• IL PROBLEMA

    Non solo Lizzano. Quando per i cattolici il duello è impari

    Fare a botte, mentire, minacciare, ecc., il cattolico non può: glielo vieta il Vangelo. Ma ora, poiché il principe di questo mondo conosce la potenza della preghiera, gli si vuole impedire pure di pregare. E i vescovi del “dialogo” non aiutano. Certo è che questo Ddl ha una posta che deve essere molto alta. Lo si capisce dai dettagli.

    • BATTAGLIA PER LA LIBERTÀ

    Pioggia di emendamenti sul Ddl Zan, l’opposizione punta al rinvio

    Sono 1017 gli emendamenti presentati al liberticida disegno di legge sulla cosiddetta “omotransfobia”, su cui dovrà esprimersi domani la Commissione Giustizia della Camera. La stragrande maggioranza delle proposte di modifica è opera di Lega e Fratelli d’Italia, che hanno promesso battaglia. Gli emendamenti dell’opposizione vanno nel senso di tutelare il pluralismo di idee, la libertà di stampa, di educazione e associazione. Ma i gruppi Lgbt non vogliono sentire ragioni e hanno le forze di maggioranza dalla loro parte.
    - L'OMOFOBIA NON ESISTE, NO A QUALSIASI LEGGE, di Giacomo Rocchi

    • DDL ZAN

    Taranto insegna, saranno i vescovi a consegnarci al Potere

    Al caso di Lizzano, dove dei cattolici sono stati insultati e minacciati da Lgbt e sindaco per la preghiera in chiesa per chiedere a Dio di proteggere la famiglia naturale in Italia, si è aggiunto un nuovo capitolo: un comunicato del vescovo Santoro che bacchetta parroco e fedeli. Un altro tradimento cui siamo ormai abituati, che però addolora doppiamente, visto il passato di monsignor Santoro.

    • DDL ZAN

    Salvini promette battaglia in aula

    Ieri il leader della Lega era in piazza Montecitorio alla manifestazione #Restiamoliberi per riaffermare l'impegno della Lega contro il ddl Zan sull'omotransfobia. E alla Bussola dice: «Difenderemo il diritto di ogni bambino ad avere una mamma e un papà».

    • #RESTIAMO LIBERI

    No al reato d’opinione, Roma in piazza contro il Ddl Zan

    Centinaia di persone ieri pomeriggio a Piazza Montecitorio per manifestare contro la portata liberticida del Ddl sulla cosiddetta “omotransfobia”. E quando Jacopo Coghe ha ricordato il grave pericolo dell’indottrinamento dei bambini, dalla folla si è levato un grido: “Libertà, libertà!”.
    - E SALVINI PROMETTE BATTAGLIA IN AULA, di Nico Spuntoni

    • IL CASO

    Lizzano, un anticipo del regime Lgbt voluto dal Ddl Zan

    Chiesa di San Nicola, Lizzano (Taranto), 14 luglio: una semplice veglia di preghiera per chiedere a Dio di fermare l’iter del liberticida Ddl Zan sulla cosiddetta “omotransfobia”. Alcuni attivisti Lgbt tappezzano il sagrato di volantini con slogan arcobaleno offensivi della fede. Il parroco, spaventato, chiama i carabinieri. Ma interviene il sindaco che chiede invano alle forze dell’ordine, gridando, di prendere i nominativi di chi prega in chiesa. Una scena inquietante che mostra l’intolleranza della nuova “religione di Stato” Lgbt e prefigura quel che ci attende in caso di approvazione del Ddl Zan.

    • IL LIBRO

    Omofobi per legge, una spada di Damocle sulla libertà

    Vaghe, incompatibili con il sistema penalistico italiano e foriere di derive totalitarie. Sono le proposte per introdurre il reato di cosiddetta “omotransfobia”, analizzate ai raggi X da sette giuristi del Centro Studi Livatino. Che hanno raccolto le loro riflessioni in un libro a cura di Alfredo Mantovano, “Omofobi per legge? Colpevoli per non aver commesso il fatto” (Cantagalli), che verrà presentato oggi a Roma.

    • #RESTIAMO LIBERI

    Migliaia in piazza per dire no al bavaglio dell’“omofobia”

    Manifestazione in quasi cinquanta piazze in tutta Italia ieri, 11 luglio, giorno culmine di Restiamo Liberi, l’iniziativa che denuncia la portata liberticida del Ddl Zan sulla cosiddetta omotransfobia e proseguirà nei prossimi giorni. Migliaia le persone presenti da Nord a Sud, con una partecipazione oltre le aspettative. Molti i cattolici presenti, ma anche una folta rappresentanza di evangelici. Insieme in piazza a difendere la verità sull’uomo e la libertà di dire che la famiglia è una sola.

    - RECITIAMO IL SANTO ROSARIO PER FERMARE IL DDL ZAN, di Margherita Borsalino

    • INTERVISTA/ INCAMPO

    Ddl Zan: "Piano diabolico contro i prof di religione"

    Se passasse il Ddl Zan e un insegnante di religione parlasse a scuola della famiglia naturale come la sola riconosciuta dalla Chiesa, potrebbe essere accusato di "omotransfobia" rischiando pene severe: in questo modo, nonostante il Concordato, si riuscirà a mettere alla porta la fede che ha plasmato l'Italia e a cui tanti genitori desiderano educare i propri figli. Prima del martirio bianco, però, ci è chiesto di combattere. La Nuova Bussola intervista Nicola Incampo.
    - NO AL BAVAGLIO DELL'"OMOFOBIA": OGGI TUTTI IN PIAZZA, di E. Dovico

    • Intervista/Giorgio Ponte

    “Io, omosessuale, vi dico perché il Ddl Zan è contro la libertà”

    Cinque anni fa il suo nome era salito alla ribalta per la sua difesa della famiglia naturale, nonostante la dichiarata attrazione omosessuale. Oggi Giorgio Ponte, insegnante e scrittore di 36 anni, ripercorre la sua vicenda personale in questa intervista con la Nuova Bussola e critica il Ddl Zan. «Il vero movente della legge è limitare la libertà di parola». Pensare di introdurre un reato di “omotransfobia” è incostituzionale «poiché creerebbe una categoria di persone privilegiata rispetto alle altre contravvenendo al principio della Costituzione che afferma che tutti siamo uguali di fronte alla legge».
    - IL PRIVILEGIO DI ESSERE GAY, di Tommaso Scandroglio

    • DIRITTO

    Ddl Zan, il privilegio di essere gay

    Il Ddl Zan su omofobia e transfobia inserisce omosessuali e transessuali tra le categorie che, in quanto vulnerabili, hanno una speciale protezione giuridica, al pari dei monori, dei disabili, delle vittime della tratta di esseri umani. Cioè l'omosessualità non è più solo un bene giuridico, ma un patrimonio giuridico da presidiare con particolare cura.

    • TRADIMENTO IN CASA

    "Avvenire" si schiera a favore del liberticida Ddl Zan

    In un intervento a firma di Luciano Moia, il quotidiano dei vescovi si è messo a tifare per la nuova legge cara al mondo Lgbt, definendo l'ideologia gender educativa. Sembra impossibile, considerato l’odio anticristiano del mondo arcobaleno. Invece, mentre si cerca di mettere il bavaglio alla Chiesa affinché smetta di annunciare la Verità contenuta nel Vangelo, in casa cattolica si consuma il tradimento.