Roma e la San Pio X, le tappe di un accordo sempre rifiutato
Intese quasi raggiunte e repentini dietrofront a scandire la rottura trentennale tra la Fraternità fondata da mons. Lefebvre e la Santa Sede. Una vicenda da ripercorrere per meglio comprendere il "fenomeno lefebvriano" e la problematicità delle sue posizioni.
- Dossier: il caso FSSPX
Doppio rifiuto, i lefebvriani respingono le proposte di Roma
Nessun dietrofront dalla Fraternità San Pio X dopo la richiesta della Santa Sede di sospendere le ordinazioni episcopali e riprendere il dialogo teologico. Don Pagliarani critica Müller per il fallimento dei passati colloqui e cerca di ingraziarsi Fernández facendo leva sul «todos, todos, todos».
- Dossier: il caso FSSPX
Roma-Écône, stoppare le ordinazioni per proseguire il dialogo
Dall'incontro con il cardinale Fernández il superiore generale della Fraternità San Pio X torna a casa con la proposta di un confronto teologico e la richiesta di non ordinare nuovi vescovi senza mandato papale. È il primo passo da fare (o meglio da non fare) al bivio tra lo scisma e il graduale ristabilimento della piena comunione.
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Secondo strappo, saranno cinque i nuovi vescovi lefebvriani
Ordinazioni episcopali senza mandato pontificio, come nel 1988: il 1° luglio la Fraternità San Pio X ripeterà il gesto di mons. Lefebvre e questa volta sarà ordinato un vescovo in più. La Santa Sede manifesta la volontà di proseguire i contatti per evitare una nuova rottura.
«Solo la fedeltà alla gerarchia della Chiesa è cattolica, anche nella prova»
Sedevacantisti, sedeprivazionisti, Lefebvriani e tradizionalisti che negano l’autorità del Papa. La crisi nella Chiesa è conclamata, ma l’unica soluzione cattolica è una triplice fedeltà: fedeltà alla gerarchia, fedeltà ai suoi insegnamenti infallibili nel suo costante magistero e fedeltà alla liturgia coerente con la natura sacrificale della Messa. La Bussola intervista l'Abbé Hilaire Vernier, sacerdote della Fraternità Sacerdotale San Pietro.
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Lo "stato di necessità" da solo non legittima la FSSPX
Alcuni chiarimenti sui presupposti (lacunosi) che i sacerdoti "lefebvriani" invocano al sostegno del proprio ministero privo di missio canonica. E comunque è la FSSPX che rifiuta di entrare nella Chiesa.
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