Cristiani nel mirino, in Israele traballa l'equilibrio religioso
L'intervento del cardinale Pizzaballa presso le autorità ha sventato il tentativo delle forze israeliane di sgomberare un altare a Taybeh, ultimo paese palestinese interamente cristiano e soggetto a continue intimidazioni dei coloni. L'episodio è simbolo di una crisi più ampia e di una convivenza sempre più fragile.
Il nazi-nazionalista Bandera nel Pantheon ucraino, la Polonia non ci sta
Il governo polacco protesta con Zelensky per la volontà di chiedere la riesumazione di Stepan Bandera per inserirlo nel Pantheon degli ucraini illustri. Un gesto considerato di ingratitudine, visto quello che Warsavia ha fatto durante la guerra e che dovrebbe far riflettere in vista dell'ingresso nell'Ue di Kyev.
Ebola terrorizza l'Africa. Il peggio è l'impreparazione dei governi
L'Ebola sta tornando a terrorizzare l'Africa centrale, con la nuova epidemia nata in Congo. Nella precedente e devastante epidemia del 2000 furono soprattutto gli ospedali missionari a salvare i pazienti. I governi locali sono impreparati.
Zapatero nei guai mette anche Sanchez sulla graticola
La caduta di Zapatero, accusato di riciclaggio e associazione a delinquere, trascina anche il premier spagnolo. Secondo gli inquirenti ci sono prove concrete che Sánchez fosse a conoscenza delle manovre del PSOE per promuovere attività al fine di impedire l’avvio di indagini e procedimenti penali nei confronti del suo governo, di esponenti socialisti, di amici e familiari.
A Parigi si scoperchia la fogna dell'amministrazione socialista: pedofilia in scuole e asili
Parigi, amministrata dai socialisti, si sta rivelando una fogna, sotto la facciata luccicante. Un intero sistema di pedofilia che coinvolge un centinaio di istituzioni, fra scuole e asili, sottovalutato e coperto per anni. Ed è solo la punta di un iceberg, lo scandalo potrebbe riguardare tutta la Francia.
Escalation israeliana sul Libano nella Notte del Sacrificio
Dopo i successi di Hezbollah c'era da attendersi la ritorsione di Israele sul Paese dei Cedri: nella sola ricorrenza islamica un bombardamento simultaneo su oltre 150 obiettivi, l'evacuazione di 13 località e il conto dei morti in aumento. C'è da chiedersi quanti libanesi siano ancora disposti a sacrificarsi sull'altare della fedeltà all'Iran.
- Gaza, un silenzio che nasce dall'assuefazione all'orrore, di Nicola Scopelliti
Gaza, un silenzio che nasce dall’assuefazione all’orrore
La guerra nella Striscia ha superato da tempo il confine della rappresaglia in risposta agli orrori del 7 ottobre. Ciò che colpisce non è soltanto la brutalità dell’offensiva israeliana, ma anche la crescente incapacità di reagire da parte del mondo, che pare si sia abituato a questa tragedia.
Libano-Israele, ancora vittime nonostante il cessate il fuoco
Salgono a 3185 le vittime di parte libanese dall’inizio dell’aggressione israeliana del 2 marzo 2026; 23 i soldati di Idf uccisi. Centinaia le località del Paese dei Cedri raggiunte da ordini di evacuazione da parte di Israele.
Usa-Iran, mancano i dettagli ma l'accordo è fatto
Proroga del cessate il fuoco per 60 giorni, rinuncia dell'Iran al programma nucleare, riapertura dello Stretto di Hormuz sotto controllo iraniano, sono i principali punti dell'accordo che prevede anche la fine della guerra di Israele in Libano.
Sul servizio militare gli ultraortodossi rompono con Netanyahu
L'impossibilità di garantire ancora l'esenzione dal servizio militare dei giovani Haredim, ha provocato l'uscita dal governo degli ultraortodossi e ora le prossime elezioni assumono l'aspetto di una resa dei conti contro il premier, già in difficoltà per la guerra e per gli scandali.
Siria, un anno dopo. Come uscire dal corto circuito fondamentalista
A poco più di un anno dall'insediamento dell'autoproclamatosi governo di Hayat Tahrir al Sham, sovvenzionato dalle istituzioni occidentali UE, ONU e World Bank, il corto circuito di una situazione in cui il fondamentalismo prolifera. Intervista all'attore e attivista Saad Lostan.
Polonia, si aggrava la persecuzione dei media indipendenti
La polizia ha fatto irruzione nell’ufficio del presidente di TV Republika, il più importante tra i media indipendenti dal governo Tusk, facendo una perquisizione senza mandato. Azioni simili sono state compiute contro altri giornalisti e testate. Nel mirino pure i politici dell’opposizione.












