• FRANCIA

    Macron e il mercantilismo che scambia i bimbi per cose

    Approvata dal Consiglio dei ministri la proposta di legge che prevede la fecondazione assistita per coppie lesbiche e donne single. Approderà in parlamento a settembre. Anche femministe come Sylviane Agacinski la contestano e per il 6 ottobre è in programma a Parigi una grande manifestazione, che avrà per slogan “Libertà, uguaglianza, paternità!”.

    • L’INGIUSTIZIA CHE NON SI VEDE

    Il compleanno dei gemellini “scambiati” al Pertini

    Lo scambio delle loro provette era stato al centro delle cronache del 2014. Oggi quei due gemellini compiono 5 anni. Chissà dove sono, come sono, cosa fanno. Chissà se le due coppie coinvolte si sono mai incontrate e come vivono questo dolore. Nessuno se lo chiede, perché non si vuole ammettere il problema a monte: la fecondazione assistita, che sacrifica embrioni trasformando un desiderio in “diritto”.

    • L’INTERVISTA

    Bertelli: «Il decreto sui nuovi Lea discrimina i cattolici»

    «Il governo Gentiloni ha inserito nei nuovi Lea solo le tecniche di fecondazione in vitro, cioè quelle a cui i cattolici non possono accedere in retta coscienza, creando così una discriminazione pazzesca». Lo dice alla Nuova BQ il genetista Matteo Bertelli, che chiede un tavolo di confronto con l’attuale esecutivo. Dai nuovi livelli essenziali d’assistenza è rimasta esclusa la naprotecnologia, cioè l’alternativa cattolica (e all’avanguardia) alla fecondazione artificiale.

    • FIGLI COME OGGETTI

    «Il mio embrione è femmina, lo scambio per un maschio»

    "Lisa" ha lanciato un appello sul Nyp, dicendosi disperata: il bimbo prodotto in laboratorio per accontentare il figlio di 5 anni, che desiderava un fratello, è una femmina, per cui vorrebbe scambiare l'embrione con quello maschile di un'altra coppia. Le molte risposte ricevute dimostrano che la mentalità del figlio-oggetto (merce di scambio) è ben radicata. E se nessuno si scandalizza, è perché l'accettazione della Pma esclude Dio dall'orizzonte. 

    • UTERO IN AFFITTO

    Ucraina, fabbrica dei bimbi. Ma l'omologa non è da meno

    «Ci trattavano come bestiame», spiega Alina finita nella fabbrica Ucraina dell'"utero in affitto". L'avvocato Antonov parla 2.500 fabbricati così ogni anno, ma dei danni subiti dai bimbi non parla nessuno. Perciò non basta stracciarsi le vesti per la "surrogacy", occorre spiegare perché la fecondazione artificiale, in ogni sua forma (anche omologa fra coniugi) è una barbarie che priva i figli della loro identità.
    -IL CONTRADDITTORIO INNO ALLA PROVETTA DI J-AX di Valerio Pece

    • IL CONVEGNO

    Lo scontro in atto oggi è fra il possesso e la gratuità

    “Il triste mercato della maternità moderna”. Il convegno che a partire dall’abominio dell’utero in affitto ha spiegato due visioni del mondo opposte che generano divisione: una “del potere” che vuole aggiustare la creazione manipolandola e una “della gratuità”, che accetta la realtà come un dono e Dio come l’unico Salvatore e che alla fine prevarrà.