• IN ATTESA DELLA CONSULTA

    Figli di “due madri”, sarà sì al suicidio della famiglia?

    Un’italiana e una statunitense si “sposano” negli Usa e fanno ricorso alla fecondazione artificiale in Danimarca. Dopo il parto a Pisa dell’americana, la coppia lesbica chiede che il bambino venga riconosciuto dal nostro Paese come figlio di entrambe. In giornata potrebbe arrivare la decisione della Corte costituzionale, e il rischio è di un ulteriore attacco al buonsenso.

    • REGNO UNITO

    La leader di Citizen Go perseguitata dalla lobby Lgbt

    Il 15 ottobre Caroline Farrow, madre di cinque figli e rappresentante di Citizen Go, dovrà presentarsi in tribunale perché accusata di molestie dall’attivista trans “Stephanie" Anthony "Hayden". La sua colpa? Essersi riferita a lui come a un uomo, malgrado il “cambiamento” di sesso. La Farrow rischia ora due anni di carcere e 100.000 sterline di multa. Il suo caso, come altri, svela il volto di un’ideologia che predica rispetto a senso unico, ma danneggia i bambini e restringe la libertà.

    • L’INTERVISTA

    Puccetti: «I farmaci blocca-pubertà? Fanno male»

    «Per la triptorelina, la molecola recentemente approvata in Italia per il blocco della pubertà nei bambini con disforia di genere, l’ente regolatorio dei farmaci riporta 279 casi di eventi avversi seri e 30 decessi», spiega in un’intervista alla Nuova Bussola il medico e bioeticista Renzo Puccetti, commentando i recenti dati dell’Fda, l’Agenzia per il farmaco degli Usa che presenta un quadro impressionante sugli eventi avversi legati all’uso di farmaci blocca-pubertà.

    • REGNO UNITO

    La battaglia è vinta, Tafida a giorni in Italia

    Il servizio sanitario britannico rinuncia al ricorso contro la sentenza dell’Alta Corte. Non c’è quindi più alcun ostacolo al trasferimento di Tafida Raqeeb al Gaslini, l’ospedale di Genova pronto ad accogliere la piccola inglese in stato di minima coscienza. La bimba partirà «presto», dice mamma Shelina. Questa battaglia è vinta, ma la guerra sulla vita fragile continuerà.

    • REGNO UNITO

    Il giudice libera Tafida, ma la battaglia non è finita

    Si dovrà continuare a garantire il supporto vitale a Tafida Raqeeb e consentire il trasferimento al Gaslini o ad altro ospedale. La decisione del giudice MacDonald spezza la serie nefasta di sentenze che aveva portato all’uccisione di Charlie, Isaiah e Alfie, e dà sollievo ai genitori. AGGIORNAMENTO: Intanto, stamattina, spazzato via l'ultimo rischio legale: il National Health Service ha annunciato che non farà ricorso. Tafida può venire in Italia.
    - L'INTERVISTA ALLA MAMMA: "DIFENDERE I BIMBI DISABILI" II ENGLISH VERSION

    • USA

    Cambio di sesso: ospedale nei guai se segue l'etica cattolica

    Usa, un ospedale cattolico potrebbe essere condannato per non aver eseguito un'operazione di cambio di sesso. Il processo è ancora in corso, ma dopo l'assoluzione di primo grado, il tribunale di appello ha riaperto il caso dando chiare indicazioni alla prossima giuria: la sentenza dice "discriminazione". Sarebbe un precedente grave

    • VITA VS MORTE

    Irlanda del Nord, manca poco all’aborto imposto da Londra

    Il 21 ottobre scade il termine per formare un nuovo governo nell’Irlanda del Nord: se ciò non avverrà, l’esecutivo britannico, esulando dalle proprie competenze, imporrà nella sua provincia una legge ultrapermissiva sull’aborto e le “nozze gay”. Intanto la Chiesa e altre confessioni cristiane organizzano una preghiera e chiedono di proteggere i nascituri. E a Londra la parlamentare Stella Creasy ottiene la censura di manifesti critici della sua azione contro i bambini nel grembo.

