Obiettivi confusi e pace lontana nella nuova guerra USA-Iran
Teheran vuole veder rispettato il suo status di potenza regionale mentre le ultime dichiarazioni di Trump non lasciano ben sperare e il nucleare iraniano sembra solo un pretesto. Uno sviluppo prolungato del conflitto favorirà l’export petrolifero statunitense ma sarebbe un incubo per i Paesi del Golfo e per le economie asiatiche ed europee.
- I sauditi vogliono il nucleare, Trump può darglielo di Stefano Magni
Nella nuova Siria riprende la millenaria caccia agli alawiti
Il governo di Ahmed al Sharaa visto dalla costa siriana. Il racconto di una giudice cristiana di Tartous su una collega declassata perché donna, un fenomeno all'ordine del giorno nei tribunali del Paese, e l'incontro con un alawita di Latakia che testimonia la recrudescenza di una persecuzione ancestrale, col pretesto di eliminare i sostenitori del vecchio regime.
Trump: nucleare ai sauditi, in cambio degli Accordi di Abramo
Sviluppo del nucleare civile, con assistenza americana, in cambio dell'adesione agli Accordi di Abramo. È la nuova offerta dell'amministrazione Trump all'Arabia Saudita. Che vuole il nucleare, anche militare.
Ortega abolisce le elezioni. Cristiani ancora più in pericolo
Daniel Ortega getta la maschera, affermando che le elezioni non si terranno più in Nicaragua. Diventa così un dittatore conclamato, dopo 19 anni di presidenza. Repressione e persecuzione della Chiesa (ma il Vaticano tace).
Gli "scarafaggi" della Generazione Z si ribellano a Modi. La Chiesa è con loro
Un concorso di medicina rinviato ha fatto scoppiare la più grande protesta giovanile in India degli ultimi anni. Ora è un movimento politico a tutto tondo, gli "scarafaggi". La Chiesa li ascolta e condanna la repressione.
Gaza e Israele, a decidere sono ancora i falchi
L’elezione di Khalil al-Hayya a nuovo capo di Hamas ha un significato politico preciso, vista la sua vicinanza all’Iran e al defunto Yahya Sinwar, mente dell’attacco del 7 ottobre. Ha avuto un ruolo centrale nei negoziati, ma appare più radicale del candidato sconfitto Khaled Meshaal. Intanto Israele continua le operazioni in Cisgiordania e la politica degli insediamenti.
Burnham è il nuovo premier britannico. Ecco cosa ci aspetta
Devolution e nazionalizzazioni, ecco le priorità del governo Burnham nel Regno Unito, per dare più potere ai governi locali e re-industrializzare la Gran Bretagna. E per i difensori del diritto alla vita saranno tempi duri.
Germania, utero in affitto in casa CDU: Jens Spahn si dimette
Il politico tedesco si è dimesso dalla carica di capogruppo della coalizione CDU-CSU al Bundestag, dopo aver fatto ricorso a una madre surrogata per avere un figlio. Un caso emblematico, che mostra come la credibilità dei cristiani-democratici sia ai minimi termini. E AfD vola nei sondaggi.
Damasco, dove i jihadisti rafforzano il potere grazie a Europa e Usa
Viaggio nella capitale siriana dove l'apparenza di una vita notturna nasconde un processo di islamizzazione forzata a spese di poveri e minoranze religiose. Le code per il pane e l'abbigliamento femminile "modesto". La finta "riforma monetaria" e la vera dollarizzazione dell'economia.
Ungheria, altro "colpo di mano" e la Ue si gira dall'altra parte
Il Presidente della Repubblica Sulyok costretto a firmare l'emendamento della Costituzione che pone fine al suo stesso mandato. E intanto la nuova maggioranza prepara una nuova Costituzione a propria misura.
Israele-Turchia, lo scontro strategico per il dominio nel Mediterraneo
Israele si prepara alle elezioni del 27 ottobre con un occhio agli equilibri nel Mediterraneo orientale, dove Ankara sfida sempre più la supremazia di Tel Aviv. Simbolo di questo scontro senza armi è la partita sugli F-35. La risposta a Erdogan potrebbe essere un fattore chiave nella competizione tra Netanyahu, Bennett ed Eisenkot.
- Libano, nonostante l'accordo la guerra continua, di Elisa Gestri
Trump, con un discorso alla nazione, riscrive la storia del voto del 2020
Con un discorso alla nazione, Donald Trump, rivela i risultati dell'indagine federale sulle possibili frodi elettorali del 2020. La Cina risulta essere la principale colpevole dell'interferenza democratica.











