Sud Sudan, sempre peggio. Si arriva al cannibalismo
Il 9 luglio 2011, il Sud Sudan dichiarava l'indipendenza dopo 20 anni di resistenza armata e un tentativo di genocidio del regime di Khartoum. Ricco di risorse petrolifere, assistito, libero, il Sud Sudan prometteva bene. Ma nel 2013 è scoppiata la guerra civile fra le etnie Dinka e Nuer. Ed è iniziata la discesa agli inferi.
Repubblicani uniti contro aborto e Planned Parenthood
Nella politica americana è quasi completamente assente la disciplina di partito. Lo si vede, benissimo, nel dibattito pre-primarie del Partito Repubblicano i cui candidati fanno di tutto per smarcarsi. Tra tutti c'è però un solo tema su cui candidati repubblicani convergono: la sacralità della vita e la lotta all’aborto.
Turchia al voto, fra censura e terrorismo
Tensione e terrore nelle elezioni generali in Turchia. La previsione è quella di una nuova vittoria degli islamici di Erdogan, ma anche il partito curdo Hdp potrebbe entrare in parlamento e rovinargli la maggioranza. Fra terrorismo, delitti, guerriglia con i curdi, censura dei media e milioni di profughi in movimento verso l'Europa, ecco come la Turchia si è preparata al voto.
Ucraina, un voto locale per tornare alla normalità
Il 25 ottobre si è votato per il rinnovo delle amministrazioni locali in Ucraina, anche se i media internazionali quasi hanno ignorato l’evento. Si tratta di elezioni “solo” locali, ma la guerra in Ucraina è soprattutto una lotta per il controllo di regioni. Dunque sono fondamentali per comprendere il futuro del conflitto.
Scacco russo agli Usa anche in Iraq
Il parlamento di Baghdad ha votato per siglare un'intesa militare con la Russia in funzione anti-Isis. Di fatto, il voto iracheno, la richiesta di Baghdad di raid russi sul suo spazio aereo, è un modo per mandare a casa la Coalizione, di cui fa parte anche il nostro Paese. Una Coalizione che, per 14 mesi, non ha impedito la continua espansione del Califfato.
Polonia e Ungheria, le destre più odiate d'Europa
Aspettiamoci dal coro unanime dei media una campagna di demonizzazione del prossimo governo conservatore polacco, così come abbiamo assistito al linciaggio di quello ungherese. Ma perché i polacchi hanno votato i conservatori cattolici del Pis? Per motivi simili a quelli che rendono popolare la destra in Ungheria. E non sono tutte ragioni da bollare come "xenofobia".
Lascia Wall Street per assistere i condannati a morte
Da avvocato di Wall Street a cappellano laico dei condannati a morte. È la storia di Dale Recinella: aiutava già i malati di Aids con un tale entusiasmo che la Chiesa cattolica della Florida decise di passarlo “di grado” affidando a lui condannati a morte e a sua moglie Susan i familiari dei detenuti da giustiziare.
Terroristi o emigranti: l'incubo dei giovani africani
A fine agosto 2015 la Nigeria ha annunciato che Boko Haram stava inviando centinaia di militanti in Libia e Siria per rafforzare le basi dell’Isis di quel Paese. Non solo, migliaia di giovani si arruolano nelle fila dei gruppi terroristi allettati da false promesse di successo economico. Jihadismo o emigrazione: non c'è scampo.
Le bombe Usa fanno il solletico all'Isis. Le russe? Chissà
La guerra aerea allo Stato Islamico è del tutto inutile. Lo sostiene un’analisi dell’autorevole centro studi britannico Ihs Jane’s valutando i dati registrati negli ultimi 15 mesi, da quando cioè hanno preso il via le operazioni aeree della Coalizione guidata dagli Stati Uniti in Iraq e Siria.
Hillary Clinton, alle radici della guerra in Libia
Hillary Clinton è stata convocata per una nuova deposizione di fronte al Congresso, per l'uccisione dell'ambasciatore americano in Libia l'11 settembre 2012. Ma per comprendere meglio quel che successe occorre risalire al peccato originale: all'intervento americano in Libia del 2011, fortemente voluto dalla Clinton.
Esercito pan-africano, un miraggio che ci costa miliardi
L'Unione Africana, dal 2001, vuole dotarsi di una propria forza militare, da impiegare in missioni di peacekeeping e interventi umanitari in situazioni di crisi. Intento nobile, ma a carico dei contribuenti europei: oltre 1,1 miliardi già spesi o previsti. E l'esercito pan-africano non esiste ancora.
Putin rincuora Assad e tiene a bada i caccia americani
Visita a sorpresa di Bashar Assad a Mosca nel primo viaggio all'estero del presidente siriano da quando è iniziata la guerra. Una visita necessaria a rincuorare Assad, ma utile anche a Vladimir Putin per ribadire che l’esito della guerra in Medio Oriente dipende anche e soprattutto dalla Russia.