Strage di italiani, puniti stranieri e governo locale
Sono 9 (10, considerando una donna incinta) gli italiani uccisi dall'Isis nella strage di Dacca, capitale del Bangladesh. Il raid ha colpito gli occidentali ma puntava con ogni probabilità a mettere anche in luce l’incapacità del governo bengalese di proteggere gli stranieri e i propri interessi. Una sorta di punizione per le retate compiute dalle forze di polizia negli ultimi giorni.
IL MISSIONARIO: UNA RADICALIZZAZIONE IN ATTO di S. Magni
Il triste epilogo per un padre eroe e il suo figliol prodigo
Anouar Bayoudh, allievo pilota tunisino, tutt'altro che un emarginato, si arruola nell'Isis. Il padre, il colonnello Fethi Bayoudh, non si arrende, va in Turchia, lo cerca e lo convince a tornare. Ma non c'è lieto fine: il padre muore nell'attentato di Istanbul, ucciso da quel terrorismo in cui aveva creduto suo figlio.
Shock in Austria: il presidente europeista non ha vinto
Il verde europeista Van der Bellen aveva vinto in Austria per un pugno di voti contro l'euroscettico Hofer. E nell'Ue avevano tutti tirato un sospiro di sollievo. Ma il ballottaggio non era regolare. La Corte Costituzionale austriaca decide il ritorno alle urne. E a Bruxelles, all'indomani della Brexit, si apre un'altra crisi.
L'attentato “scivola via” nella Turchia in pieno boom
Manager italiano a pochi passi dalla strage all'Ataturk di Istanbul racconta alla Nuova BQ il clima che si respira in Turchia. «Qualche scomodità, in un Paese in pieno boom economico proiettato a “fare business”. Non c'è voglia di analizzare, si stava già respirando un buon clima per la pace con Russia e Israele».
Sette musulmani su dieci hanno votato contro la Brexit
Sette su dieci musulmani hanno votato per rimanere. E quanto emerge da un’indagine condotta sui risultati del referendum che ha sancito l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. il fronte Remain ha goduto dell’appoggio dell’associazionismo islamico britannico legato alla Fratellanza musulmana.
Strage a Istanbul, il prezzo dell'ambiguità di Erdogan
Sempre più credibile la pista dello Stato Islamico per l’attentato che ha devastato l’aeroporto Ataturk di Istanbul uccidendo decine di persone. E' il quinto attacco in un anno e rischia di distruggere il turismo in Turchia. Prima alleato segreto, poi nemico dell'Isis, Erdogan paga gli effetti collaterali della sua ambigua politica.
La nuova guerra dell’esercito americano. Contro Dio
L’esercito americano ha dichiarato guerra a un nuovo nemico: Dio. Da quando Barak Obama è salito alla Casa Bianca, si sono intensificati gli attacchi alla libertà religiosa nelle file della Forze armate e a tutti i soldati, cappellani militari compresi, è stato proibito anche solo accennare a Dio. Pure nei funerali.
Rifugiati, quei medici senza frontiere e senza pudore
Un «appello all’opinione pubblica e ai governi» a prendersi cura delle persone in fuga in nome del «diritto di tutti ad avere salva la vita». L’allarme rifugiati lo lancia Medici senza frontiere, ma l’ong finge di ignorare che per i profughi già si impegnano centinaia di migliaia di persone e miliardi di euro ogni anno.
Cina, dissidenti politici e religiosi usati per i trapianti
Per rifornire gli ospedali il regime comunista cinese usa gli organi espiantati dai prigionieri di coscienza che ogni anno condanna a morte a migliaia. Dato il fabbisogno ospedaliero, segue il numero delle esecuzioni capitali di personaggi invisi al regime per mere ragioni politiche e religiose.
Il Califfato sconfitto a Fallujah, ma in Siria vince
Fallujah è stata liberata dalla presenza dell’Isis, che l’aveva occupata nel gennaio del 2014. La sua caduta umiliò l’esercito iracheno che registrò oltre 10 mila disertori in poche settimane, anticipazione di quanto sarebbe accaduto a Mosul e Tikrit. Non così in Siria, invece, dove Califfato è al contrattacco.
Il medico abortista, il pro-life e la verità che salva
Preghiera, sacrificio e azione. La battaglia contro l’aborto e in difesa della vita va combattuta con le armi della vera fede. Soprattutto in questo momento in cui per i princìpi non negoziabili cristiani non c'è ormai più posto. Dagli Usa ecco due storie esemplari che fanno capire a che livello si situa la battaglia e la posta in gioco.
Orlando, niente omofobia, ma una “semplice” vendetta
Niente omofobia, niente religioni, niente terrorismo. Secondo l'Fbi Mateen temeva di essere sieropositivo dopo aver frequentato gay latinos, che adorava. Dalle arrampicate sugli specchi di Repubblica alle pieghe di una storiaccia di torbide passioni e vendette. La “solita", maledetta, banalità del Male.