• UN ATTO POLITICO

    In ginocchio, lontano dalle chiese, per la causa sbagliata

    I calciatori che si inginocchiano compiono un gesto tutt’altro che rivoluzionario, in realtà di acquiescenza ai diktat della mentalità dominante. L'atto dell'inginocchiarsi è significativo che torni alla ribalta in queste circostanze dopo essere stato espulso, al motto di "Gesù è mio amico", dalle chiese, l’unico luogo dove è necessario quale segno di un atteggiamento di umiltà dinanzi a Dio e di adorazione a Lui. E non sorprende che sia divenuto ora un gesto politico: dove si cessa di inginocchiarsi davanti a Dio, si finirà per farlo davanti agli uomini. 

    • L'ANNIVERSARIO

    Medjugorje, un altro mondo è possibile

    La testimonianza di fede impressionante e universale vissuta venerdì, in occasione dei 40 anni dalla prima apparizione di Medjugorje, in un solo gesto ha spazzato via tanti inutili discorsi su mascherine e distanziamento sociale. Si sono riviste le lunghe file ai confessionali dopo mesi di deserto causato dalle restrizioni ai movimenti. A Medjugorje si vive in un’altra dimensione, dove “risplende il Signore” mentre una “nebbia fitta avvolge le nazioni” e da cui partire per rafforzare la missione nel mondo.

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    • SANTA SEDE E ZAN

    Draghi e il nichilismo religioso: la sua non è laicità

    La lezioncina sulla laicità dello Stato che ci ha impartito Draghi è impropria. Il tema in discussione non è religioso, ma è politico, giuridico ed etico, ossia laico. Draghi deve essere stato preso da un abbaglio: siccome a protestare contro l’approvazione del disegno di legge Zan sono soprattutto i cattolici, allora bisogna rivendicare la laicità dello Stato. Ma gli interventi dei cattolici critici del disegno di legge sono svolti nel merito etico-giuridico-politico della legge e non con criteri religiosi o confessionali.

    • L'ANALISI

    "Modificare la Zan": il punto debole della nota vaticana

    Bene ha fatto la Santa Sede ad appellarsi al rispetto del Concordato, male ha fatto nel chiedere solo qualche colpo di scalpello ad una statua eretta al culto del credo LGBT che invece dovrebbe essere abbattuta. La conferma di Parolin sulle reali intenzioni del Vaticano rivela che la partita della libertà è solo una conseguenza di un problema ben più grave: la verità sull'uomo che manca. 

    • IL CASO

    Zan, Vaticano e libertà: ma è la legge che è sbagliata

    Insistere sulla libertà di espressione vuol dire invitare alla mediazione sul testo di legge Zan e, quindi, approvarlo, come dimostra l'intervento irrispettoso di ieri di Draghi. La Bussola ha sempre sostenuto che ciò non basta, perché il ddl Zan è sbagliato e inaccettabile perché canonizza giuridicamente la cultura LGBT, e solo dopo perché impedisce certe libertà di espressione. Anche il riferimento alla libertà della Chiesa, centrale nella Nota della Segreteria di Stato e pertinente dal punto di vista giuridico-concordatario, non è tuttavia sufficiente. La Chiesa cattolica nei Paesi comunisti non ha mai messo al primo posto la propria libertà di espressione, ma il diritto naturale e divino.

    • NUOVE IDEOLOGIE

    Cari calciatori, non ci si inginocchia davanti a BLM

    Cinque azzurri inginocchiati prima del fischio di inizio di Italia-Galles in solidarietà con Black Lives Matter. Media, social e politici divisi, per Letta “non una gran bella scena” chi è rimasto in piedi. Ma in realtà BLM è un’organizzazione che fomenta a sua volta razzismo e violenze, con un’ideologia contro famiglia e cristianesimo. E ci si inginocchia davanti a Dio, l’unica fonte di pace.

    • VESCOVI USA

    Eucarestia e aborto, il ritorno dei princìpi non negoziabili

    La decisione dei vescovi americani sull'ammissione alla Comunione ha importanti ripercussioni anche per la Dottrina sociale, perché rimette in campo la dottrina dei princìpi non negoziabili che questo pontificato aveva abbandonato e negato. 

    • COERENZA EUCARISTICA

    A chi giova il no dei vescovi Usa al peccato pubblico

    Il peccato pubblico del sovrano non è mai solo una questione “personale” e i pastori della Chiesa hanno il dovere di proteggere il popolo dei fedeli dallo scandalo: non sappiamo cosa potrà provocare a livello politico l'eventuale posizione chiara dei vescovi americani; ma una cosa è certa: ribadire l’insegnamento della Chiesa sulla necessità di rifiutare l’Eucaristia «a quanti ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto» provocherà una salutare riflessione su Chi sia presente sostanzialmente in questo sacramento.

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    • LE PAROLE DEL PAPA

    Proprietà privata diritto secondario: un assist ai regimi

    Chiamare la proprietà privata un diritto “secondario” apre la strada a forme di limitazione della stessa da parte di poteri oppressivi. Dire invece che è un diritto primario, ma che bisogna bene impostare il suo uso, chiama in causa la persona, le famiglie, le società naturali. Altrimenti le richieste di limitare il diritto di proprietà favoriscono i poteri statali e sovranazionali come sta avvenendo in questo momento. Considerazioni sulle ultime parole di Francesco alla Conferenza Onu

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    • NORMA DI CIVILTà

    Macché libertà: la legge magiara sfida pedofilia e porno

    Nessuno di coloro che hanno contestato la legge ungherese sull'infanzia ha letto una sola parola del testo normativo. La Bussola l'ha letta e ha scoperto che vuole combattere la pedofilia, la pornografia tra i giovani e le incursioni ideologiche contro i bambini. Cosa, quest'ultima, che invece il Ddl Zan si propone di fare. 

    • IL CASO RAI TRE

    Stresa, la tv del dolore indigna tutti, tranne i giornalisti

    La piaga della spettacolarizzazione mediatica del dolore torna a turbare le coscienze degli italiani con la messa in onda del video degli ultimi istanti di vita dei 15 passeggeri sul Mottarone e lo schianto della funivia. La diffusione di quel video da parte del Tg3 viola un articolo del codice penale e crea un nuovo vulnus tra diritto di informazione e rispetto per le vittime. Ma mentre tutti si sono detti indignati, dalla Procura di Verbania al presidente Rai al Garante della privacy, stupisce il silenzio dell'Ordine dei giornalisti. 

    • GESTIONE DELLA PANDEMIA

    Un milione di nuovi poveri chiede conto al governo

    Nel 2020 drammatico aumento della povertà assoluta, secondo gli ultimi dati dell'Istat. Non è una conseguenza ineluttabile della pandemia, ma della sua folle gestione. E di chi ha contrapposto le ragioni della salute alle ragioni dell'economia.