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arriva un ddl

Famiglia nel bosco: stretta sugli allontanamenti facili dei giudici

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La Garante dell'Infanzia incontra i piccoli Trevallion e accusa i servizi sociali impreparati. La maggioranza deposita il Ddl urgente per affiancare al giudice un pool con pediatra e neuropsichiatra. Malan alla Bussola: «Esperti indipendenti e senza conflitti di interesse. Fuori l'ideologia». Oggi la diretta della Bussola. 

Famiglia 13_03_2026

La giornata di ieri ha segnato la visita della Garante dell’Infanzia nella casa-famiglia dove da 4 mesi sono ospitati i figli della famiglia Trevallion. Marina Terragni è arrivata nella struttura di Vasto dopo aver denunciato il rifiuto da parte del giudice di portare con sé dei consulenti di parte che potessero rendersi conto delle condizioni dei bambini. Ed ha dovuto affrontare anche un piccolo giallo. Ieri si era diffusa la voce che uno dei piccoli della Famiglia nel Bosco avrebbe iniziato uno sciopero della fame da giovedì scorso a causa del provvedimento di allontanamento della madre Catherine.

Ma, stando a quando dichiarato da Alessandra De Febis, Garante per l’Infanzia dell’Abruzzo, che ha accompagnato la Terragni nella sua visita, la notizia è destituita di fondamento: i bambini hanno mangiato regolarmente con il padre Nathan, anch’egli presente nella struttura.

Al termine della visita la Garante ha avuto parole molto dure nei confronti dei servizi sociali, sollevando dubbi sull’effettiva preparazione degli operatori che hanno seguito il caso e ricordando che, in ogni caso, quando questa storia sarà finita, i bambini ne usciranno comunque traumatizzati. Di nuovo, come aveva già fatto nel corso di questa intervista alla Bussola, la Terragni ha auspicato che ad essere aiutata in tutte le sue problematiche debba essere tutta la famiglia.

Sul fronte parlamentare, invece, si registra un significativo passo avanti legislativo che rappresenta una prima ricaduta sul caso della Famiglia nel Bosco. Ed è un disegno di legge presentato per potenziare gli accertamenti tecnici da parte degli esperti nei casi di allontanamento dei minori dalle famiglie di origine. Il Ddl, depositato al Senato dai 4 capigruppo della maggioranza a Palazzo Madama (Lucio Malan per Fratelli d’Italia, Massimiliano Romeo per la Lega, Maurizio Gasparri per Forza Italia e Micaela Biancofiore per Noi Moderati) punta infatti a «rafforzare l’istruttoria da compiersi in caso di allontanamento del minore dall’ambiente familiare e assicurare che, prima di assumere decisioni sul suo collocamento extrafamiliare, venga valutato comparativamente il beneficio collegato all’interruzione della situazione di pregiudizio in atto con le conseguenze derivanti dal distacco dall’ambiente familiare sotto il profilo della salute psico-fisica del minore».

Per qualcuno potrebbe essere un paletto messo in più ai giudici, in modo che siano affiancati da un pool collegiale di professionisti prima di prendere la decisione di allontanamento, ma la maggioranza, che ha preso una decisa posizione a favore della famiglia nel bosco, ha detto che è soltanto un modo per permettere al giudice di avere ancora più elementi a disposizione.

Il testo del Ddl, infatti, all’articolo 1 propone di integrare all’articolo 473-bis.25 del codice di procedura civile (che disciplina gli allontanamenti) con il seguente passaggio: «L’autorità giudiziaria affida l’espletamento della consulenza tecnica collegialmente a un medico specializzato in neuropsichiatria infantile e a un medico pediatra, entrambi esterni all’albo del tribunale e appartenenti ad un ente pubblico, e a uno o più professionisti in possesso di adeguate e comprovate competenze in relazione all’oggetto del procedimento, avendo cura che i soggetti da nominare non siano in posizione di conflitto di interessi».

Si tratta di un testo rafforzativo rispetto alla versione precedente che recitava una generica consulenza di un esperto: «Quando dispone consulenza tecnica d'ufficio, il giudice precisa l'oggetto dell'incarico e sceglie il consulente tra quelli dotati di specifica competenza in relazione all'accertamento e alle valutazioni da compiere».

L’ingresso obbligato di un neuropsichiatra e un pediatra dovrebbe, nella mens del legislatore, consentire una maggior sicurezza nel determinare di prendere la decisione grave di un allontanamento.

«Auspichiamo una rapida approvazione di questo Disegno di legge – ha spiegato Malan alla Bussola -. Non vedo come si possa essere contrari, ma siamo disponibili alle eventuali modifiche in positivo che verranno dal dibattito parlamentare».

Poi ha spiegato al nostro giornale il perché di questo Disegno di legge: «Per compiere un atto pesante come quello di allontanare dei bambini dalla loro famiglia, è doveroso avere dei pareri di esperti indipendenti privi di conflitti di interesse».

Fatti salvi i casi in cui la permanenza dei minori in casa comporta un pericolo di vita «in tutti gli altri casi deve esserci una valutazione approfondita fatta da esperti indipendenti», ha proseguito, citando il caso recente proprio che ha visto protagonista la Terragni: «Ho letto poco fa che alla Garante nazionale dell’infanzia è stato impedito di portare con sé degli esperti, durante la visita ai bambini nella casa-famiglia. Ecco, quello che non vogliamo succeda più è che ci sia questa facilità di comunicazione dei provvedimenti al giudice da parte dei servizi sociali, ma che ci sia una valutazione collegiale che metta i giudici in condizione di decidere al meglio».

Malan ha ricordato anche il caso, emerso nei giorni scorsi, di una bambina tolta ai genitori e trasferita due mesi in una Casa-famiglia con la motivazione che era andata a scuola vestita in modo inappropriato e che i sevizi sociali avevano trovato la casa in disordine: «Bene, ho saputo poi che in realtà quella famiglia stava traslocando, ma purtroppo queste erano le uniche informazioni a disposizione del giudice. È evidente che bisogna estromettere dal procedimento l’avversione ideologica che molti operatori del sistema, anche psicologi, hanno nei confronti della famiglia, teorizzata sempre come luogo in cui i bambini subiscono dei traumi».

Il Ddl ora verrà calendarizzato e si cercherà di approvarlo in tempi brevissimi, anche per permettere ai bambini della casa nel Bosco di ricevere valutazioni e perizie più approfondite che evidentemente, anche a detta dei senatori della maggioranza, non sono state previste fino ad oggi.

***

Al caso della Famiglia nel Bosco e alle ricadute del dibattito sui figli dello Stato o dei genitori, è dedicata la consueta diretta dei Venerdì della Bussola in onda dalle 14 sui nostri canali. Ospite lo psicoterapeuta Luigi Ceriani, autore di diversi libri sul tema.



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