• BUDAPEST

    L'incontro tra Orban e il Papa? Ci interessa ben altro

    Per la visita del Papa ieri a Budapest, tutti i fari dei media puntati sull'incontro tra Francesco e il premier ungherese Orban. Ma il papa è andato per chiudere il Congresso Eucaristico internazionale, ed è questo evento - ignorato dai media - che invece ci interessa, perché nell'Eucarestia c'è il centro della nostra vita e dobbiamo imparare a non smarrirlo mai.

    • UN PAESE NEL MIRINO

    Gay diktat dall’Ue, ma l'Ungheria contrattacca

    Prosegue il ricatto di Bruxelles sui fondi: la ragione principale sta nel “no” dell’Ungheria all’indottrinamento Lgbt nelle scuole. Attacchi (pittoreschi) perfino di Hamilton e Vettel. La Norvegia nega i Norway Grants, ma il Governo Orban fa ricorso. E va avanti con il referendum sulla legge anti-pedofilia.

    • EUROPA A DUE POLMONI

    Il pregiudizio Ue contro Polonia e Ungheria

    Polonia e Ungheria sono sotto accusa l'una per la legge "anti-Lgbt" e l'altra per una presunta violazione dell'autonomia della magistratura. Ma in Spagna e Austria i governi rispettano ancor meno la magistratura. E nessuno dice nulla.

    • L'INTERVISTA/NEMETH ZSOLT

    Educare i propri figli è un diritto. L'Ungheria si difende dall'Ue

    "La domanda può essere formulata in questi termini: chi ha il diritto di decidere su quale tipo di educazione sessuale devono ricevere i suoi figli? Noi crediamo che questo diritto appartenga, prima di tutto, ai genitori". Nemeth Zsolt, presidente Commissione Esteri nel Parlamento dell’Ungheria, spiega alla Nuova Bussola Quotidiana il senso della legge condannata da Ursula von der Leyen e bollata come discriminazione "anti-Lgbtq". Su Budapest si sta concentrando una tempesta perfetta nell'Ue, fatta di pressioni legali e, da ieri, anche economiche. Eppure il governo ungherese, oltre che difendere l'autonomia degli Stati membri, non fa che riproporre la libertà di educazione.

    - LA ZAN IN SENATO, RENZI DECISIVO di Nico Spuntoni

     

    • LEGGE APPROVATA

    No a pedofilia e gender, ma i media attaccano l’Ungheria

    Il Parlamento ungherese approva una rigorosa legge antipedofilia, con aggravi di pena per pedofili e autori di pornografia infantile. Un emendamento vieta l’indottrinamento Lgbt verso i minorenni e si scatena il finimondo, con articoli-fotocopia da parte del mainstream mediatico globale, dalla Reuters alla Bbc.

    • STORIA STRAORDINARIA

    Mindszenty, la bilocazione di Padre Pio e la Messa in cella

    Primate d’Ungheria dal 1945, il cardinale József Mindszenty venne arrestato dal regime comunista che lo torturò e umiliò in tutti i modi. Nei suoi otto anni in prigione, l’oggi venerabile ricevette la visita in bilocazione di san Pio da Pietrelcina, che gli portò in cella l’occorrente per celebrare l’Eucaristia e confermò poi il fatto al commendatore Angelo Battisti. Sabato, in quella stessa cella, è stata celebrata una Messa per impetrare la beatificazione di Mindszenty.

    • PRESSING SULL'EST EUROPA

    Niente crescita senza diritti Lgbti? È solo un ricatto

    Secondo uno studio di Open for Businness, i Paesi che non introducono i nuovi diritti Lgbti perdono il 2% di crescita del Pil ogni anno. La realtà economica dimostra il contrario. Paesi come Ungheria, Polonia e Romania crescono più rapidamente della media europea. Lo studio, voluto dalle nuove multinazionali, serve palesemente a coprire un ricatto.

    • SE IL SESSO NON È OPINIONE

    L’Ungheria rifiuta la Convenzione (pro “gender") di Istanbul

    Il Parlamento ungherese ha deciso di non ratificare la Convenzione che parla del sesso come di una “costruzione sociale”. Orban resta coerente alla sua politica di valorizzazione della legge naturale e del sesso come oggettività biologica. La cosa non piace ai potenti dell’Europa che si scagliano facilmente contro di lui dimenticando le decine di paesi che hanno deciso come l’Ungheria.

    • UNGHERIA

    No alla bugia del "cambio di sesso" sui documenti

    Opporsi alla dittatura arcobaleno è possibile e sta dando frutti. Il disegno di legge del partito di Orban definisce il genere femminile o maschile come esclusivamente legato al sesso biologico. Il testo dice che «cambiare il proprio sesso biologico è impossibile, i caratteri sessuali e le caratteristiche cromosomiche sono immutabili». 

    • MODELLI DA IMITARE

    Famiglia e natalità, guardiamo all'Ungheria

    In Italia all'ormai continuo allarme denatalità non corrispondono azioni politiche conseguenti. Vale la pena allora guardare all'Ungheria e alle misure messe in campo dal governo Orban, per capire che se c'è una volontà politica, non è poi così difficile prendere provvedimenti.

    • UNGHERIA

    Il piano del governo Orban per rilanciare le nascite

    Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha presentato un piano in sette punti per incoraggiare i suoi concittadini a sposarsi e fare figli, così da contrastare il declino della popolazione. Per le donne con almeno quattro figli prevista l’esenzione a vita dall’imposta sul reddito. Si tratta di misure nel complesso buone, ma che vanno accompagnate da un lavoro culturale fondato sulla riscoperta del cristianesimo.

    • EUROPA

    Elogio del patriottismo polacco e ungherese

    Nella loro diatriba con l'Unione Europea, Polonia e Ungheria ci ricordano che Il legame delle nazioni e delle patrie con Dio – non un generico Dio in cui tutte le religioni si confondono – è il fondamento del patriottismo e, nello stesso tempo, dei suoi limiti, evitando così le forme esasperate di nazionalismo.