• TASSE

    Il Grande Fratello fiscale non batterà l'evasione

    Misure da regime totalitario per reprimere l'evasione fiscale. Se passa la nuova delega fiscale, le partite Iva (e solo loro) dovranno esibire tutti gli scontrini dei pagamenti in contanti. E nessuno si pone la domanda sul perché in Italia l'evasione sia così diffusa. A fronte di una pressione fiscale che tocca il 65%... 

    • L'ACCORDO

    Grecia, agitare il popolo prima dell'uso

    Alexis Tsipras accetta le riforme contro cui ha fatto votare i greci. L'accordo raggiunto con l'Eurogruppo evita la "Grexit", ma impone austerity e commissariamento, peggio ancora delle condizioni respinte a gran maggioranza dal referendum. Al premier resta una sola soddisfazione: ha fatto un capolavoro di camaleontismo. Come diceva Talleyrand, ha "agitato il popolo prima dell'uso".

    • POLLICE VERDE

    Expo, un dialogo rubato all'agricoltura

    Pretendere di scegliere in assoluto tra agro-industria e ogm da una parte e agricoltura artigianale e biologica dall’altra è una perdita di tempo e di risorse sia umane che materiali. L'Expo è un'occasione sprecata: avrebbe potuto essere luogo di dibattito serio e costruttivo fra i due approcci all'agricoltura.

    • EXPO

    Signori radical chic, l'agricoltura moderna sfama i poveri

    Non si ferma il bombardamento di critiche alle tecniche più moderne e intensive di agricoltura, bersaglio preferito degli ideologi di Expo 2015. Le si contrappone un modello alternativo fatto di cibo "buono, pulito, giusto". E solo per ricchi. I numeri dimostrano quanto l'agricoltura moderna sfami le masse.

    • EUROGRUPPO

    Grecia, si raccolgono i cocci del referendum

    Col senno di poi il referendum greco voluto da Tsipras e vinto dal suo fronte, non è servito ad altro che a peggiorare le condizioni dei creditori. Oggi è la Grecia stessa a dover proporre, per se stessa, una versione ancor più dura dell'austerity chiesta dai creditori: più tasse, tagli, privatizzazioni.

    • CRISI

    Contate fino a dieci prima di dar la colpa ai greci

    Se i greci hanno votato "no" non significa che abbiano ragione. Significa che una eccellente propaganda, facendo leva sui loro sentimenti e difficoltà intrinseche, li ha convinti della opportunità di votare “no”. Una propaganda, probabilmente non europea, che punta ad alimentare la sfiducia nell'euro 

    • EUROGRUPPO

    Bastano 7 miliardi per salvare Atene?

    Niente è andato come ci si sarebbe aspettati. Dopo il referendum greco, in cui la maggioranza ha detto "No" alle condizioni dei creditori internazionali, l'Ue non ha sbattuto la porta in faccia ad Atene e il governo Tsipras non ha portato nuove proposte al tavolo negoziale dell'Eurogruppo. Ma pare abbia chiesto 7 miliardi "entro 48 ore"...

    • REFERENDUM

    L'Ue piange, ma Atene ha poco da ridere

    Grecia in festa. Al referendum ha vinto, anzi stravinto, la causa del NO alle condizioni poste dai creditori internazionali. Il governo Tsipras celebra la vittoria della democrazia sull'austerity. Per l'Ue, comunque la si guardi, è una sconfitta grave. Il futuro della Grecia, però, dipende sempre da aiuti internazionali.

    • IL CASO BP

    Tra sole e petrolio, il gioco sporco degli eco-imperialisti

    Quasi 19 miliardi di dollari, il risarcimento più alto mai pagato per i danni di un disastro ambientale. Quello provocato cinque anni fa dall’esplosione di una piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico. Colpevole la BP, multinazionale del petrolio, ma anche una delle principali società nel campo delle energie rinnovabili.

    • GREXIT

    Beretta: "Urge una ricostruzione umana della Grecia"

    "L’unico modo in cui si può aiutare la Grecia è liberare le sue forze produttive. Una cosa difficilissima da fare, perché richiede il coraggio di scommettere sulla capacità delle persone di assumersi responsabilmente la gestione della loro vita. Di assistenzialismo si muore, alla lunga". Parla Simona Beretta (Università Cattolica di Milano) alla vigilia del voto al referendum greco.

    • CRISI

    A cosa porta il referendum in Grecia

    Dopodomani i greci andranno alle urne per decidere se accettare o meno le condizioni poste dai creditori internazionali. Si tratta di un voto rischioso che i sondaggi (veri e presunti) danno come testa-a-testa e su cui si gioca il futuro del governo Tsipras, prima ancora che quello della Grecia.

    • GREXIT

    Germania, capro espiatorio della crisi greca

    In questi giorni in cui la Grecia è colpita da una bufera che sembra non finire mai è fin troppo facile, per alcuni, puntare il dito contro la Germania. Una nazione definita come egoista, immorale, dedita solo agli affari e senza alcun senso di pietà. E' veramente così? Non proprio. Dipingere la Germania come l'origine di tutti i mali è quantomeno riduttivo.