• RAPPORTO FRONTEX 2021

    Italia, porta spalancata dell'immigrazione illegale in Europa

    Europa sempre più sotto assedio dei flussi migratori illegali. L'Ue paga il prezzo di non avere una politica comune di presidio delle frontiere. Cresce l'immigrazione via terra, alimentata dalla Bielorussia, riprendono le traversate dei Balcani, ma è soprattutto dal Mediterraneo centrale che arriva il grosso: un quarto del totale degli immigrati illegali dell'anno, circa 67mila (secondo il governo Draghi), su un totale di 200mila, approda sulle coste italiane. Il nostro è un Paese di prima linea e parrebbe incentivare, invece che contrastare, questo fenomeno. 

    • IL VESCOVO E GLI IMMIGRATI

    Sui migranti, Lorefice esagera. Non c'è omissione

    L'appello lanciato dall'arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, ha avuto effetto: la Guardia di Finanza ha raccolto gli emigranti in acque maltesi e li ha trasferiti in Italia. Ma il prelato usa parole esagerate: non c'è un genocidio in corso e l'Italia non è colpevole di omissione di soccorso. 

    • MEDITERRANEO

    Immigrazione, le due facce della politica italiana

    Mentre Di Maio si recava a Tripoli per concordare una strategia comune con il governo libico, per arginare il flusso migratorio nel Mediterraneo, il ministro Lamorgese si vedeva con le Ong ascoltando tutte le loro richieste. Che sono quelle di soccorrere e trasportare in Italia, come se il confine non esistesse. Stesso governo, stesso problema, due politiche opposte.

    • MEDITERRANEO

    Naufragio in Libia, gli scafisti puntano alla tragedia

    L’ultima tragedia del mare che ha determinato la morte di circa 130 migranti illegali ha tutte le caratteristiche di una tragedia pianificata nei dettagli dai trafficanti per indurre l’Europa a spalancare porti e porte ai nuovi massicci flussi che stanno per puntare sull’Italia. A giudicare dalle reazioni della politica, hanno già ottenuto l'effetto che desideravano.

    • Myanmar

    Rohingya, i rifugiati di cui nessuno parla

    Vivono ammassati nel complesso di campi profughi di Cox’s Bazar, in Bangladesh, in condizioni estreme di disagio, ansiosi di tornare in patria e scoraggiati a farlo dai loro leader e dalle ong

    • Missioni salesiane

    Il nostro messaggio è Cristo; non siamo una ong

    Riflessioni di don Maravilla, filippino, consigliere al Dicastero delle missioni salesiane, sulla missione e sul suo compito primario di evangelizzazione

    • POLITICA

    Sugli immigrati il ritorno del clientelismo e dei trafficanti

    Ripresi alla grande gli sbarchi illegali con cifre enormi spese per allestire navi-quarantena. E su un altro fronte il grottesco dibattito sulla regolarizzazione degli irregolari da impiegare in lavori agricoli stagionali dimostra la volontà di sfruttare gli immigrati per tornaconti politici ed economici.

    • Rifugiati

    È pronta in Bangladesh un’isola per 100.000 Rohingya

    Il governo bengalese inizierà il trasferimento dei rifugiati musulmani Rohingya nell’isola di Bashar Char per alleggerire la tensione nei campi sovraffollati di Cox’s Bazar

    • ONG E MIGRANTI

    Lo strano caso dell'Ocean Viking

    Da dieci giorni la nave Ocean Viking gestita da SOS Méditerranée e Medici senza Frontiere girovaga nel tratto di mare fra Libia e Italia con a bordo 104 migranti, soccorsi il 18 ottobre. Alle richieste di un porto, finora solo silenzio dal governo giallorosso, mentre il clamore mediatico è ripreso solo dopo le elezioni in Umbria. Un caso?

    • ONG

    L’Unhcr difende le organizzazioni non governative e ne esalta il ruolo

    L’Alto commissario Onu per i rifugiati Filippo Grandi alle Consultazioni annuali dell’Unhcr con le ong difende l’operato delle ong e afferma il ruolo positivo dei rifugiati nei paesi che li ospitano

     

    • Crisi Rohingya

    Servono 920 milioni di dollari nel 2019 per assistere i Rohingya rifugiati in Bangladesh

    Le Nazioni Unite, insieme alle Ong partner, hanno presentato il piano 2019 di assistenza agli oltre 900.000 Rohingya rifugiati nei campi profughi bengalesi di Cox’s Bazar

    • IMMIGRAZIONE

    Porti aperti, gli interessi comuni di Ong e trafficanti

    La soluzione del caso Sea Watch/Sea Eye, le navi delle Ong tedesca e olandese che si sono riuscite a imporre a 8 Stati europei di accogliere una cinquantina di migranti illegali è solo apparentemente umanitaria. In realtà, come dimostrano i dati, la politica italiana dei porti chiusi aveva contribuito più di ogni altra cosa a ridurre il traffico di clandestini. Dunque aveva anche ridotto il numero dei morti in mare. Ora è stato lanciato un segnale di ambiguità. Se i porti sono anche "un po' aperti" ne approfitteranno soprattutto gli scafisti, pronti a dare illusioni a buon mercato e a mandare altri emigranti illegali allo sbaraglio.