• MAESTRO DI UN PAPA

    San Giovanni della Croce, il mistico che ispirò Wojtyla

    Il carmelitano spagnolo, celebrato oggi dalla Chiesa, ebbe una grande influenza sul cammino spirituale e la vocazione di Karol Wojtyla. Il futuro pontefice dedicò la sua tesi di dottorato al tema “La dottrina della fede in S. Giovanni della Croce”, descrivendo come questa virtù teologale sia mezzo di unione con Dio.

    • LA LEZIONE

    Areopago e Golgota, le origini che l’Ue ha rinnegato

    Sull’Areopago san Giovanni Paolo II si è interrogato sulla Verità e sul Bene, gli stessi principi rivelatisi in pienezza sul Golgota. Areopago e Golgota sono le sorgenti del grande evento spirituale che è l’Europa. Ma l’attuale Unione Europea rinnega le sue origini, rifiutando Dio e, quindi, le Sue opere, uomo in testa. E allo stesso tempo impone un’identità che rende schiavi.

    • A Gesù per Maria

    La recita del Santo Rosario nell’insegnamento di Wojtyla

    Nella lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, san Giovanni Paolo II offrì una sorta di vademecum per contemplare Gesù con Maria attraverso il Santo Rosario. Dalla corona alla meditazione dei misteri, dall’ascolto della Parola al silenzio, vediamo come il grande pontefice polacco suggeriva di recitare quella che chiamava la sua «preghiera prediletta».

    • IL FILM

    Le vite degli altri. La bontà umana come antidoto all'obbedienza al tiranno

    Le vite degli altri, capolavoro del regista tedesco Florian Henckel von Donnersmarck, ricostruisce il clima di sospetto e sorveglianza pervasiva negli ultimi anni della DDR. Solo scoprendo la bellezza nella coppia che sta spiando, un agente della Stasi salva le vittime e se stesso.

    • RADICI CRISTIANE

    L’Europa e san Benedetto spiegati da Wojtyla

    Nella lettera apostolica Sanctorum Altrix, pubblicata per il XV centenario della nascita di san Benedetto, Giovanni Paolo II ricordava il profondo connubio tra l’opera del santo da Norcia e la civiltà europea. E partendo dal significato di essere uomo, dai suoi bisogni, il Papa polacco spiegava un principio che dovrebbe far riflettere i governanti di oggi.

    • MOSTRA A MILANO

    Resurrectio Christi, in scena il Rinascimento dell’arte

    Il pittore Agostino Arrivabene propone il tema della Risurrezione di Cristo e lo mette in scena alla Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei, a Milano (fino al 18 ottobre). Le sue immagini testimoniano la profondità di un percorso esistenziale-artistico e richiamano alla mente le parole di san Giovanni Paolo II nella Lettera agli artisti. La Nuova Bussola lo ha intervistato

    • MADONNA DEL CARMELO

    Lo Scapolare, così Maria ci riveste di Cristo

    La devozione dello Scapolare carmelitano affonda le radici nel XIII secolo, un dono della Madonna per la protezione dalle fiamme dell’Inferno e, dunque, di preparazione alle gioie del Paradiso. San Giovanni Paolo II lo indossava il giorno dell’attentato e quello scapolare, intriso di sangue, è diventato una reliquia.
    SALITA AL MONTE CARMELO, PER POSSEDERE DIO, di Antonio Tarallo

    • NON È TEMPO DI "PONTI"

    Il Vangelo non ammette neutralità

    Dialogare? Costruire ponti? Non è possibile perché, come dice il Vangelo, o si è con Cristo, anche inconsapevolemente, o si è contro di Lui. San Giovanni Bosco disse: «L’unica vera lotta nella storia è quella pro o contro la Chiesa». Mentre il papa santo chiarì: «Ci troviamo di fronte ad uno scontro immane e drammatico tra il male e il bene... non solo “di fronte”, ma necessariamente “in mezzo”... tutti siamo coinvolti... con l'ineludibile responsabilità di scegliere».

    • CHIESA E POLITICA

    I martiri cinesi ci giudicano

    Oggi la Chiesa ricorda i 120 martiri cinesi, vescovi, preti, suore, laici: una storia scomoda per chi oggi ha ribaltato i valori in campo e indica come modello il compromesso anziché il martirio. E quanto accade nel rapporto tra Santa Sede e Cina riguarda ognuno di noi.

    • VERSO I 100 ANNI DI Wojtyla

    «Io al capezzale di Giovanni Paolo II: quella benedizione prima di chiudere gli occhi»

    San Giovanni Paolo II raccontato alla Nuova Bussola Quotidiana da Pawel Ptasznik, fra i suoi collaboratori più stretti: «Il mio ultimo incontro con il Santo Padre fu nella sua camera il giorno che morì: era presente anche Ratzinger, pregammo insieme, poi monsignor Dziwisz chiese al papa di benedirmi. Mi inginocchiai, mi pose la mano sulla testa e fece il segno di croce. In questo momento sono convinto che Wojtyla stia chiedendo a Dio un regalo per noi».
    - «L'EUCARESTIA NON SOPPORTA DIMINUZIONI» di Vincenzo Sansonetti

    • IDEOLOGIA GLOBALISTA

    Giovanni Paolo II: difese la patria per difendere i popoli

    Oggi il patriotismo è dipinto come xenofobo, ma chi promuove il cosmopolitismo serve un potere non democratico. Il primo a dirlo è Giovanni Paolo II che scrisse: «Quando penso “patria”, esprimo me stesso...frontiera segreta che da me si dirama verso gli altri, per abbracciare tutti». C'è chi dice che il papa si era "snazionalizzato", ma a Varsavia ribadì: «La parola “patria” ha per noi un significato affettivo».