• IL GALA DEL MET

Così irridete i cattolici, andate a farlo in Arabia

La sfilata del Met fa venire in mente il motto: scherza coi fanti, ma lascia stare i santi. Abiti bellissimi, nude look a profusione e simboli cristiani a fare da tema tra cosce e glutei. Auguriamo loro di avere tanto successo da indurli a replicare il Gala da qualche altra parte. Magari, che so, in Arabia Saudita, e con gli adattamenti religiosi del caso.

Miley Cirus nude look

Poco prima della disastrosa alluvione dovuta all’uragano Katrina, a New Orleans si era svolta una processione carnevalesca che definire blasfema è dir poco. Nessuno ci aveva fatto caso (al nesso, non alla carnevalata), ed è forse azzardato ragionare in termini, apocalittici, di causa-effetto. Già a suo tempo lo storico Roberto De Mattei venne linciato per avere detto su Radiomaria che talvolta Dio punisce già su questa terra le offese a Lui rivolte. Eppure, per chi ama le coincidenze, qualcosa del genere era successo a Messina e Reggio Calabria prima del terremoto del 1908: i laicisti avevano diffuso volantini con poesie blasfeme e irridenti. Prima che il vulcano Mont Pelée nella Martinica esplodesse, una processione, anche qui, blasfema, aveva precipitato un grande crocifisso nella bocca del vulcano. Ma sì, coincidenze. Speriamo che non succeda niente a New York per la sfilata inaugurale della mostra del Met su Moda & religione. (GUARDA LA GALLERY)

Qui non c’è stato niente di blasfemo, per carità, ma qualcosa di almeno superficiale sì, qualcosa che fa venire in mente il proverbio «scherza coi fanti e lascia stare i santi». Al Metropolitan Museum è andato in scena un Met Gala a tema. Quale tema? L’iconografia cattolica. Titolo esatto, Heavenly Bodies. Fashion& the Catholic Imagination. Traduzione, «corpi paradisiaci: la moda e l’immaginario cattolico». 

E giù una sfilata di modelli e modelle, ma soprattutto di attori e cantanti famosi, tutti vestiti e abbigliati, appunto, a «tema». Abiti bellissimi, pietre preziose, acconciature strepitose. Naturalmente non poteva mancare Veronica Ciccone, in arte Madonna, nerovestita e con tanto di corona in testa; la corona, sormontata da una grande croce, al collo collane composte di croci. La cantante nera Rihanna sfoggiava addirittura una mitria vescovile tutta ingemmata.

E giù sorrisi a trentadue denti e pose fatali. Sarah Jessica Parker (ormai attempatella, come Madonna del resto), l’attrice di Sex and the City, reggeva in bilico sulla testa un intero presepe napoletano, con tanto di colonnine barocche a circondarlo. La cantante Miley Cirus, ex icona Disney per adolescenti e oggi performer sex-trasgressiva, era mezza nuda ma sfoggiava un gran crocifisso pendente dall’orecchio. L’attore Jared Leto (l’ultimo Joker –il nemico di Batman- dello schermo) aveva sul capo una specie di Corona Ferrea che, vista da vicino, ricordava un ostensorio sorretto da angeli. Per non farsi mancare nulla, l’attore aveva sulle spalle dei paramenti sacerdotali da vecchia messa in latino, tutti bianchi e oro. E poi, corone da Regina del Cielo, aureole raggianti, ali d’angelo, il tutto in mezzo a nude-look a profusione. Non conosciamo tutti i nomi, perciò non sapremmo dire se molte erano personaggi famosi o semplici modelle, possiamo solo descrivere brevemente le acconciature.

Una, Katy Perry,  aveva sulla schiena due ali enormi che arrivavano fino ai piedi (e sopravanzavano la testa di almeno mezzo metro): gabbiano o angelo? Nessun dubbio, dato il «tema» della serata. Chi non aveva ornamenti del genere aveva almeno delle grandi croci, di tutte le misure e fogge, ricamate sull’abito. Kim Kardashian, famosa per il Lato B, le portava, ovviamente, sui fianchi. E poi, trucchi con lacrima da Addolorata, Kate Bosworth velata à la catholique  ma vestita vedo-non-vedo, Taylor Hill e Ruby Rose con fascia rosso cardinalizia e filettature da porporato sulle minigonne.

Rosie Huntington-Whiteley con scollatura abissale ma l’aureola in testa. Una era vestita da simil-monaca, tutta in bianco & nero. Certo, un abito bianco e nero può andar bene ovunque, ma al Met Gala aveva un significato preciso, non c’è dubbio. Un’altra, tanto per essere espliciti, aveva sul petto un cuore metallico trafitto da sette spade: indovinate a che cosa si riferiva. Però il resto del vestito non alludeva a niente, accontentiamoci. Un’altra ancora aveva in testa una cuffia tutta ali di cherubino, di quelle che ricordano le immaginette di san Francesco mentre riceve le stimmate.

Be’, per finire, auguriamo loro di avere tanto successo da indurli a replicare il Gala da qualche altra parte. Magari, che so, in Arabia Saudita, e con gli adattamenti religiosi del caso.