• 28 ANNI DOPO

    Ruanda, un genocidio che produce ancora guai

    Il 7 aprile 1994 iniziava lo sterminio dei Tutsi, etnia minoritaria, ad opera degli Hutu. A fomentare l’odio etnico e dare il segnale di inizio dei massacri fu Radio Mille Colline. In cento giorni furono uccise quasi un milione di persone. Oggi il Ruanda gode di relativa stabilità, ma il genocidio produce ancora rifugiati, tensioni, scontri etnici e altri problemi.

    • UNIONE EUROPEA

    La guerra di Bruxelles contro Ungheria e Polonia. E contro ogni buon senso

    L'Ungheria rinnova la fiducia ad Orban rieleggendolo. E Bruxelles ha pronta la rappresaglia: niente fondi del Recovery, congelati in nome del rispetto dello stato di diritto. Risposta prevista e prevedibile, che però dimostra quanto l'Ue sia diventata un super-Stato che punisce o premia, a seconda della fedeltà dei membri ai "suoi" valori. Ed anche il Recovery per la Polonia è ancora in sospeso, in attesa di approvazione, perché Bruxelles pretende che il governo smantelli la sua riforma della giustizia. Nonostante la Polonia accolga milioni di profughi di guerra dall'Ucraina, Bruxelles continua a combattere la sua guerra interna. 

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    • BELFAST

    Irlanda del Nord, elezioni senza voto “cattolico”

    Il prossimo 5 maggio sarà rinnovato il Parlamento di Belfast, ma i due principali partiti nazionalisti, Sinn Féin e SDLP, hanno ormai voltato le spalle ai cattolici: non solo sostengono aborto e matrimoni gay, ma ora sono anche a favore di una legge che promuove le scuole statali con la penalizzazione delle scuole cattoliche. E cresce il numero di quanti non andranno a votare.

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    • UNGHERIA

    Orban è stato scelto di nuovo dal popolo ungherese

    I risultati parlano chiaro, la coalizione dei partiti di Orban, avversata da tutti, ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti, i risultati referendari confermano, con ben oltre il 90% dei consensi, le politiche che tutelano i bambini e ragazzi dall’indottrinamento LGBTI. La grancassa della propaganda europeista non ha spostato i risultati: il popolo ha scelto. 

    • UNGHERIA AL VOTO

    Orbán favorito, nonostante i ricatti dell’Ue e delle lobby

    Domenica in Ungheria si elegge il nuovo Parlamento. I sondaggi danno in vantaggio la coalizione Fidesz-Kdnp (cristiano-democratici) del premier Orbán. Si vota anche per i referendum con i quali il Governo chiede di confermare la legge anti-pedofilia e anti-gender. Ma sinistra, Ue, stampa e lobby internazionali continuano a giocare sporco.

    • L'ANALISI

    Ucraina, il cessate il fuoco può attendere

    Negoziati ancora lontani dalla possibilità di un accordo, ma sul terreno l'esercito russo continua ad avanzare, seppur lentamente, secondo i propri obiettivi di raggiungere il completo controllo del Donbass congiungendolo alla Crimea.

    - RITORNO AL NUCLEARE E TERRORISMO MEDIATICO di Stefano Magni

    • FUGA DALL'UCRAINA

    Accogliere la marea di profughi. Italia in difficoltà

    È salito a quattro milioni il numero delle persone che hanno lasciato l’Ucraina riversandosi nei paesi vicini. L'Unhcr si complimenta con i paesi europei che li stanno accogliendo. L'Italia è in condizioni peggiori perché ha già le sue strutture sature di immigrati illegali che non respingeva più. 

    • SUMMIT DEL NEGEV

    Israele, terrorismo islamico contro i nuovi accordi di pace

     Attentati con coltelli e mitra contro i passanti e i poliziotti, a Beerrsheva, Hadera e Tel Aviv, i primi due rivendicati dall'Isis e il terzo da Hamas. Intanto, nel Negev, Israele e i Paesi del Patto di Abramo formano una nuova organizzazione, forse una futura "Nato del Medio Oriente".

    • YEMEN, CAUCASO, COREA

    Come la guerra in Ucraina agita le acque in Asia

    L’invasione russa dell’Ucraina agita le acque internazionali e rischia di creare le condizioni per lo scoppio di nuovi conflitti. In quest’ultimo “tranquillo weekend di paura”, l’Asia, dal Mar Rosso al Mar Giallo, ha assistito alla recrudescenza di alcuni dei conflitti più duraturi della storia contemporanea: Yemen, Nagorno-Karabakh e Corea.

    • BRUXELLES

    Vertice Nato, gli Usa commissariano l'Europa

    Vertice Nato e Consiglio Europeo a Bruxelles hanno evidenziato una forte unità di vedute circa l'aggressione all'Ucraina e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden incassa con la sua visita sul Vecchio Continente un grande successo ponendosi alla testa dell’Occidente contro la Russia. Gli alleati europei accettano di aumentare la spesa militare. 

    • VIENNA

    Biden sdogana l'Iran. Che però aiuterà la Russia

    Sulla scia dell'amministrazione Obama, anche Biden sdogana l'Iran cercando di rientrare nell'accordo sul nucleare. Ma in questo modo apre una scappatoia alla Russia che, tramite l'Iran, troverà un modo per aggirare le sanzioni. Rimuovendo le Guardie Rivoluzionarie dalla lista nera, poi, c'è il rischio che riprendano le guerre per procura.

    • L'INTERVISTA/ DARIO FERTILIO

    Quel virus totalitario russo che contagia i conservatori

    Dario Fertilio, giornalista e scrittore, analizza con la Bussola la narrazione russa sulla guerra in Ucraina. E le mille trappole culturali e lessicali usate dal Cremlino per attrarre un vasto e inconsapevole pubblico di cattolici e conservatori. Che giustamente sono spaventati anche dal rischio di deriva totalitaria in Occidente.

    - IL VESCOVO DI PRAGA E I PROFUGHI UCRAINI di Nico Spuntoni