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l'annuncio

Secondo strappo, saranno cinque i nuovi vescovi lefebvriani

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Ordinazioni episcopali senza mandato pontificio, come nel 1988: il 1° luglio la Fraternità San Pio X ripeterà il gesto di mons. Lefebvre e questa volta sarà ordinato un vescovo in più. La Santa Sede manifesta la volontà di proseguire i contatti per evitare una nuova rottura.

Ecclesia 04_02_2026

Nuove ordinazioni episcopali in vista per la Fraternità Sacerdotale San Pio X. Lo ha annunciato pubblicamente il Superiore Generale della FSSPX, don Davide Pagliarani, il 2 febbraio scorso, al termine dell’omelia in occasione delle vestizioni presso il Seminario Santo Curato d’Ars a Flavigny-sur-Ozerain, in Francia: «Pensiamo che sia giunto il momento di riflettere sul futuro della Fraternità San Pio X, sul futuro di tutte le anime che non possiamo dimenticare, che non possiamo abbandonare. E questo solleva interrogativi che ci poniamo da tempo e ai quali oggi, forse, dobbiamo dare una risposta».

Don Pagliarani ha quindi rivelato di aver scritto al Santo Padre «per spiegargli questa situazione molto particolare in cui si trova la Fraternità e per chiedergli di prendere i provvedimenti necessari affinché questo lavoro possa continuare», ma «queste ragioni non hanno trovato per ora una porta aperta presso la Santa Sede [...] Dobbiamo ancora aspettare prima di pensare alla consacrazione dei vescovi?». Secondo il Superiore generale, sarebbe ormai tempo di agire: «Ecco perché pensiamo che il prossimo 1° luglio potrebbe essere una buona data, una data ideale [per le ordinazioni episcopali]. È la festa del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore».

Poco dopo, un comunicato della Casa Generalizia di Menzingen confermava ufficialmente la decisione e la data del 1° luglio. Secondo nostre fonti, saranno cinque i sacerdoti a ricevere l’ordinazione episcopale dalle mani di Mons. Bernard Fellay e da Mons. Alfonso de Galarreta; dunque uno in più rispetto ai vescovi ordinati da Mons. Marcel Lefebvre il 30 giugno 1988 (nella foto).

L’annuncio di nuove ordinazioni episcopali da parte della FSSPX non è certamente un fulmine a ciel sereno. Aveva iniziato a riscaldare i motori l’Abbé de Journa, Direttore dell’importante Distretto della Francia della FSSPX e rettore per oltre vent’anni del seminario di Écône, quando, nella Lettres aux Amis et Bienfaiteurs, del 19 giugno 2024, aveva spiegato che i quattro vescovi ordinati nel 1988 da Lefebvre «all'epoca erano abbastanza giovani, lo sono ovviamente meno trentasei anni dopo. Poiché la situazione della Chiesa non è migliorata dal 1988, è diventato necessario prendere in considerazione la possibilità di dare loro degli assistenti, che un giorno diventeranno i loro sostituti».

Poche settimane dopo la dipartita di Mons. Tissier de Mallerais (8 ottobre 2024), uno dei quattro vescovi consacrati da Mons. Marcel Lefebvre, don Davide Pagliarani, in una intervista alla rivista The Angelus, aveva iniziato a sensibilizzare i propri uditori, “romani” e non romani, che la FSSPX avrebbe avuto bisogno di nuovi vescovi, dal momento che la morte di Mons. De Mallerais, unita alla cacciata di Mons. Richard Williamson dalla Fraternità (anch’egli poi deceduto, il 29 gennaio 2025, dopo aver consacrato nel frattempo altri sei vescovi), aveva dimezzato i vescovi lefebvriani: «È chiarissimo che questa morte solleva la questione della continuità dell’opera della Fraternità, che ora ha solo due vescovi, e la cui missione per le anime sembra più necessaria che mai, nei tempi di terribile confusione che la Chiesa sta vivendo oggi», aveva dichiarato don Pagliarani il 1° novembre.

Dopo appena due mesi, il Courrier de Rome, rivista ufficiosa della FSSPX, pubblicava un articolo dell’abbé Jean-Michel Gleize, teologo della Fraternità, che fu membro della “commissione” incaricata di relazionarsi con la Santa Sede, allorché Benedetto XVI diede inizio ai colloqui in vista di una possibile regolarizzazione, articolo interamente dedicato alla possibilità e alla necessità di consacrazioni episcopali senza e contro il mandato del Papa, con l’esplicito intento di «condurre i fedeli cattolici a non avere esitazioni quando il momento sarà venuto, all’ora fissata dal Superiore Generale». In questo articolo si trova tutta la “dottrina” della FSSPX relativa alle consacrazioni episcopali in “stato di necessità” (avremo modo di parlarne).

Il 13 dicembre 2025, a Friedrichshafen, interrogato sull’eventualità di prossime ordinazioni episcopali senza mandato pontificio, don Pagliarani aveva lasciato intuire che erano all’orizzonte: «È una domanda da un milione di dollari, è una domanda… Non sono qui per dare date o nomi, ma certamente per affidarvi questa intenzione di preghiera». In questa circostanza, il Superiore Generale aveva elogiato la «prudenza soprannaturale» di Mons. Lefebvre, «che dimostra, direi, la sua docilità allo Spirito Santo». Questa “prudenza” è il cardine della posizione della FSSPX e la ragione alla base della consacrazione di nuovi vescovi, con o senza mandato della Santa Sede; la presunta intuizione soprannaturale di Lefebvre starebbe nella possibilità di trasmettere il potere d’ordine, anche contro la volontà del Papa, dal momento che, ad usurpare le prerogative petrine, sarebbe una eventuale trasmissione del solo potere di giurisdizione, non del potere d’ordine. La situazione di necessità che la Chiesa vive dal Vaticano II in poi giustificherebbe in questo senso la liceità di procedere ad ordinazioni episcopali senza mandato: esse non sarebbero scismatiche, in quanto non intendono trasmettere la giurisdizione, e non usurperebbero così le prerogative che discendono dal primato petrino.

Avevamo già avuto modo di spiegare perché questa impostazione è errata, ed avremo modo di ritornare sull’argomento. Per ora prendiamo semplicemente atto dell’annuncio, attendendo quelle «spiegazioni complementari sulla situazione attuale e sulla sua decisione» promesse dal menzionato Comunicato della Casa Generalizia, che permetteranno di avere un quadro più completo della situazione. Così come prendiamo atto di una prima reazione da parte della Santa Sede, piuttosto scarna, per bocca del direttore della Sala Stampa, che manifesta la volontà da parte del Papa di proseguire i contatti con la FSSPX, al fine di «di evitare strappi o soluzioni unilaterali rispetto alle problematiche emerse».



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