Il governo della creazione - Il testo del video
Dio governa la sua creazione. Questo governo è ciò che si chiama Divina Provvidenza, un concetto molto più ampio di come è comunemente inteso. Tutti gli esseri sono governati da Dio, ma in modo diverso, a seconda che si tratta di creature razionali (dunque libere) o no. C’è un governo immediato e uno mediato.
Il governo della creazione
Dio governa la sua creazione. Questo governo è ciò che si chiama Divina Provvidenza, un concetto molto più ampio di come è comunemente inteso. Tutti gli esseri sono governati da Dio, ma in modo diverso, a seconda che si tratta di creature razionali (dunque libere) o no. C’è un governo immediato e uno mediato.
Così l’uomo si è legato ai ceppi della tecno-scienza
La società odierna ha piegato tutto alla scienza, fino a credere di dover dipendere dai dati per fondare qualunque affermazione. Si è perso il senso delle cose. La tecno-scienza appare un salvagente: eppure, non ha liberato l’uomo. La scienza è benvenuta e ha il suo posto, che però non è quello di Dio.
La conservazione della creazione - Il testo del video
La conservazione della creazione è una creazione continuata (creatio continua), che si protrae. Tutte le creature hanno bisogno di essere conservate da Dio. Creazione immediata e creazione mediata. Il modo corretto di intendere «l'autonomia delle realtà create». Due errori: il deismo e il panteismo.
Lo scientismo elimina l'uomo e la sua libertà
La modernità ha elevato la scienza a criterio ultimo per conoscere la realtà, riducendo anche l'uomo a mero oggetto. Ma l’uomo oggettivato non è più soggetto, non è più uomo. E ora al culmine della modernità la scienza, particolarmente con la genetica e la neurobiologia, si erge per divorare la libertà dell’uomo.
La conservazione della creazione
La conservazione della creazione è una creazione continuata (creatio continua), che si protrae. Tutte le creature hanno bisogno di essere conservate da Dio. Creazione immediata e creazione mediata. Il modo corretto di intendere «l'autonomia delle realtà create». Due errori: il deismo e il panteismo.
Creazione, riflesso di Dio - Il testo del video
Il fine soggettivo della Creazione - che è opera di tutte e tre le persone della Trinità - è la libera bontà di Dio, che vuole condividere il proprio bene. Il fine oggettivo, cioè lo scopo di ciò che è creato, è perciò la gloria di Dio. Ogni cosa creata porta in sé l'impronta del Creatore. Per questo il primo atteggiamento che dobbiamo avere davanti alla creazione è un atteggiamento di contemplazione, non di uso.
Creazione, riflesso di Dio
Il fine soggettivo della Creazione - che è opera di tutte e tre le persone della Trinità - è la libera bontà di Dio, che vuole condividere il proprio bene. Il fine oggettivo, cioè lo scopo di ciò che è creato, è perciò la gloria di Dio. Ogni cosa creata porta in sé l'impronta del Creatore. Per questo il primo atteggiamento che dobbiamo avere davanti alla creazione è un atteggiamento di contemplazione, non di uso.
Non abbiamo imparato nulla dal "caso Galileo"
La Chiesa sostanzialmente contestava la pretesa che la scienza avesse un'autorità ultima e assoluta su ogni questione. Nasce da qui poi l'eliminazione di Dio dalla scienza, consumata dal teismo dei vari Newton e Cartesio. Ecco perché non è alla scienza che dobbiamo domandare di reintrodurre Dio...
Creatore del cielo e della terra - Il testo del video
Con la Creazione siamo alle radici della rivelazione cristiana e della comprensione della realtà alla luce della fede. Dio ha creato tutto per un atto della propria onnipotenza senza servirsi di altro. Creare è causare l'essere delle cose. La Creazione è comunicazione dell'essere secondo una certa misura.
Creatore del cielo e della terra
Con la Creazione siamo alle radici della rivelazione cristiana e della comprensione della realtà alla luce della fede. Dio ha creato tutto per un atto della propria onnipotenza senza servirsi di altro. Creare è causare l'essere delle cose. La Creazione è comunicazione dell'essere secondo una certa misura.
La realtà non è un numero
Siamo invasi dai numeri, la misurazione è di fatto considerata l'unica modalità oggettiva di accesso ai "fatti". Ma non si può ridurre la realtà a statistica; un mondo "numerizzato" non è un mondo più oggettivo, solo più povero e comunque una caricatura del mondo reale.