• IN VIAGGIO CON ENEA/ 10

    Enea e la profezia delle Arpie, mostri ricorrenti nei secoli

    Enea riceve la profezia sul suo viaggio verso le coste italiane, dopo aver creduto che la sua destinazione fosse Creta. Nello Ionio, sulle isole Strofadi, viene scacciato dalle Arpie, mostri mezzi umani e mezzi uccelli, che poi saranno ricorrenti nella letteratura. Ne parla Dante nell'Inferno e poi ancora Ariosto nell'Orlando Furioso.

    • 1321-2021

    Trovate un modo di insegnare Dante nelle scuole

    Ma come viene insegnato Dante nelle scuole? Che come dice Venditti «…non so se Dante era un uomo libero, un fallito o un servo di partito»? L'unica cosa che resta in testa agli adolescenti è l'episodio di Paolo e Francesca. L'unico che lo recita è Benigni. Ignorato dal cinema, il nostro sommo poeta non trova giustizia nelle aule scolastiche.

    • IL DUELLO/ 22

    Nascita al Cielo di Beatrice e il dies natalis di Petrarca

    Beatrice e Laura muoiono, rispettivamente nella Vita nova e nel Canzoniere: così come la Vita nova è la storia della vita del poeta rinnovata dall’incontro con l’amata, il capolavoro petrarchesco costituisce il romanzo d’amore di un uomo che ha visto deviare la propria condotta dalla via virtuosa dopo avere conosciuto Laura. Vi è una grande differenza: se il giorno in cui Beatrice va in Cielo costituisce il dies natalis della donna, la morte di Laura rappresenta il Natale di Petrarca.

    • IL DUELLO/ 19

    Perché Dante e Petrarca furono pellegrini diversi

    L’uomo medioevale ha una profonda consapevolezza di essere homo viator, dalla Terra verso la vera patria celeste: Dante contempla lo spettacolo della rosa dei beati, come chi giunga alla meta del santuario e trovi ristoro; l’iter circolare del Petrarca lo induce a ritornare negli stessi luoghi alla ricerca di quel volto che ha idolatrato. 

    • IL DUELLO/17

    Indizi dell'influsso di Dante sul Canzoniere

    È vero che Petrarca, come ha detto lui stesso, non ha alcun debito verso la Commedia e la produzione minore di Dante? Il Canzoniere ha un suo illustre capostipite nella Vita nova dantesca e, da un esame della sua struttura, si nota che presenta un percorso salvifico, in un certo modo simile a quello della Commedia. E che ha il suo inizio con la Passione di Cristo.

    • IL DUELLO/ 15

    San Tommaso teologo di Dante: il creato è segno di Dio

    L’importanza di san Tommaso all’interno della Commedia dantesca è grandissima: personaggio del Paradiso insegnerà al poeta ad arrivare a Dio attraverso la realtà. Il peccato non sta nella contemplazione della bellezza delle cose create ma nella separazione del particolare dall’universale.

    • IL DUELLO/ 14

    Sant'Agostino e la salvezza per Dante e Petrarca

    Se in Dante si avverte il segno dell’opera di sant’Agostino, in Petrarca questo è maestro a cui guardare per uscire dal peccato e vivere una vita santa. Se in Dante la salvezza viene da Dio attraverso le creature, che sono segno di Lui, in Petrarca la salvezza è da raggiungere distaccandosi da queste e seguendo l'esempio del vescovo di Ippona.

    • DUELLO/11

    Petrarca dedicò la vita a coltivare e curare l'amicizia

    La lettera Posteritati ci mostra un uomo desideroso di oneste amicizie, dimentico delle ingiurie patite, memore dei benefici ricevuti. Il poeta afferma che ama desinare con gli amici, anche se disdegna le gozzoviglie. Possiamo affermare che la sua cifra principale è proprio il desiderio di amare e di essere amato: amava i genitori, i fratelli, il genero e il nipote come un figlio.

    • IL DUELLO/9

    L’esilio di Dante che si riflette nella Divina Commedia

    Nel canto centrale del Paradiso Dante incontra il trisavolo Cacciaguida al quale riferisce tutte le profezie avverse sentite nel viaggio e che lancia l’accusa nei confronti di papa Bonifacio VIII deciso a mandarlo in esilio a Roma: il poeta dovrà lasciare la casa e la famiglia con la speranza di ritornare a Firenze, ma ciò non avverrà.

    • IL DUELLO/7

    La moglie Gemma e Beatrice: in competizione per Dante?

    Come quasi tutti i poeti Dante non cantò la moglie in poesia. Non sappiamo se il suo fu un matrimonio felice, ma è certo che nel sonetto Tanto gentile e tanto onesta pare (capitolo XXVI) si parla di una donna che è tanto più bella quanto più ama. La donna è per lui miracolo, meraviglia, segno stesso del divino per elevare l'uomo verso il cielo.

    • IL DUELLO/ 3

    Petrarca nega di invidiare Dante: sarà vero?

    Nelle sue opere Petrarca non adduce mai richiami espliciti a Dante, se non in rari casi e afferma addirittura di non possedere la Commedia ma di non odiare il poeta del volgare e di non esserne invidioso. Ma la realtà storica fa emergere che non tutto quanto sostenesse l’autore fosse la realtà.

    • IL DUELLO/2

    Se Petrarca scrisse per l'élite, Dante fu per il popolo

    Sia Dante sia Petrarca desideravano ottenere la fama dei contemporanei e dei posteri. Ma in modo differente. Petrarca non volle scrivere per tutti, ma per un pubblico colto. Al contrario Dante volle giovare al maggior numero di persone possibile. La missione culturale non nasceva, quindi, dalla presunzione di essere meglio degli altri, ma dal desiderio di beneficiare l’intera cristianità.