• PAKISTAN

    C'è un giudice a Lahore. Asia Bibi, per ora, non morirà

    Come si sperava alla vigilia, la Corte Suprema del Pakistan ha compiuto ieri un primo passo importante in favore di Asia Bibi, la donna cristiana da sei anni in carcere con una condanna a morte che pende sul suo capo perché accusata di blasfemia. La Corte ha ritenuto degno di essere esaminato il ricorso presentato dalla difesa di Asia Bibi, che chiede l'assoluzione.

    • PAKISTAN

    Un giudizio definitivo per Asia Bibi

    Pakistan, Asia Bibi è giunta al terzo e supremo grado di giudizio. Condannata a morte per blasfemia, questa donna quaratatreenne cristiana rischia ora che la sentenza sia confermata anche dalla Corte Suprema. Vi sono buone speranze che venga assolta. Anche in caso di assoluzione, però, la sua vita in Pakistan è compromessa.

    • BOLIVIA/3

    Il Crocifisso comunista è solo "ignoranza" di Morales

    E' l'immagine che ha fatto più notizia nella visita di Papa Francesco alla Bolivia: il crocifisso fatto a falce e martello, donato dal presidente Morales al Pontefice. "Una contraddizione in tutti i sensi. La falce e martello rappresenta un regime sanguinario e violento. Scolpirci Gesù, che è morto per le nostre ingiustizie, non ha alcun senso", commenta il vescovo Roberto Luckert Leon.

    • ISLAMIZZAZIONE

    La tragedia silenziosa dell'Indonesia

    L'Indonesia, balzata ancora agli onori della cronaca per un tragico incidente aereo, è un paese da 250 milioni di abitanti in fase di rapidissima islamizzazione. La Corte Suprema ha appena legittimato, di fatto, i matrimoni forzati con minorenni. E nella provincia di Aceh, chi vende cibo durante il Ramadan viene frustato.

    • IL CASO NIGERIA

    Se anche l'islam moderato mette a morte

    Morire per aver offeso Maometto. Una volta era un fatto da prima pagina, ma adesso è tanto se i mass media, almeno in Italia, riportano la notizia. Perchè ormai lo sanno tutti che ci sono regioni infestate dall’intolleranza religiosa, in cui blasfemi e apostati sono messi a morte. A Kano, capitale dell’omonimo stato della Nigeria settentrionale, l’accusa di blasfemia si è abbattuta su nove persone, otto uomini e una donna. 

    • DOPO LA SENTENZA

    Usa, la libertà di religione è ora in pericolo

    Dopo la sentenza della Corte Suprema degli Usa, che ha imposto a tutti gli stati la legalizzazione delle "nozze" gay, ci si chiede quanto possa durare la tutela della libertà di religione. Benché la sentenza la protegga e affermi che i religiosi saranno liberi di predicare in difesa della famiglia naturale, ci sono tutti i presupposti per una futura repressione di chi si oppone alle "nozze" gay.

    • DOPO LA SENTENZA/2

    Se ti opponi alle nozze gay, sei "razzista"

    La sentenza della Corte Suprema degli Usa equipara l'esclusione dei gay dal matrimonio alla segregazione razziale. Ma il paragone è scientificamente infondato, perché non è possibile paragonare una caratteristica genetica ed immutabile ad una condizione a genesi sconosciuta, prevalentemente ambientale e mutevole. Eppure è su questa equiparazione che si fonda anche il ddl Scalfarotto in Italia.

    • STATI UNITI

    Sentenza Usa, la libertà di religione è ora in pericolo

    La sentenza della Corte Suprema degli Usa, che impone la legalizzazione dei "matrimoni" omosessuali in tutti e 50 gli stati, crea un ambiente legale molto pericoloso per la libertà di religione. Anche perché, con un parallelo scientificamente azzardato, impedire a due persone dello stesso sesso di sposarsi sarà considerato alla stregua di un atto di razzismo.

    • IL CASO

    Dall'Arizona un appiglio per resistere alle nozze gay

    Un piccolo comune dell'Arizona limita i cartelloni pubblicitari a una congregazione cristiana, ma la Corte Suprema in questo caso dà ragione alla comunità cristiana in nome della libertà religiosa. Un precedente che può essere usato per i difensori della famiglia.

    • L'ATTESA

    Veglia per i cristiani perseguitati

    Sono più di tremila, vengono da tutte le più grandi città della Bosnia (Banja Luka, Mostar, Tuzla, Travnik, Zenica), ma anche da Zagabria e da Spalato, in Croazia. Sono i ragazzi delle scuole cattoliche. E sono loro a celebrare la vigilia dell'arrivo del Papa.

    • IRAQ

    "L'Isis è un cancro che deve essere fermato"

    «Ai cristiani è stato chiesto di scegliere tra convertirsi, pagare la jizya o emigrare. Non vi era una quarta scelta. È chiaro che siamo di fronte ad una persecuzione». Così ha dichiarato l’arcivescovo caldeo di Erbil, monsignor Bashar Matti Warda. L'Isis è cresciuto a dismisura. Un intervento militare è imprescindibile.

    • IL CASO LODI

    “50 sfumature di velo”. Se l’islam fa lo spiritoso

    L’hanno chiamato spiritosamente “50 sfumature di velo”: l'open day dei giovani musulmani di Lodi per far conoscere la cultura islamica. Davanti al Duomo, proponevano alle ragazze che uscivano da messa di fare le prova del velo o farsi tatuare simboli islamici con l’hennè. Simpatica provocazione? Mica tanto.