Tragedia a Genova. Non collettivizzare le colpe
Il primo pensiero di fronte alla tragedia di Genova è quello della nostra estrema precarietà e del nostro dovere di essere preparati alla partenza. Il nostro essere incapaci di garantire a noi stessi che tra un’ora o domani saremo ancora qui. E' molto forte la tentazione di buttare la tragedia del crollo del ponte Morandi nella rissa politica. Ma i due "colpevoli" additati, cioè l'austerity e le privatizzazioni, non colgono nel segno. Non è per mancanza di risorse, né per mancanza di investimenti del gestore privato che il cavalcavia è collassato. Si deve cercare il responsabile, che abbia un nome e un cognome. Inutile cercare un colpevole collettivo.
Il papa che voleva salvare il mondo tramite la Madonna
Non dobbiamo dimenticare la specialissima devozione che Pio XII aveva verso la Vergine e che proclamò il dogma dell’assunzione nel 1950. Nel suo amore a Maria si nasconde infatti l'antidoto ad ogni problema.
Che fare con l'Islam? La dottrina sociale dia risposte
La Dottrina sociale della Chiesa è chiamata in questa fase a svolgere un nuovo compito: la presenza dell’islam in Europa. Come studiarlo? Partendo dal volto di Dio e non passando dall'antislamismo al laicismo. Una via originale. Ecco alcuni spunti.
L'ex ministro dice sì al burqa: accusato di islamofobia
La follia di un paese che si scaglia contro l'ex ministro degli Esteri, Boris Johnson, che pur avendo definito le donne con il velo integrale somiglianti a delle "cassette postali" ha difeso la libertà di indossarlo. La reazione è frutto del crescente potere islamico e della debolezza occidentale: se la carriera del ministro sarà bloccata potremo parlare di capitolazione all’islam.
Mercati in ansia, e tutti si organizzano al Centro
C’è agitazione sui mercati, soprattutto a causa della lira turca, ma anche per l’incertezza sulla manovra d’autunno. Salvini, anche in vista delle regionali di ottobre, punta a svuotare il serbatoio di Forza Italia, provando a catturarli con proposte dal profilo più moderato. Anche Forza Italia corre ai ripari, ma divisa. E Renzi minaccia un suo movimento.
Congo, torna Ebola, ma i capi pensano al voto
L’epidemia di Ebola scoppiata ad aprile nella provincia dell’Equatore, nella Repubblica democratica del Congo, è stata dichiarata sconfitta, ma due settimane dopo ne è esploca un'altra nel Nord Kivu. Il farmaco sperimentale dell'Oms funziona, ma careestia, infrastrutture carenti e guerriglia complicano le operazioni di vaccinazione. Intanto la politica pensa al voto dopo che la dinastia dei Kabila ha deciso di non ricandidarsi.
No aborto, i vescovi che non esultano e quasi si scusano
I commenti dei vescovi Fernandez e Paglia dopo il no all'aborto in Argentina suonano quasi come una scusa al mondo laicista: “Non siamo tanto felici per i milioni di bambini che non verranno uccisi da una legge omicida, quanto siamo affranti per le donne che abortiranno clandestinamente o che portano avanti gravidanze indesiderate". Discorsi che risentono dell’affumicatura degli orientamenti ideologici pro-aborto. Porre l’accento sul fenomeno dell’aborto clandestino, è proprio il grimaldello usato da tutte le strategie pro-choice per legalizzare l’aborto.
Il moralismo della Chiesa che non converte a Cristo
Si continuano a fare richiami etici, mentre è alla testa dell’uomo che dovremmo rivolgerci, perché è lì che è cominciato il disastro esistenziale che poi si è espanso a quello morale. Il moralismo non farà ritornare nella Chiesa i lontani e, come diceva Chesterton, il richiamo alla carità non resisterà se non sarà basato sulla verità della persona di Cristo.
Nata a 22 settimane: «Non la rianimiamo o sarà disabile»
Autumn viene al mondo a 22 settimane e 6 giorni, sua mamma chiede aiuto ai medici che le rispondono che sopravvivendo rischierebbe di vivere da disabile. La donna replica che altri bambini sono sopravvissuti alla 22/23esima settimana, ma quando la piccola nasce «ansimava cercando aria, ma la lasciarono morire soffocata».
Come perdere un anno e l'educazione facendo il militare
«Vorrei che oltre ai diritti tornassero a esserci i doveri», sì, ma quali? Ricordo in prima persona di un anno buttato nell'esercito di leva, senza addestramento, in preda al nonnismo, in un ambiente in cui la bestemmia e la pornografia sono "virili". E il lavoro lasciato è perduto.
Ritorno alla naja? Meglio una vera Riserva operativa
Salvini propone il ritorno alla leva obbligatoria. Ma i militari stessi sono scettici. Meglio sarebbe una vera riserva operativa, con ex militari disponibili al richiamo. Un impiego futuro? L'emergenza jihadista nelle no-go zones cresce nelle nostre città.
UN ANNO BUTTATO di R. Cammilleri
Romania, la rivolta della diaspora contro la corruzione
In questo caldo fine settimana di metà agosto, i rumeni scendono in piazza. E' una delle proteste più drammatiche in un paese membro dell’Ue, negli ultimi tempi, con centinaia di feriti. A manifestare, contro la corruzione, sono soprattutto i rumeni della diaspora, gli espatriati.












