• Islam fondamentalista

    In Indonesia cresce tra i giovani il rifiuto del fidanzamento

     

    Si va diffondendo la convinzione che frequentarsi prima del matrimonio sia un “prodotto peccaminoso della decadenza occidentale”. Molti giovani affidano la scelta dei partner a degli intermediari

     

    • INTERVISTA AL GIUDICE

    “Cannabis, la sentenza creerà zone franche per la droga”

    «Se si consente la coltivazione in house, chi andrà più a controllare?». Così, «abbiamo da un lato una norma che considera il fumo dello spinello un illecito amministrativo», che prevede pure la sospensione della patente per evitare pericoli, «e dall’altro una sentenza che fa dello spinello un ospite ordinario della dispensa o del giardino di casa». Eppure i dati dell’ultima Relazione sulle tossicodipendenze «sono allarmanti» e «corriamo il rischio concreto che i minori si abituino a coltivare delle piantine in casa per poi farsi lo spinello». La Nuova BQ intervista il giudice Domenico Airoma sulla sentenza delle Sezioni unite penali della Cassazione in tema di coltivazione domestica della cannabis.

    • Guinea Conakry

    Piantagioni di ananas per combattere l’emigrazione illegale

    Dal 2016 il governo guineano in collaborazione con investitori internazionali e associazioni locali ha varato piani di sviluppo agricolo rivolti ai giovani per disincentivarne l’emigrazione illegale

    • L'ESORTAZIONE DEL PAPA

    Ansia di dottrina? Almeno conoscere il Catechismo...

    L'esortazione del Papa ai giovani e l'ansia da dottrina. Non bisogna separare la dottrina dalle esperienze di vita. Ma è decisivo orientarsi tra certezza e ipotesi, tra assoluto e relativo, altrimenti i giovani con poche nozioni diventeranno dei fondamentalisti. Il Catechismo ha il merito di condensare il tutto. Conoscerlo aiuta a valutare il mondo sotto una luce cristiana. Il giovane che strimpella accordi scritti sotto le parole non sa leggere la musica. Al massimo andrà a Sanremo, ma non diventerà mai musicista.

    • IL PUNTO

    Sinodo, l'immagine triste di una Chiesa al traino del mondo

    Ascolto, dialogo, accompagnamento, discernimento. Al Sinodo risuonano le solite parole d'ordine, ma i resoconti e le interviste di coloro che guidano l'assemblea ci danno l'immagine di una Chiesa più preoccupata del consenso del mondo, e dei giovani, che non di una proposta di significato pieno della vita.

    - ASCOLTO? SÌ, MA DI DIO, di Angela Pellicciari

    • Vietnam

    Crisi di valori, crisi economica, le famiglie cristiane in Vietnam affrontano tante sfide

    Le famiglie cristiane in Vietnam subiscono la crisi morale ed economica del paese. I giovani in particolare sono attratti da consumismo e disimpegno

    • VESCOVI

    Giovani, non riduciamo il Sinodo al politicamente corretto

    Il Sinodo dei giovani può essere una grande occasione, ma a patto che sia la possibilità di un dialogo autentico sulle grandi domande della vita. Non vanno in questo senso i documenti preparatori che sembrano più preoccupati di riproporre i soliti cliché, politicamente corretti. Ma guai a noi se di fronte all'attesa di una proposta convincente che riguardi tutta la vita, li dirottiamo su interessi e iniziative banali. Guai a noi se anziché lanciarli nella grande avventura del senso ultimo della vita li aiutiamo ad accontentarsi di poco.

    • DOCUMENTO

    Sinodo e giovani, per ora prevale il sociologismo

    In occasione della XXXIII Giornata mondiale della Gioventù, celebrata ieri, è stato consegnato a Papa Francesco il documento finale del pre-Sinodo dei giovani, che si limita a una fotografia di ciò che i rappresentanti dei giovani pensano della Chiesa e della fede. 
    - PARTENZA CON IL PIEDE SBAGLIATO, di Robert Royal

    • SINODO DEI GIOVANI

    Partenza con il piede sbagliato

    Il pre-Sinodo dei giovani è stato caratterizzato da molta sociologia debole, condita con il linguaggio politichese dell'«ascolto». Ma in certi contesti le opinioni (o le opinioni presunte) dei “giovani” servono a promuovere cose a cui quelli che comandano puntano già.

    • GIOVANI

    Laurearsi in un paese che ha accettato il declino

    In Italia i laureati sono pochi, difficilmente trovano lavoro e quando lo trovano sono retribuiti peggio che nel resto d'Europa. Perché le imprese sono sotto-capitalizzate. La spesa pubblica aumenta, ma gli investimenti pubblici e privati si riducono. I laureati emigrano. Lavoratori sempre meno qualificati immigrano.