    • DOPO IL VIA LIBERA DELLA CONSULTA

    L'eutanasia per depressione c'è già: la storia di Nichols

    La precisazione della Corte costituzionale che ha sottolineato che, tra i requisiti per poter ricevere l’aiuto al suicidio ci sono le «sofferenze fisiche o psicologiche», ha già un'applicazione. In Canada un uomo, depresso e solo, è stato eutanasizzato e l'ospedale non ha fatto altro che comunicare l'applicazione del protocollo alla famiglia ignara. 

    • INTERVISTA ALLA MAMMA

    «Chi è per la vita si alzi per salvare Tafida e i bimbi disabili»

    «Se Tafida può vivere in queste condizioni per 20 anni, come dicono i medici, e io dico di essere felice di sacrificare la mia carriera per prendermi cura di mia figlia, perché gli stessi medici lo vogliono impedire? Solo perché è disabile?». Shelina Begum, madre della bambina inglese in stato di minima coscienza a cui il Royal London Hospital vuole staccare il supporto vitale e impedire il trasferimento al Gaslini di Genova, parla in un’intervista alla Nuova Bussola e lancia un appello alle religioni perché proteggano insieme le vite più fragili. Oggi inizia la settimana in cui il giudice MacDonald emetterà, come annunciato, la sua sentenza.
    - ENGLISH VERSION: THE INTERVIEW WITH TAFIDA'S MOTHER
    - E DAL CANADA ECCO L'EUTANASIA PER DEPRESSIONE: LA STORIA DI NICHOLS, di Giuliano Guzzo

    • EUTANASIA

    Se gettare la madre dal balcone è un “atto d’amore”

    Regno Unito: Robert Knight uccide la madre ammalata di Alzheimer buttandola dal balcone di una casa di cura. Ma il giudice gli sospende la pena sostenendo che «ha agito per amore e disperazione». È la stessa mentalità che, scambiando il male per bene, ha portato la Consulta a stabilire che in certi casi l’omicidio è ammissibile. Tutto il contrario di quel che faceva Madre Teresa, che prendeva su di sé il dolore dell’altro per renderglielo sopportabile e farlo sentire amato.

    • EUTANASIA

    Fine vita, il mondo cattolico si sveglia tra sgomento e urrà

    La sentenza della Corte costituzionale sull’assistenza al suicidio è inaccettabile secondo molti esponenti del mondo cattolico a partire dalla stessa CEI. Ma sono reazioni che nascondono valutazioni molto diverse sul da farsi e ricostruzioni molto distanti su cosa si doveva fare. E poi c'è anche chi applaude alla decisione della Corte. Come il giurista D'Agostino e Lucetta Scaraffia, i quali svelano una inquietante deriva eutanasica per via cattolica. 
    - UN VIA LIBERA CHE ARRIVA DA LONTANO di Tommaso Scandroglio

    • LA SENTENZA

    La Consulta fa il legislatore: così sarà eutanasia per tutti

    La Corte costituzionale ha detto “Sì” all’aiuto al suicidio, ma "solo" nel rispetto di alcune condizioni: paziente consapevole, sottoposto a trattamenti salvavita e in presenza di patologie irreversibili che causano sofferenze fisiche e psicologiche: quello che dovrebbe essere un freno, in realtà è un allargamento all'infinito del bacino di utenti che potrebbero chiedere l’eutanasia da oggi. L'ultima beffa: la Corte motiva il provvedimento per evitare abusi nelle persone vulnerabili. In realtà accadrà tutto l’opposto: ora che aiutare a togliersi la vita non è più reato, la persona particolarmente vulnerabile sarà assai più tentata di percorrere la via facile dell’eutanasia.