• MESSA IN LATINO

    Il Papa, il latino e i limiti della pastorale della nostalgia

    Papa Francesco ribadisce la volontà di far morire le Messe in latino. L'annunciato "riordino costruttivo" è dettato da un'idea di Chiesa della rottura in cui il fedele che cerca la tradizione sia un nostalgico che il tempo estinguerà. Ma i gruppi stabili non sono composti da anziani, ma sono un'esperienza di Chiesa giovane, che ora si vuole umiliare, di fedeli in crescita, che non possono essere accusati di nostalgismo dato che vivono la Messa in latino non come rifugio, ma come un approdo da cui sono attratti, privi di quelle ideologie di cui invece sono infarciti i provvedimenti che li puniscono.

    • INTERVISTA A BUX

    «Messa in latino, contributo all'unità dei cristiani»

    «La diffusione della Messa in forma straordinaria non può fermarsi: è il segno della rinascita del sacro nei cuori. Ed è un contributo all'unità dei cristiani, soprattutto gli Ortodossi». La Bussola intervista don Nicola Bux, mentre proseguono i rumors su una cancellazione del motu proprio Summorum pontificum: «Visto il target di chi frequenta la cosiddetta Messa in latino, giovani e convertiti, le parole del Papa sulla rigidità di chi è attaccato alle forme del passato sono una contraddizione».
    - MESSA ANTICA, GRAZIE A MEDJUGORJE, di Guido Villa

    • IL CARDINALE

    Müller in difesa della Messa in latino: «Rispetto per i fedeli»

    Intervistato dalla Bussola, il prefetto emerito della Cdf Müller ha parlato anche dei timori di una stretta del Papa sul Summorum Pontificum, difendendo l'uso della Messa in forma straordinaria: «Benedetto XVI ha saputo riconciliare, questo invece sarebbe autoritarismo. I fedeli vanno rispettati, non possono essere trattati come bambini di prima elementare. E poi ci vuole prudenza: le sfide oggi sono il secolarismo e il nichilismo, non iniziative come queste che aumenterebbero solo la tensione». 

    • LA STRETTA SUL VETUS ORDO

    Messa antica, l'assist del Papa a estremisti e lefebvriani

    Si intensificano le voci di un ridimensionamento del Summorum Pontificum del Papa, ma a chi gioverebbe? A estremisti di entrambi gli schieramenti, al clericalismo episcopale e ai lefebvriani, che diventerebbero gli unici detentori della tradizione e che hanno sempre osteggiato il motu proprio di Benedetto XVI sulla Messa in latino. Che però in 14 anni ha avuto un merito: mostrare che la tradizione è un diritto e può vivere in equilibrio dentro la Chiesa. 

    • CREMONA

    Fedeli umiliati: quella Messa (in latino) non s'ha da fare

    Messa in latino, la sociologia la scopre, ma i vescovi la osteggiano. Come a Cremona, dove da 10 anni un gruppo di fedeli chiede di celebrare in forma straordinaria, ma riceve il no dei vescovi. Un no ingiustificato, che trasforma quelli sotto il Torrazzo in fedeli di Serie B. 

    • SARAH AI GRUPPI STABILI

    "Non siete tradizionalisti, ma cattolici. Uscite dal ghetto"

    Il Cardinal Sarah sprona i Gruppi Stabili a continuare la diffusione della forma straordinaria della messa. "La Provvidenza vi ha affidato la missione di beneficiare tanti con l'usus antiquior, uscite dal ghetto tradizionalista perché non lo siete: siete cattolici, come me e il Papa".