• COVID

    Se il farmaco è targato Pfizer allora la cura funziona

    Il mantra che continuano a ripeterci è che per il Covid non c'è cura. Ma ora che la Pfizer annuncia la sperimentazione di un farmaco dotato di proprietà antivirali ecco che parte il tam tam giornalistico sulla superpillola, che però è solo alla prima fase di sperimentazione. Ma la priorità è stata data ai vaccini mentre tutte le possibili terapie sono state scoraggiate. 

    • PIANO CARENTE

    L’illusorio Recovery Plan (che non elimina le restrizioni)

    I circa 250 miliardi di fondi per l’Italia pagano in buona parte pegno all’ideologia verde e delle nuove tecnologie. Ma intanto milioni di italiani hanno perso o stanno perdendo il lavoro, e nel Recovery Plan non c’è traccia della revoca del coprifuoco e delle altre restrizioni che danneggiano l’economia reale. Ci sono pure eurotasse mascherate.

    • STATI UNITI

    Stop a Johnson&Johnson, altra crepa nel messianismo vaccinale

    La Food and Drug Administration, l’ente americano per i farmaci, ha deciso la sospensione del vaccino Johnson&Johnson. La causa: le reazioni gravi, legate a coaguli di sangue, manifestatesi entro due settimane dalla somministrazione in sei donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni. In Europa, l’Ema temporeggia sul nesso causale, come aveva inizialmente fatto con AstraZeneca. La realtà è che per i vaccini anti-Covid in commercio sono stati “bruciati” i tempi. Serve una migliore farmacovigilanza. E dall’Università del Queensland arriva un monito rispetto alla strategia vaccinocentrica.

    • MISURA INSENSATA

    Pure il British Medical Journal demolisce l’obbligo vaccinale

    Malgrado la propaganda mediatica, le reazioni all’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari sono moltissime. Il DL 44 contrasta con la Costituzione, una serie di dichiarazioni internazionali e la recente risoluzione del COE. Perfino il British Medical Journal evidenzia le contraddizioni degli attuali vaccini che impattano sulla salute del personale e «non forniscono immunità né prevengono la trasmissione». Perché, allora, l’obbligo?

    • MISURA COLMA

    Esplode la protesta contro l’ideologia del lockdown

    Ambulanti e ristoratori protestano a Montecitorio contro la linea delle chiusure che sta impoverendo il Paese. Scontri con la polizia. Manifestazioni anche a Milano, e aria esplosiva al Sud. Un vento di protesta che soffia dal basso, insofferente a una politica sempre più sorda, che ha fatto traboccare il vaso con la seconda Pasqua in lockdown.

    • INTERVISTA / BORGATTI

    “La Dad è un rischio. Per i ricoveri di adolescenti è boom"

    “Il disagio degli adolescenti è diventato una patologia psichiatrica conclamata, con un accesso al pronto soccorso e ai reparti che è aumentato in maniera molto evidente, quasi esplosiva”. La Bussola intervista il professor Renato Borgatti, direttore dell’unità di Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza dell’Istituto Mondino di Pavia, che spiega come la situazione si sia aggravata con il secondo lockdown. Tra i problemi: tentati suicidi, atti di autolesionismo, disturbi del pensiero. “L’isolamento sociale interrompe il processo evolutivo”, soprattutto degli adolescenti. E l’uso eccessivo delle tecnologie, come nella didattica a distanza, “comporta un impoverimento neuronale”.
    - NON VOGLIONO CURARE, di Andrea Zambrano
    - OBBLIGO DI VACCINO PER I SANITARI, DRAGHI PEGGIO DI CONTE, di Riccardo Cascioli

    • INTERVISTA / ISAIA

    Covid, il successo della vitamina che non è una vitamina

    La vitamina D è una sorta di ormone, la cui assunzione stimola la risposta immunitaria e la modula. Per questo nella prevenzione e nella cura del Covid è importante assumerne abbondantemente. E le statistiche lo dimostrano. Nella popolazione italiana c'è un forte problema di ipovitaminosi D, soprattutto al Nord, dove c'è meno sole, grazie al quale la sostanza è sintetizzata attraverso la pelle. Il Piemonte è l'unica regione ad aver inserito la vitamina D nel Protocollo Covid. Parla il professor Giancarlo Isaia, presidente dell'Accademia di Medicina di Torino.
    - GIOVANI E PANDEMIA, LA RICETTA DI BORGNA, di Chiara Pajetta

    • INTERVISTA IPPOCRATEORG

    "Curiamo il Covid a casa e la mortalità è quasi a zero"

    "La rete di medici che cura il coronavirus a domicilio è nata da uno di noi che si chiese come mai in Africa si ottenessero risultati brillanti. La soluzione era nei farmaci e nelle terapie precoci, così è iniziata la nostra attività: rispondiamo alle richieste inoltrate via mail: abbiamo superato i 6.000 casi trattati. La mortalità è praticamente nulla". Così il dottor Paolo Martino Allegri racconta alla Nuova Bussola l'opera di IppocrateOrg.

    • LA PREGHIERA DEL VESCOVO CAMISASCA

    “Liberaci dalla pandemia che ci affligge”

    L'iniziativa del vescovo Camisasca, di una clamorosa semplicità, ci ricorda che la fine della pandemia va chiesta prima di tutto a Dio attraverso una preghiera di liberazione. Prima dei lockdown, prima dei vaccini e prima delle misure emergenziali, lo sguardo va alzato al Cielo.  

    • LA DIFFERENZA

    “Era delle pandemie”? No, fobocrazia

    La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dice che «stiamo entrando in un’era delle pandemie» e, anche dopo il Covid, «il rischio resta». In realtà le pandemie - come la Spagnola, l’Asiatica, ecc. - ci sono sempre state, ma non hanno stravolto l’esistenza come oggi. La fobocrazia è il nuovo scenario che ci aspetta: comanda chi è capace di terrorizzare le masse.

    • LA RIFLESSIONE

    2020, un anno da non dimenticare (per il nostro bene)

    La memoria è una caratteristica fondamentale nella vita, per correggere gli errori fatti e affrontare la realtà in modo più ricco di significato. Quindi, bisogna ricordare il 2020 per affrontare il futuro con una rinnovata consapevolezza del valore della vita quale dono prezioso del nostro Creatore. E nutrendo un sano e scientifico realismo che non porti a idolatrare il vaccino.

    • IL PUNTO IN EUROPA

    Dalla Svizzera al Regno Unito, ancora battaglia per le Messe

    In diversi Paesi europei proseguono le iniziative dei fedeli per chiedere che venga rispettata la libertà di culto in tempi di Covid. Differente l’atteggiamento dei vari governi. Negli ultimi giorni, grazie anche a denunce e ricorsi, sono arrivati buoni segnali da Spagna, Francia e Regno Unito. Rimane molto dura la situazione in Belgio, Irlanda del Nord e Svizzera.