• PENSIERO UNICO

    La censura di Feltrinelli ci dice che la Zan è qui e ora

    L'editore Cantagalli denuncia «l'ostruzionismo commerciale» della Feltrinelli: impossibile trovare il libro dei giuristi del Livatino che smontano la legge Zan. Anche la Bussola lo cerca invano in libreria: «Ci vorranno settimane...». Il curatore Mantovano: «Inquietante, quando ci sarà la legge passeremo dalla censura all'incriminazione?».
    -«NO ALL'INDOTTRINAMENTO»: SENTINELLE IN PIAZZA

    • CASO GERVASONI

    Libertà vigilata. Vietato contestare il Presidente

    L'inchiesta a carico del professor Marco Gervasoni e della giornalista Francesca Totolo, tra gli altri, per “offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato” è indice di un forte deterioramento della libertà di espressione in Italia. Perché, nulla fra le frasi espresse dal professore, appare come un vilipendio o una minaccia. Storia di una deriva autoritaria partita dagli anni Novanta.

    • RU486

    I manifesti di Pro Vita, censurati da chi è contro la libertà

    Strappati e imbrattati dal vandalismo ideologico in diverse città italiane e in almeno tre (Bergamo, Milano, Trento) addirittura rimossi dalle giunte comunali. Nonostante fossero regolarmente autorizzati. I manifesti di Pro Vita contro gli effetti deleteri della Ru486, sia per i bambini che per le donne, confermano le contraddizioni degli abortisti. L’associazione prepara i ricorsi. E si organizzano veglie contro la censura.

    • LA DENUNCIA DI GASPARRO

    Ddl omofobia, anche l’autore di questo quadro rischierebbe

    San Pelagio di Cordova martirizzato, appena tredicenne, per aver conservato fede e castità contro le lascive lusinghe del re dei Mori. Lo ha raffigurato il pittore Giovanni Gasparro in un quadro pubblicato su Facebook il 26 giugno. «Con ogni probabilità», ha detto l’artista al Quotidiano Italiano, «si sarebbe configurato per me il reato di omofobia» se il Ddl Zan fosse stato già legge. Un pericolo reale denunciato da un pittore che non teme di dire la verità.

    • CENSURA 2.0

    I video cristiani? Per Google sono “omofobi”

    Google bolla come “omofobi” dei video che espongono rispettosamente l’insegnamento cristiano sull’omosessualità e raccontano persecuzioni giudiziarie contro persone di fede. Perfino peggio Vimeo, che per motivi simili cancella l’intero account di una chiesa battista. È la censura contemporanea, proveniente dalla stessa cultura laicista che nega Dio e parla (a sproposito) di “libertà”.