perché al governo vadano forze pro-eutanasia e poi ci si riunisce per stabilire cosa fare per impedire che venga approvata una legge sull’eutanasia.

    • L’ANALISI

    Suicidio assistito, Comitato di Bioetica non ha detto "sì"

    Dopo il parere approvato il 18 luglio, alcuni media hanno diffuso la notizia che il CNB fosse a favore del suicidio assistito, ma non è così, come l’organo ha chiarito in una nota. Anzi, è proprio spaccato a metà. Come si sono espressi i cattolici nei temi oggetto del parere? Sostanzialmente in modo positivo e uniti, ma con qualche ombra: come quando si accetta che nelle leggi lo Stato privilegi il fatto che siano condivise piuttosto che siano giuste. E poi la “scelta consapevole” del paziente non giustifica sul piano morale la rinuncia a cure proporzionate e salvavita, che dovrebbero essere fornite comunque, anche contro la sua volontà, in ragione del suo bene.

    • SUICIDIO ASSISTITO

    Il caso Noa ci dice che abbiamo tollerato troppo

    Se ci sforziamo di non nascondere la realtà, la morte di Noa è l’ulteriore tassello che prefigura questo torbido futuro: il male democraticamente celebrato, contemplato per legge, pianificato, come si pianifica la soddisfazione di un diritto.
    - LA SOFFERENZA CHIEDE UN SENSO, di Roberto Marchesini

    • EUTANASIA

    Dal Belgio al Canada, come si precipita verso il baratro

    In Belgio molti neonatologi chiedono di poter praticare attivamente l’eutanasia (con l’iniezione letale) sui neonati. In Olanda la si può chiedere anche per i normali acciacchi dovuti all’età e in Australia si pensa già a limitare l’obiezione di coscienza. E poi c’è il Regno Unito dei piccoli Alfie, Charlie e Isaiah, a ricordare che la mentalità eutanasica si sta diffondendo rapidamente, con tutto il suo carico di morte e disperazione.

    • DOPO LA SENTENZA FABO

    Fine vita, la "sfida" alla Consulta stimolo per i pro life

    La sentenza della Consulta sul caso Cappato può dare l’impressione di chiudere definitivamente i pro-life in un vicolo cieco. Ma apre anche un nuovo e più chiaro orizzonte di impegno contro l’eutanasia. Si sfidi in Parlamento la Corte nel rivedere la legge sulle DAT restringendo, e non allargando le possibilità eutanasiche. Bisogna mettere le basi per un grande movimento nazionale di modifica costituzionale per blindare il diritto secondo giustizia e arrestare il piano inclinato. Appunti per i politici pro life. 
    -RILANCIARE LA DOTTRINA SOCIALE. IL CORSO DELLA BUSSOLA

    • SE L'EUTANASIA È LEGALE

    «Mi offrono "morte assistita" ma non l'assistenza a vivere»

    Foley, canadese affetto da patologia neurodegenerativa, ha denunciato il sistema sanitario che gli ha offerto come soluzione l’eutanasia: quando Foley ha rifiutato le cose si sono complicate, dimostrando che se la morte diventa diritto chi soffre si trova non solo a dover combattere la malattia ma anche un sistema che non riconosce più il valore assoluto di ogni vita.