• INTERVISTA / HAUKE

    Perché Maria è Corredentrice: risposte a dubbi e obiezioni

    La parola “Corredentrice” - recepita pure dal Sant’Uffizio, sotto Pio X, e usata più volte da Pio XI e Giovanni Paolo II - non equivale a un’equiparazione di Maria a Gesù, ma indica la cooperazione singolare (non solo “soggettiva” ma anche “oggettiva”) della Madre all’opera redentrice del Figlio. La verità che Cristo sia l’unico Redentore e che la Madonna sia stata redenta non contraddice la corredenzione, che dipende dalla grazia ricevuta in previsione dei meriti di Gesù e dalla funzione materna di Maria. Tale dottrina è insegnata dal Vaticano II e dal Catechismo e per essa «potremmo parlare di una sententia theologice certa o ad fidem pertinens». La Bussola intervista don Manfred Hauke, mariologo e ordinario di Dogmatica.

    • LE RAGIONI DEL CULTO

    Il Sacro Cuore di Gesù, l’Amore che non si risparmia

    Nella festa liturgica del Sacro Cuore, che quest’anno cade il 28 giugno, la Chiesa ci propone di onorare il Cuore di Gesù, sia in quanto tale, sia come simbolo vivente della sua carità. Il suo culto è la quintessenza stessa del cristianesimo ed è strettamente legato alla Santissima Eucaristia: gli stessi miracoli eucaristici ci dicono che, quando Gesù ci dona il suo Corpo nell’Eucarestia, è del suo Cuore che ci nutre!

    - NOVENA AL SACRO CUORE DI GESÙ

    • FESTA DI CRISTO RE

    Quella disconosciuta regalità sociale di Cristo

    Lo spostamento della festa di Cristo Re all'ultima domenica del Tempo ordinario (nella Forma straordinaria resta all'ultima domenica di ottobre) vuole sottolineare il suo significato escatologico. Ma così si è oscurata la regalità sociale di Cristo, evidentemente ritenuta anacronistica.  

    • HUMANAE VITAE

    I "furbetti" del caso per caso c'erano già 50 anni fa

    L'esame dei documenti che hanno preceduto la pubblicazione dell'enciclica Humaane Vitae, mostra come già nel 1968 c'era chi sosteneva fosse possibile ammettere la contraccezione in alcuni casi senza mettere in discussione la dottrina. Approccio condannato da Paolo VI, che ora torna d'attualità. E anche allora la Chiesa tedesca andava per la sua strada.